SULLA TESTA DELLA SUMUD UN HERCULES DELLA NATO da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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SULLA TESTA DELLA SUMUD UN HERCULES DELLA NATO da IL MANIFESTO

Sulla testa della Sumud un Hercules della Nato

Andrea Sceresini  28/04/2026

A BORDO DELLA SUMUD

Palestina Primo giorno di viaggio della Flotilla. Arrivo previsto tra il 10 e il 15 maggio, meteo e marina israeliana permettendo

Quarantotto ore dopo essere salpata dal porto di Augusta, la nuova Global Sumud Flotilla ha già percorso oltre duecento miglia e si trova praticamente a metà strada tra la Sicilia e le coste di Creta. «La più grande missione umanitaria che abbia mai tentato di spezzare l’assedio di Gaza» – come viene definita dagli organizzatori – è attualmente composta da una sessantina di imbarcazioni (52 delle quali sono radunate nella cosiddetta «formazione di testa»), ma un’altra ventina di scafi provenienti dai porti della Grecia e della Turchia dovrebbe successivamente aggiungersi lungo la rotta.

LO SLOOP sul quale il manifesto è imbarcato, la Holy Blue, ha levato le ancore attorno alle 15 di domenica, tra gli applausi della piccola folla radunata lungo il molo, una selva pugni chiusi e le grida «free free Palestine». Sulla sua fiancata sinistra è dipinto il celebre motto di Vittorio Arrigoni, «Restiamo umani», mentre le vele sono decorate con i colori della bandiera palestinese.

Verso le 17, dopo esserci radunati con gli altri scafi al largo della costa, abbiamo iniziato a fare rotta verso est, scortati da due navi di Greenpeace e di Open Arms e salutati, all’orizzonte, dalla silhouette innevata dell’Etna.

La tabella di marcia prevede una probabile sosta nei pressi dell’isola di Creta, ma al netto di ciò – meteo permettendo – la Flotilla dovrebbe veleggiare piuttosto speditamente in direzione del Mediterraneo orientale. L’arrivo di fronte alla Striscia di Gaza è previsto tra il 10 e il 15 maggio, ed è a partire da quelle date – o poco prima – che la missione entrerà nella sua fase più critica.

È quasi certo che le imbarcazioni della Sumud verranno nuovamente abbordate dalle unità d’élite della marina israeliana, esattamente come è accaduto al termine della precedente spedizione, nell’ottobre scorso. In quell’occasione, per gli oltre 400 attivisti presenti a bordo si aprirono le porte del famigerato carcere di Ketziot, nel deserto del Negev, dove sono attualmente detenuti anche alcune migliaia di prigionieri palestinesi.

ANDRÀ COSÌ anche questa volta? Oppure, vista la recente escalation militare in Iran e in Libano, i rischi potrebbero essere persino maggiori? Proprio su questo tema si è espressa ieri la portavoce della Commissione europea per gli Aiuti umanitari, Eva Hrncirova, che durante un incontro con la stampa ha dichiarato: «Scoraggiamo questo tipo di iniziative, perché mettono a rischio la sicurezza dei partecipanti».

Per ora l’unico segno di attività militare attorno alla Flotilla è stato segnalato nel primo pomeriggio di ieri, quando un quadrimotore Lockheed C-130H Hercules decollato dalla base di Sigonella è stato visto volteggiare più volte sopra le imbarcazioni di testa della flotta. Terminata la rapida ricognizione, il velivolo Nato se n’è andato per la sua strada, lasciandosi alle spalle un mare calmo e azzurrissimo.

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