L’ONU E I VASSALLI DI USA E ISRAELE da IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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L’ONU E I VASSALLI DI USA E ISRAELE da IL FATTO

L’Onu e i vassalli di Usa e Israele

Jeffrey D. Sachs e Sybil Fares  7 Marzo 2026

Trump e Netanyahu vogliono distruggere le Nazioni Unite e lo Stato di diritto internazionale: ma il loro tentativo fallirà Il Consiglio di Sicurezza deve ribellarsi a questa occupazione militare

Facciamo chiarezza su cosa stanno perseguendo Stati Uniti e Israele.

L’obiettivo degli Usa non è la sicurezza del popolo americano. L’obiettivo è l’egemonia globale. Il tentativo è quello di distruggere le Nazioni Unite e lo Stato di diritto internazionale, un tentativo che fallirà. Il 16 febbraio 2026, uno di noi (Jeffrey Sachs) ha inviato una lettera al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite avvertendo che gli Stati Uniti erano sul punto di stracciare la Carta dell’Onu. Quell’avvertimento si è ora avverato. Stati Uniti e Israele hanno lanciato una guerra immotivata contro l’Iran, in flagrante violazione dell’articolo 2 della Carta, senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza e senza alcuna legittima rivendicazione di autodifesa ai sensi dell’articolo 51. (…)

Al Consiglio di Sicurezza del 28 febbraio 2026, gli Stati Uniti e i loro alleati hanno rivolto la loro condanna non all’aggressione americana e israeliana, ma all’Iran. Un alleato degli Stati Uniti dopo l’altro ha condannato l’Iran per i suoi attacchi di rappresaglia, ma ha in modo assurdo omesso di condannare l’attacco illegale e immotivato di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. La condotta di questi paesi è stata vergognosa e ha capovolto completamente la realtà. Gli attacchi congiunti Usa-Israele sono stati descritti da Trump come necessari perché l’Iran “ha respinto ogni opportunità di rinunciare alle proprie ambizioni nucleari, e non possiamo più accettarlo”. Questa è ovviamente una totale menzogna (…) È stato Trump a stracciare l’accordo nel 2018. Nel giugno 2025, Israele ha bombardato l’Iran nel bel mezzo dei negoziati Usa-Iran. Anche questa volta, i piani di guerra israelo-statunitensi erano stati definiti settimane prima, quando Netanyahu aveva incontrato Trump, e i negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran erano una farsa. Questo sembra essere il nuovo modus operandi degli Stati Uniti: avviare i negoziati e poi mirare a uccidere le controparti.

È facile capire perché gli alleati degli Stati Uniti si comportino nel modo imbarazzante e umiliante che hanno tenuto al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Oltre agli Stati Uniti, 8 degli altri 14 membri del Consiglio ospitano basi militari statunitensi o concedono ai militari statunitensi l’accesso alle basi locali: Bahrein, Colombia, Danimarca, Francia, Grecia, Lettonia, Panama e Regno Unito. Questi paesi non sono pienamente sovrani. Sono parzialmente governati dagli Stati Uniti. (…) Come esempio assurdo ma significativo, l’ambasciatrice danese ha ripetuto a pappagallo ogni punto di discussione degli Stati Uniti, puntando il dito contro l’Iran. (…) Ha completamente dimenticato che un simile umiliante vassallaggio nei confronti degli Stati Uniti non gioverà alla Danimarca, se gli Usa occupano la Groenlandia.

Le voci più sincere nel Consiglio di Sicurezza sono provenute dai Paesi non occupati dagli Stati Uniti. La Russia ha spiegato correttamente che il cosiddetto Occidente (ovvero i Paesi occupati dagli Stati Uniti) è impegnato a incolpare le vittime quando punta il dito contro l’Iran. La Cina ha ricordato al Consiglio che la crisi è iniziata con gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran, non con la rappresaglia iraniana. L’ambasciatrice della Somalia, parlando a nome di diversi Stati membri africani, ha descritto onestamente la fonte di questa recente escalation. Il rappresentante Onu della Lega degli Stati Arabi ha parlato in modo brillante della causa principale della folle aggressione israeliana: la negazione dei diritti del popolo palestinese. (…) Quando l’Iran reagisce contro le basi militari statunitensi nel Golfo, esercita il suo intrinseco diritto all’autodifesa ai sensi dell’articolo 51 della Carta. Dobbiamo ricordare che gli Stati Uniti e Israele stanno apertamente e ripetutamente assassinando i leader iraniani, con l’obiettivo di rovesciarne il governo. (…) Hanno ucciso non solo la Guida Suprema dell’Iran e diversi alti funzionari governativi, ma anche più di 140 ragazze nella loro scuola a Minab. (…)

Questa riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sarà probabilmente ricordata come il giorno in cui le Nazioni Unite hanno cessato di funzionare dalla loro sede centrale sul suolo americano. Un’organizzazione internazionale dedita alla risoluzione pacifica delle controversie non può credibilmente operare da un Paese che conduce guerre illegali, minaccia di annientamento gli Stati membri e tratta le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite come strumenti di comodo usa e getta. Perché l’Onu sopravviva, e noi ne abbiamo bisogno, dovrà dotarsi di diverse sedi in tutto il mondo – in Brasile, Cina, India, Sudafrica e altre sedi – in onore della vera multipolarità del mondo. (…)

L’obiettivo di Israele è quello di fondare un Grande Israele, distruggere il popolo palestinese e affermare la propria egemonia su centinaia di milioni di arabi in tutto il Medio Oriente (dal Nilo all’Eufrate, come ha recentemente affermato l’ambasciatore Usa Mike Huckabee). Gli illusori tentativi degli Stati Uniti di raggiungere l’egemonia globale procedono regione per regione (…) Hanno rapito l’attuale presidente venezuelano e ora minacciano di rovesciare anche il governo cubano. L’attuale guerra contro l’Iran mira a dimostrare che gli Stati Uniti controllano anche il Medio Oriente. (…)

L’ordine internazionale che Franklin ed Eleanor Roosevelt contribuirono a costruire dopo la catastrofe della Seconda guerra mondiale si fondava su un’idea semplice e profonda: che la legge e il rispetto, non la forza, dovessero governare le relazioni tra gli Stati. Quest’idea viene ora distrutta proprio dalla nazione che più di ogni altra si è adoperata per promuoverla fondando l’Onu. L’ironia è amara oltre ogni misura. La verità è che la devastazione della guerra non colpirà direttamente il cosiddetto Occidente: i loro figli non subiranno traumi o moriranno, e i loro Paesi non saranno dati alle fiamme. Le vittime di questo attacco sono i popoli del Medio Oriente. Sono loro i sacrificabili che soffrono dell’arroganza occidentale, dell’abuso di potere e della dipendenza dalla guerra.

Concludiamo con due osservazioni. In primo luogo, gli Stati Uniti non raggiungeranno l’egemonia globale né distruggeranno l’Onu. (…) Il mondo al di fuori degli Stati Uniti e dei Paesi da essi occupati vuole che l’Onu viva e prosperi. (…) In secondo luogo, se Israele continua la sua dipendenza dalla guerra e dall’occupazione, anche lui non sopravviverà. Questa dipendenza rappresenta un mix di teocrazia e stress post-traumatico. Una parte di Israele crede di essere il regno biblico del V secolo a.C. L’altra parte vive nella memoria traumatica dell’Olocausto. (…) La soluzione dei due Stati, ripetutamente sostenuta dal Consiglio, offre a Israele una via verso la pace. Tragicamente, Israele la rifiuta. Il risultato, alla fine, sarà la fine di Israele stesso nella sua forma attuale, soprattutto perché la popolazione statunitense si sta rapidamente rivoltando contro la violenta teocrazia israeliana e a favore della causa della Palestina. Forse ci sarà un unico Stato democratico per arabi ed ebrei che vivranno in pace, insieme, con la fine del regime di apartheid.

Queste sono dure verità, ma le emergenze richiedono onestà. L’Onu viene assassinata da Israele e dagli Stati Uniti. Il Consiglio di Sicurezza deve ribellarsi all’occupazione militare statunitense e ricordare che è il garante della promessa della Carta delle Nazioni Unite di mantenere la pace e la sicurezza internazionali.

Traduzione di Miriam Mirolla. Il testo integrale è disponibile su www.commondreams.org/opinion/united-nations-israel-us-attack-iran

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