LA RUSSIA SUPPORTA L’IRAN E SI OFFRE PER DARE UNA SOLUZIONE AL PROBLEMA DELL’URANIO ARRICCHITO da CONTROINFORMAZIONE
La Russia supporta l’Iran e si offre per dare una soluzione al problema dell’uranio arricchito
luciano lago 28/04/2026
Questa mattina sono arrivate le informazioni circa i colloqui mantenuti da Araghchi a St. Pietroburgo. Con l’occasione il portavoce del Cremlino, Dimitri Peskov ha rilanciato l’offerta fatta dalla Russia di farsi carico dell’Uranio arricchito dell’Iran ma ha riconosciuto che nulla si è concretizzato fino ad ora su questa proposta.
Per mesi gli USA hanno ripetuto che l’Iran doveva liberarsi del suo uranio arricchito, circa 450 Kg sufficienti per creare 10 bombe nucleari… e ogni messaggio comunicato dagli USA per mesi finiva sempre con questa affermazione, “l’Iran deve liberarsi dell’uranio”.
La Russia è intervenuta offrendo una soluzione che risolve tutto e i russi hanno detto: adesso dateci l’uranio ci faremo noi carico di questo, lo togliamo dall’Iran e lo immagazzineremo e lo terremo sotto nostra custodia, senza problemi di guerra e senza rischi, sottoponendolo al controllo dell’AIEA.
La maggior parte della stampa occidentale ha schivato il problema ed ha evitato di parlare di questa soluzione.
Donald Trump ha rifiutato l’offerta di far trasferire l’uranio alla Russia per una serie di motivi. Il rifiuto di Trump è stato confermato dalla Axios, mentre la motivazione ragionevole è che gli USA compartono l’obiettivo ma non il metodo, ovvero che l’uranio sia in mano russa, questo non è accettato da Washington.
Bisogna tornare indietro per capire quali siano le motivazioni, quando in precedenza l’uranio dell’Iran fu affidato alla Rosatom russa e fu sottoposto alla supervisione dell’AIEA. Tutto aveva funzionato fino a quando Trump stracciò il contratto e questo fu risolto e Washington tornò a imporre sanzioni.. Già allora l’Iran inviò il suo uranio alla Russa Rosatom, sotto controllo dell’AIEA e tutto aveva funzionato a meraviglia.
Trump non gradisce che la Russia entri in possesso dell’uranio iraniano, nonostante che gli esperti dell’AIEA hanno già dato parere favorevole ma la preoccupazione di Washington è quella di permettere a Mosca di elevare la posizione della Russia nel controllo globale dell’energia nucleare dove la Russia ha già una quota importante nel controllo di tale energia.
La preoccupazione è un calcolo geopolitico che gli USA fanno nella pretesa di avere loro il controllo dell’energia a livello globale.
La riunione a St. Pietroburgo ha una grande importanza per decidere in proposito ma intanto l’uranio rimane in Iran e Teheran insiste nel mantenere l’opzione russa che è l’unica percorribile.
L’Iran, nel presentarsi fisicamente in Russia, ha lanciato un messaggio: la soluzione esiste alla crisi ed è da ricercare nell’offerta russa, sia per la questione uranio che per le altre questioni.
Intanto anche la Cina discretamente rimane defilata ma osserva gli eventi e fornisce assistenza all’Iran che è il suo più importante fornitore di energia dal Golfo Persico e con cui ha un accordo di partnership.
Gli statunitensi sanno che qualsiasi alternativa comporta l’utilizzo della forza e questa sarebbe una azione molto complicata che darebbe adito ad una escalation della guerra.
La riunione di Araghchi con Putin è fondamentale per risolvere la situazione e nello stesso tempo fornisce un vantaggio alla Russia nel mercato dell’energia nucleare. Questo gli USA lo sanno e sono anche consapevoli che il costo di rifiutare l’offerta della Russia e dell’Iran sarà molto maggiore che accettarla.
Nel frattempo i problemi rimangono sul tappeto, la crisi economica si aggrava e la maggior parte dei paesi chiedono che si sblocchi lo stratto di Hormuz per consentire il ripristino del traffico commerciale.
L’Iran ha già comunicato che, se non viene tolto preventivamente il blocco USA ai suoi porti ed allo stretto non andrà a sedersi al tavolo dei negoziati.
Tutto questo, non bisogna dimenticare, è stato provocato dall’aggressione degli USA e di Israele all’Iran.
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