IL MODELLO LIBERAL GLOBALISTA STA ARRIVANDO ALLA FINE DELLA SUA PARABOLA da CONTROINFORMAZIONE
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
25329
wp-singular,post-template-default,single,single-post,postid-25329,single-format-standard,wp-theme-stockholm,wp-child-theme-stockholm-child,cookies-not-set,stockholm-core-2.5,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-9.15,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_menu_,wpb-js-composer js-comp-ver-9.0.1,vc_responsive

IL MODELLO LIBERAL GLOBALISTA STA ARRIVANDO ALLA FINE DELLA SUA PARABOLA da CONTROINFORMAZIONE

Il modello Liberal Globalista sta arrivando alla fine della sua parabola

Luciano Lago  30 Ottobre 2026

Il modello politico ideologico che ha ispirato i governi e gli assetti politici dei paesi occidentali sta mostrando il suo declino definitivo e si è autoaffondato nelle sabbie del Medio Oriente, da Gaza all’Iran.

Distratti dalle infinite polemiche sulla crescita dei partiti populisti o nazionalisti in varie parti d’Europa e del mondo, dalle diatribe sul fascismo reale o presunto, sul fenomeno migratorio e le sue conseguenze, le classi politiche e gli opinionisti occidentali non si sono ancora accorti che la questione principale è il crollo di un ordine liberale, élitario e sclerotizzato e il conseguente sviluppo di nuovi sistemi politici.

Dietro i tumultuosi avvenimenti di questi ultimi anni, si intravede il crollo del paradigma ideologico del liberalismo globale – le sue illusioni e la relativa struttura tecnocratica di governance – un fatto che trascende le divisioni destra/sinistra in Europa e in Occidente. La totale disfunzionalità di questa struttura politica, associata ai conflitti provocati dall’occidente, ha evidenziato la necessità di un cambiamento nell’intero sistema di governance politica ed economica.
Per decenni gli ideologi della globalizzazione hanno venduto una illusione, quella di un mondo globalizzato come fattore di evoluzione e di progresso, ma questa oggi si è infranta di fronte ad una realtà fattuale. Non soltanto lo sfruttamento e il degrado ma con la guerra commerciale provocata dagli stessi che hanno coltivato questa illusione, gli Stati Uniti dell’amministrazione Trump, si è reso chiaro che tutte le catene di approvvigionamento sono oltremodo fragili, basate su energia a basso costo e manodopera straniera che funge da esercito di riserva del capitale usuraio.

Tutto questo paradigma oggi sta miseramente crollando.
In sostanza le élite liberali hanno semplicemente dimostrato di non essere all’altezza dei cambiamenti e delle sfide che oggi si presentano. I personaggi come la Ursula Von der Layen, Ia Kaja Kallas, i Macron o i Merz, Starmer e gli altri, si rivelano come pupazzi teleguidati da entità finanziarie che operano sotto traccia.

Le élite liberali si dimostrano del tutto dissociate dal mondo reale e non comprendono che il paradigma economico occidentale del consumismo iperfinanziarizzato e indebitato ha fatto il suo corso e il crollo di questo sistema sotto la tempesta in arrivo sarà inevitabile. Le contraddizioni stanno esplodendo all’interno del sistema e portano alla sua implosione.
Resta l’illusione per gli irriducibili sostenitori del vecchio sistema che il modello economico anglosassone sia insostituibile. La Cina con il suo impetuoso sviluppo e l’attrazione esercitata verso i paesi del sud del mondo dimostra la falsità di questa convinzione.

Libero Mercato e capitale
La falsa retorica di democrazia e libero mercato non basta più a coprire la crisi e la miseria del sistema occidentale ed è sufficiente farsi un giro tra i disperati ed emarginati homeless di San Francisco o di Parigi, delle periferie di Roma o di Atene per capire la portata della crisi che, prima che politica, è sociale ed umana.
Per frenare il cambiamento le élite liberali tentano la carta della imposizione della forza e la guerra come estremo rimedio per frenare gli sviluppi indesiderati e la crescita di nuovi centri di potere in un mondo che diventa sempre più multipolare.


Qualcuno lo aveva previsto già più di un secolo fa: il libero mercato, per sopravvivere, richiede una continua crescita. Quando la crescita si arresta, il sistema entra in crisi. E le soluzioni tradizionali – innovazione tecnologica, sfruttamento della forza lavoro, espansione dei mercati – non bastano più. In questa prospettiva, la guerra diventa l’extrema ratio, quella che offre al sistema economico un meccanismo di distruzione, ricostruzione e controllo sociale.

A tutto questo si aggiunge il vuoto spirituale di una società che considera come rilevante esclusivamente il profitto e non si cura delle profonde disuguaglianze che genera al suo interno. Questo il fattore che porta ad uno scontro di civiltà con quelle culture che dispongono di una connotazione spirituale ed umanistica e non sono fondate esclusivamente sul consumismo e sull’individualismo.

Le previsioni non possono quindi essere ottimistiche come molti vorrebbero ma, nonostante tutto, la speranza nella pace non può mai tramontare.

No Comments

Post a Comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.