UE: LISTE DI PROSCRIZIONE CONTRO IL DISSENSO 1 da IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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UE: LISTE DI PROSCRIZIONE CONTRO IL DISSENSO 1 da IL FATTO

Autocensura: a Bologna, dopo il caso Albanese, la scuola cancella i disertori israeliani

Alex Corlazzoli  18 Dicembre 2025

Il preside: no a incontro coi refusnik israeliani

Tira aria di autocensura in molte scuole d’Italia. Dopo le ispezioni ordinate dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara in alcune scuole toscane e al “Mattei” di San Lazzaro in Emilia Romagna a seguito di incontri con la relatrice speciale Onu per la Palestina, Francesca Albanese, a Bologna il dirigente dell’istituto “Aldovrandi – Rubbiani” ha annullato all’“ultimo minuto” un incontro con due obiettori di coscienza israeliani, i cosiddetti refusenik.

Un atto che il preside Matteo Battistelli motiva al Fatto Quotidiano così: “Alla luce della stretta del ministero emanata il 12 dicembre scorso con un richiamo a garantire ‘il confronto tra posizioni diverse e pluraliste’, ho ritenuto prudente sospendere questa iniziativa perché non avevo elementi sufficienti sui relatori per poter tutelare i ragazzi e i miei insegnanti”. Una posizione che non è piaciuta all’amministrazione comunale della città: “Siamo molto preoccupati in merito agli interventi che mirano alla limitazione della discussione pubblica all’interno delle scuole”, spiega l’assessore all’Istruzione Daniele Ara.

Intanto, 126 su 155 professori del “Mattei” dove una docente avrebbe organizzato autonomamente un incontro online con Albanese, hanno scritto una lettera pubblica al preside della scuola, Roberto Fiorini e al Capo dello Stato, Sergio Mattarella: “Si tratta di una iniziativa organizzata su scala nazionale nell’ambito delle attività di educazione alla cittadinanza che costituisce un’attività formativa per favorire la partecipazione democratica, la conoscenza delle istituzioni internazionali e il dialogo tra la componente studentesca e una professionista impegnata in contesti globali. È, quindi, del tutto infondata e lesiva della dignità della comunità scolastica qualsiasi ricostruzione dei fatti che parli di imposizioni, irregolarità, forzature didattiche, strumentalizzazioni partitiche da parte della scuola o della componente docenti. L’iniziativa della partecipazione al webinar di Francesca Albanese era già stata pianificata e attuata l’anno scorso, in diversi consigli di classe del nostro istituto, come momento di confronto con una figura istituzionale e competente in materia di diritto internazionale”. A buttare acqua sul fuoco all’Aldrovandi” è, invece, Battistelli che al nostro giornale spiega: “Abbiamo già previsto un collegio docenti per esaminare insieme la richiesta che alcuni docenti hanno portato avanti con le associazioni per incontrare i Refusenik. La nota del ministero che prevede il confronto tra posizioni diverse e pluraliste, al fine di consentire agli studenti di acquisire una conoscenza approfondita dei temi trattati e sviluppare il pensiero critico” ci obbliga ad usare la massima cautela”.

Pronta la risposta di Ara: “Pensare a un modello di scuola in cui qualcuno possa decidere di cosa si possa discutere e di cosa no, credo sia molto pericoloso. Immaginare che i ragazzi non possano incontrare persone, i refusenik, che rifiutano di andare nell’esercito di un governo genocidario credo sia veramente molto pericoloso per la nostra democrazia”.

Anna Frank con la kefiah: c’è l’accusa di antisemitismo per l’autore italiano a Berlino

Ada Waltz  18 Dicembre 2025

L’artista Ciervo sott’attacco per l’opera esposta a Berlino

La pietra dello scandalo è un ritratto di Anna Frank. Seduta a un tavolo, scrive su un iPad al posto del quaderno, sulle spalle una kefiah rossa, lo sguardo mesto e fisso che buca la tela. Così l’ha ritratta Costantino Ciervo, artista napoletano a Berlino dal 1984, noto per le sue istallazioni multimediali su temi come capitalismo, sfruttamento, migrazione, guerra. Ciervo ha in mostra dal 16 novembre al museo Fluxus Plus di Potsdam un ciclo di quadri sul conflitto Israele-Palestina, di cui fa parte il ritratto di Anna Frank. Le altre opere sono ritratti di gemelli uno con simboli israeliani e l’altro con simboli palestinesi.

L’artista si professa antisionista e sottolinea la differenza tra sionismo e giudaismo, ma in Germania questa non è considerata convinzione legittima. Subito dopo l’inaugurazione della mostra, l’opera con Anna Frank gli è costata l’accusa di antisemitismo sulla stampa locale, e poi del “responsabile per l’antisemitismo” del Land Brandeburgo, Andreas Büttner e del presidente della comunità ebraica di Potsdam, Evgeni Kutikow. Il ritratto di Anna Frank equiparerebbe carnefici e vittime, sostengono i critici di Ciervo, e relativizzerebbe l’attacco terroristico del 7 ottobre 2023. Büttner e Kutikow hanno chiesto di togliere l’opera dalla mostra o di chiudere l’esposizione, il comune di Potsdam si è associato. Heinrich Liman, gestore del museo Fluxus Plus, ha resistito e tenuto aperta la mostra, anche perché il museo è privato e non riceve finanziamenti statali.

Altrimenti, i quadri di Ciervo sarebbero stati rimossi già da tempo, visto che dal 2017 la definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra) funge in Germania da linea guida per tutte le istituzioni pubbliche.
L’Ihra ha definito l’antisemitismo come “una certa percezione degli ebrei che può manifestarsi come odio nei loro confronti,” con “parole o azioni contro individui ebrei o non ebrei e/o contro le loro proprietà, nonché contro istituzioni comunitarie ebraiche o istituzioni religiose”. Il governo federale tedesco ha anche ampliato la definizione, praticamente equiparando all’antisemitismo le critiche allo Stato di Israele, “inteso come collettività ebraica, può essere oggetto di tali attacchi”, si legge in un documento del Bundestag. A novembre 2024, il Bundestag ha fatto un ulteriore passo avanti approvando una mozione di Spd, Cdu-Csu, Verdi e Liberali che richiede che eventi e istituzioni applichino codici di condotta critici nei confronti dell’antisemitismo. È su questa base che in Germania sono stati cancellati centinaia di eventi e conferenze, vietate o sciolte manifestazioni non da ultimo anche di artisti ebrei o israeliani critici di Benjamin Netanyahu.

Giorni fa Volker Beck, ex deputato dei Verdi tedeschi e presidente della Società tedesco-israeliana, ha attaccato Ciervo perché il suo ritratto trasformerebbe la giovane ebrea assassinata in una palestinese impegnata nella lotta terroristica contro Israele. Alla Procura di Postdam è stata presentata una denuncia per antisemitismo “in relazione alla mostra di Costantino Ciervo”. Non è chiaro se provenga da Beck, ma l’ ex parlamentare ha già sporto altre denunce simili. Ora sta alla Procura di Postdam decidere se tenere aperta o chiusa la mostra.

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