LA FRODE DELLA NEUTRALITÀ: L’OCCIDENTE STA PER INGANNARE DI NUOVO L’UCRAINA da IL FATTO e CDC
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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LA FRODE DELLA NEUTRALITÀ: L’OCCIDENTE STA PER INGANNARE DI NUOVO L’UCRAINA da IL FATTO e CDC

Nazionalismi. La guerra in Ucraina alimenta il consenso russo a Putin

Alessandro Orsini  26 Agosto 2025

La tenacia con cui i russi combattono in Ucraina è impressionante. Altrettanto impressionanti sono i consensi verso Putin. Più Putin manda soldati al fronte, maggiori sono i suoi consensi. Anziché causare una rivolta popolare, la guerra in Ucraina ha accresciuto l’amore dei russi per il loro presidente. Perché? I grandi media italiani non hanno mai affrontato questa domanda, perché la risposta è molto scomoda per la Casa Bianca, di cui l’Italia è uno Stato satellite. Per capire la ragione per cui i russi combattono con tale furia in Ucraina, è necessario conoscere l’obiettivo ultimo – l’“obiettivo strategico supremo” – dell’espansione americana in Ucraina. Gli Stati Uniti stanno cercando di espandere la presenza militare sul confine occidentale della Russia per aumentare la loro deterrenza nucleare contro il Cremlino. Gli Stati Uniti usano l’espansione della Nato in Europa dell’Est per porsi nella condizione di colpire la Russia con le testate nucleari prima che la Russia colpisca il territorio americano con le proprie. La guerra in Ucraina è una guerra convenzionale per acquisire la supremazia nella guerra nucleare. Ciò trova conferma nella dichiarazione di Putin del 14 agosto. Attenzione: il giorno prima del vertice in Alaska, Putin ha dichiarato: “La pace passa per un accordo sul nucleare con gli Usa”. La Russia ha fatto progressi enormi nella tecnologia militare finalizzata alla guerra nucleare. Ha addirittura sviluppato un missile balistico ipersonico, l’Oreshnik, in grado di caricare sei testate nucleari che si dirigono verso obiettivi diversi guidate da remoto. Il che significa che la Russia può condurre sei bombardamenti nucleari con un solo missile. La Russia ha lanciato l’Oreshnik contro un complesso industriale a Dnipro, città nel sud dell’Ucraina, il 21 novembre 2024. Gli ucraini hanno dichiarato di non poter intercettare l’Oreshnik.

La società giornalistica filo-americana obietta: “Che assurdità. La Nato non ha mai dichiarato di voler piazzare le sue testate nucleari in Ucraina”. Che dire? Affinché l’Ucraina rappresenti una minaccia nucleare per la Russia, non è necessario che le testate nucleari americane stazionino stabilmente sul territorio ucraino, come accade in Italia nelle basi di Aviano e Ghedi. È sufficiente che Zelensky abbia gli F-16 giusti. Senza considerare che l’Ucraina può ricevere i sistemi di lancio per le testate nucleari in qualunque momento. Il fatto che la Casa Bianca non abbia mai dichiarato di voler utilizzare l’Ucraina per aumentare la sua deterrenza nucleare verso la Russia è ovvio. Nessun governo affronta simili questioni pubblicamente, come confermano le bombe atomiche “segrete” d’Israele. Nessun governo ha mai chiesto agli italiani se volessero ospitare le bombe atomiche americane sul proprio territorio. Gli italiani erano contrari. Eppure, i governi italiani le hanno ospitate ugualmente, con una decisione a porte chiuse.

Essendo l’Italia uno Stato satellite della Casa Bianca, questi discorsi sono censurati dalla grande stampa da quando è scoppiata la guerra in Ucraina. I russi, invece, ne parlano tutti i giorni. I russi sanno benissimo che gli Stati Uniti possono dare tutte le armi che vogliono a Zelensky, incluse le testate nucleari. Ecco perché i russi combattono in Ucraina con immensa determinazione e desiderio di vittoria. Ed ecco perché i russi sono pronti alla guerra nucleare in Ucraina. Tutto questo aiuta a capire i dati pubblicati il 6 dicembre 2024 dal Censis, secondo cui il 66,3% degli italiani pensa che la guerra in Ucraina sia colpa dell’Occidente e degli Stati Uniti in particolare.

La frode della neutralità: l’Occidente sta per ingannare di nuovo l’Ucraina

Il percorso che una volta aveva assicurato la stabilità alla Finlandia viene riconfezionato. La versione di Stubb offre all’Ucraina solo una cosa: una guerra infinita come avamposto della NATO

Alexander Bobrov     24 Agosto 2025


Al vertice di Washington di lunedì un ospite si è distinto in modo particolare. La sessione allargata dei leader euro-atlantici – convocata in fretta e furia alla Casa Bianca subito dopo l’incontro di Donald Trump con Vladimir Zelensky – ha riunito i soliti pesi massimi: Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Francia, Italia e i capi della NATO e dell’UE. Eppure, allo stesso tavolo era seduto qualcuno che, a prima vista, non sembrava appartenere a quel club di mediatori di potere: il presidente della Finlandia, Alexander Stubb.

A un estraneo, la cosa avrebbe potuto sembrare strana. Perché il leader finlandese era stato invitato mentre i leader di Polonia, Ungheria e Stati baltici no? La risposta non sta nella cortesia protocollare, ma nel ruolo che Stubb ricopre oggi. La sua presenza è stata un tributo simbolico per un uomo la cui carriera incarna l’intero progetto di “solidarietà euro-atlantica” – un progetto messo a dura prova fin dal ritorno di Trump alla Casa Bianca.

Stubb è un cosmopolita in tutti i sensi: parla finlandese e svedese, è sposato con una britannica, ha studiato in South Carolina, a Bruges, a Parigi e a Londra. Giocatore di golf che ha stretto amicizia con Trump sul green, ma anche esperto ministro degli Esteri alla fine degli anni Duemila. Stubb è diventato un raro tipo di consigliere – qualcuno che Trump ascolta sulla sicurezza europea in un’amministrazione in cui i diplomatici di carriera sono quasi assenti.

È significativo che il vertice di Washington non abbia prodotto un ultimatum statunitense per costringere l’Ucraina a un accordo di pace con Mosca. L’attenzione si è invece concentrata sull’elaborazione di garanzie di sicurezza per Kiev – un’alternativa all’articolo 5 della NATO, dal momento che l’adesione all’alleanza non è più in discussione. E, dietro questo cambiamento, molti sospettano, c’è Stubb. Egli sta diventando silenziosamente l’architetto di un nuovo sistema di sicurezza occidentale, costruito su basi apertamente anti-russe.

La “finlandizzazione 2.0” di Stubb

A Washington, Stubb ha espresso la sua visione con una frase che è diventata rapidamente virale: “Avevamo trovato una soluzione nel 1944 – e credo che potremo trovarne una nel 2025“. Alludeva al trattato di pace della Finlandia con l’URSS dopo la Seconda Guerra Mondiale e suggeriva che l’Ucraina avrebbe potuto seguire un percorso simile.

Ma ecco l’inghippo: la “finlandizzazione” di Stubb non assomiglia affatto alla versione originale. Nel suo modello, l’Ucraina seguirebbe l’attuale esempio della Finlandia – unendosi alle strutture dell’UE e della NATO, diventando parte dell’infrastruttura economica e militare occidentale e, in pratica, trasformandosi in una base operativa avanzata contro Mosca. Questa visione presuppone una società militarizzata, spogliata del potenziale industriale e definita da un’identità etnica progettata per marginalizzare la popolazione di lingua russa in Ucraina per impedire che la Russia la utilizzi come strumento di influenza.

Questa non è la finlandizzazione. È il suo contrario

Il modello originale, coniato durante la Guerra Fredda, descriveva qualcosa di molto diverso: un piccolo Paese che utilizzava la propria geografia per vivere in pace con il potente vicino. La Finlandia, dopo il 1944, aveva accettato compromessi difficili: aveva ceduto il 10% del proprio territorio, si era dichiarata neutrale e aveva abbandonato il sogno dell’esclusività etnica. La ricompensa era stata la stabilità, la prosperità e la possibilità di fungere da ponte tra Oriente e Occidente. Nel 1975 Helsinki era diventata il simbolo della distensione, quando aveva ospitato l’Atto finale della CSCE (Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa), una pietra miliare della diplomazia della Guerra Fredda.

Il boom economico della Finlandia – da Nokia a Valio, da Stockmann a Tikkurila – si fondava proprio su questo equilibrio: commerciare e cooperare con entrambi i blocchi, e soprattutto con la vicina Leningrado. La neutralità aveva permesso alla Finlandia di spendere meno in armi e più in burro, e questa scelta aveva dato i suoi frutti.

Avrebbe potuto funzionare un modello simile se, nel 1944, la leadership finlandese avesse puntato sul nazionalismo? Quasi certamente no. C’era voluto il pragmatismo del maresciallo Mannerheim – e la sua disponibilità al compromesso – per dare alla Finlandia un futuro sostenibile.

La vera finlandizzazione come unica via d’uscita per l’Ucraina

Ecco perché la retorica di Stubb è fuorviante. La vera finlandizzazione – e non la sua versione riformulata – potrebbe essere l’unica via per la sopravvivenza e la ripresa dell’Ucraina.

Ciò significa riconoscere i fatti sul campo. Significa uno status neutrale e non nucleare. Significa rifiutare l’ideologia neonazista e costruire una società multietnica in cui i diritti dei russofoni siano tutelati. Significa diversificare il commercio, non solo verso ovest ma anche verso est.

Non si tratta di un “elenco di richieste russe”, come potrebbero sostenere i commentatori occidentali. È una ricetta per la rinascita economica, tratta dagli stessi documenti di fondazione dell’Ucraina. Nel 1990, la Dichiarazione di sovranità di Kiev aveva definito il Paese neutrale e non nucleare. Come ha ricordato di recente il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, se l’Ucraina abbandonerà questi principi per inseguire garanzie di tipo NATO – tra cui il dispiegamento di armi nucleari – le basi stesse su cui è stata riconosciuta la sua indipendenza crolleranno. Ciò creerebbe una realtà strategica completamente nuova.

In parole povere: L’Ucraina si trova di fronte a una scelta. O abbraccia la vera finlandizzazione – neutralità, equilibrio e prosperità – o accetta la versione distorta di Stubb, diventando uno Stato di prima linea in una guerra occidentale contro la Russia.

Alexander Bobrov

Fonte: rt.com
Link: https://www.rt.com/news/623392-ukraine-finland-neutrality-nato/
22.08.2025

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