ZELENSKY SI È ARRESO A TRUMP. GLI EUROPEI NON TOCCANO PALLA da IL FATTO
Zelensky si è arreso a Trump. Gli europei non toccano palla
Cosimo Caridi 22 Novembre 2025
Ultimatum: 6 giorni. Anche la Nato in riga: “Faremo funzionare l’accordo”. Kallas si agita: “Mantenete le sanzioni”
Condizioni stringenti e tempi serrati: la Casa Bianca non intende rallentare sul piano per l’Ucraina. Il presidente Trump ha fissato al 27 novembre, Giorno del Ringraziamento, la scadenza per l’accettazione del piano da parte di Kiev. La pressione su Zelensky è alta: secondo la Reuters, Washington minaccia di sospendere forniture di armi e intelligence. “Abbiamo parlato per quasi un’ora con il vicepresidente JD Vance – ha scritto su X il presidente ucraino –. Siamo riusciti a discutere molti dettagli della proposta Usa per porre fine alla guerra e stiamo lavorando per rendere il percorso dignitoso ed efficace, per raggiungere una pace duratura”. Zelensky ha aggiunto che l’Ucraina collaborerà con Stati Uniti e Europa con un team pronto a lavorare h24. In parallelo, i leader europei coordinano le loro mosse. Ieri il presidente tedesco Merz ha annullato tutti gli impegni per partecipare a una chiamata col presidente francese Macron, il primo ministro britannico Starmer e Zelensky. La premier Giorgia Meloni, già a Johannesburg per il G20, ha sentito al telefono Merz: nel colloquio è stato ribadito il sostegno agli sforzi negoziali e l’obiettivo di una pace giusta e duratura, con riferimento alle solide garanzie di sicurezza nella stabilità europea e transatlantica.
Tra i colloqui telefonici del cancelliere tedesco, anche quello con il presidente statunitense per i “prossimi passi”. Sempre a margine del G20, Francia, Germania, Italia e Regno Unito stanno pianificando una riunione di emergenza per discutere del piano di pace. Zelensky ha avuto anche un colloquio telefonico col Segretario generale della Nato, Mark Rutte. “Abbiamo discusso le opzioni diplomatiche disponibili e il piano proposto dagli Usa – ha scritto –. Siamo pronti a lavorare rapidamente e in modo costruttivo per farlo funzionare. Stiamo coordinando insieme i prossimi passi”. Il presidente ucraino ha avvertito che la prossima settimana sarà “molto difficile” e ricca di eventi. “Contiamo sugli amici europei che capiscono che la Russia non è lontana, che è vicina ai confini dell’Ue, e che l’Ucraina è ora l’unico scudo che separa una vita europea confortevole dai piani di Putin”.
Secondo il Guardian, alcune frasi del piano di pace in 28 punti sembrano tradotte dal russo: non perché favoriscano Mosca, ma perché la sintassi appare innaturale in inglese, ma coerente con quella russa. La Casa Bianca ha ammesso che il documento è stato redatto dall’inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev assieme al suo omologo americano Steve Witkoff, escludendo l’Ucraina e i partner europei dalla stesura. “Gli obiettivi dell’operazione militare speciale sono stati conseguiti sul campo, ma siamo anche pronti a negoziati di pace”: il presidente Putin ha avvertito che se Kiev respingerà il piano Usa, “l’esercito russo conquisterà altri territori”. Ha aggiunto che il piano di Trump può servire da base per una soluzione della guerra e che Russia e Stati Uniti lo avevano già discusso prima del vertice in Alaska. “Se Kiev non vuole parlare delle proposte del presidente Trump, allora sia Kiev sia i guerrafondai europei devono capire che gli eventi che si sono verificati a Kupyansk si ripeteranno inevitabilmente in altre aree chiave del fronte”, ha detto Putin. Secondo quanto riportato dai media ucraini, le forze russe hanno rivendicato la conquista di Kupyansk, città nell’est dell’Ucraina. Rispondendo a una domanda di Fox News sulla cessione del Donbass prevista dal suo piano di pace, Trump ha detto: “Probabilmente li perderà comunque, in un breve lasso di tempo” se il conflitto dovesse continuare. L’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, ha ribadito l’importanza di non rinviare le sanzioni contro la Russia e di mantenere ferme le decisioni per sostenere l’Ucraina. Ieri Trump ha confermato che non verranno sospese le sanzioni sul petrolio russo e ha dichiarato a Fox Radio che gli Stati Uniti sono coinvolti nella proposta di pace “per un unico motivo: vogliamo che le uccisioni cessino”.
Corruzione in Ucraina: col patto tutti salvi e amnistiati
Alessandro Parente 22 Novembre 2025
Il presidente invoca l’unità nazionale
Zelensky si è rivolto alla nazione, mettendo sulla bilancia “una scelta molto difficile”. Nel suo discorso ha invitato tutti allo “stop ai giochi politici, ai litigi. Lo Stato deve lavorare. Il Parlamento di un paese in guerra deve lavorare unito”, senza “dimenticare o confondere chi è esattamente il nemico dell’Ucraina oggi”. Il piano proposto da Trump è difficile da digerire, tra i punti c’è infatti l’amnistia per i crimini di guerra ma, per l’Ucraina, anche per corruzione o illegalità riguardo gli aiuti internazionali. Do ut des.
Il commento dei politici ucraini è arrivato tempestivo: “Il trattato di pace è complesso. L’unico vincitore sono gli Usa – scrive sui social Oleksiy Goncharenko, deputato di European solidarity –, alcune condizioni presenti nel trattato sono inaccettabili. E devono essere cambiate. Per questo esiste la diplomazia, non i video registrati”, lo stesso ha poi attaccato Zelensky: “Questo momento più difficile nella storia del paese è stato creato proprio dalle vostre azioni e da quelle dei vostri amici”. C’è anche chi ha sostenuto il presidente finora tra gli insoddisfatti. “Oggi è il Giorno della Dignità e della Libertà, e 12 anni fa Yanukovich disperdeva brutalmente gli studenti a Maidan, firmando accordi con la Russia. Oggi abbiamo visto un altro piano di capitolazione che cercano di imporre al nostro Stato”, ha postato la deputata Bezuhla. “È ironico che oggi sia il compleanno di Yermak, che ha gradualmente acquisito i peggiori tratti classici e ha preso il potere”, ha aggiunto. A Zelensky, infatti, il suo gruppo aveva chiesto di mandare a casa il suo Rasputin giovedì, cosa che non è avvenuta. Il deputato Borislav Bereza, intervistato su Kyiv24 ha definito il rapporto tra i due come quello tra un attore e un produttore. Sullo stesso media il politologo Vitaliy Kulyk ritiene invece che “alcuni deputati prevedono un attacco al Nabu e alla Sapo”, i due organi anticorruzione che hanno indagato la cerchia di Zelensky. Tra loro vi sarebbe anche Rustem Umerov, di cui si temeva la fuga. La Nabu è stata interpellata, senza ottenere risposte, dal Kyiv Independent, al fine di sapere se avesse negoziato i termini del suo rientro in patria dall’estero. Umerov è il segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell’Ucraina, presente all’incontro di Ankara e avrebbe, secondo il Wall Street Journal, modificato un punto chiave dell’accordo di pace proposto da Trump, escludendo proprio la verifica degli aiuti internazionali. Umerov sarebbe coinvolto nel caso di corruzione Midas per una fornitura di giubbotti antiproiettile scadenti, acquistati da lui sotto pressione di Mindich, quando era ministro della Difesa. L’acquisto, che Umerov sostiene non sia mai avvenuto, sarebbe stato fatto appunto con fondi di aiuti internazionali. Tutto questo verrebbe amnistiato. L’ex presidente russo Medvedev intanto sbeffeggia Zelensky riguardo il suo discorso di unità nazionale, “soprattutto perché per organizzare un grande litigio, serve un water d’oro. E ce l’ha solo Mindich”, ha scritto. Zelensky ha definito “difficile” la prossima settimana, perché dovrà negoziare i punti del piano, ma anche per le divisioni interne al suo stesso partito che ha minacciato, con la creazione di fazioni interne, di far crollare la maggioranza. Ieri si è riunito con i suoi, i quali gli hanno presentato delle domande in forma anonima riguardo proprio il peace plan, la figura di Yermak ma soprattutto il caso Midas. Caso che ieri ha visto il vice procuratore anticorruzione Andriy Synyuk dimettersi a seguito di sospetti per aver comunicato informazioni riservate proprio agli indagati.
Gli affari Usa in Ucraina: Donbass, terre rare e truppe Ue. I punti critici del piano di pace
Sabrina Provenzani 22 Novembre 2025
I guadagni di Stati Uniti e Russia. Congelare lo Status quo. Tagli all’esercito ucraino, niente Nato e truppe Ue per la pace. Mosca torna nel G8 e Artico diviso con gli States
La bozza del piano di pace per l’Ucraina certifica i reali rapporti di forza in gioco. Vediamone i punti. Territorio: sovrascritte tutte le linee rosse di Zelensky, che ha sempre escluso concessioni territoriali, e accolte in pieno le richieste di Mosca. Il piano infatti prevede la cessione integrale del Donbass, comprese le zone che gli ucraini hanno tenuto con immenso sacrificio di uomini e mezzi, e dove vivono migliaia di ucraini non filorussi. Al punto 21 si legge: “La Crimea, Lugansk e Donetsk verranno riconosciute come de facto russe, anche dagli Usa. Gli ucraini si ritireranno dalle zone oggi occupate, che saranno demilitarizzate, ma riconosciute internazionalmente come territorio russo. Kherson e Zaporizhzhia saranno congelate lungo la linea di contatto. (…) La Russia rinuncerà agli altri territori concordati che controlla al di fuori di queste cinque regioni”. Zaporizhzhia è strategica sia per la sua posizione sia per la presenza della maggiore centrale nucleare ucraina: il piano pone la centrale sotto il controllo dell’Agenzia Atomica Internazionale, ma regala a Mosca, che la occupa dal 2022, metà della sua produzione di energia. L’esercito ucraino dovrebbe ridursi dal milione attuale a 600 mila. Ma Putin ne chiedeva meno di 100 mila.
Ricostruzione: gli Usa vincitori assoluti. La bozza cita la creazione di un Fondo per lo Sviluppo dell’Ucraina per investimenti in settori ad alta crescita, tra cui tecnologia, data center e Intelligenza artificiale. “Gli Stati Uniti collaboreranno con l’Ucraina per ripristinare, sviluppare, modernizzare e gestire congiuntamente le infrastrutture del gas ucraine, inclusi gasdotti e depositi di stoccaggio”. Il modello sembra essere l’accordo, firmato da Zelensky ad aprile 2025, che istituisce il Fondo di Investimento per la Ricostruzione Usa-Ucraina, finalizzato a investire congiuntamente nelle riserve ucraine di minerali critici, petrolio e gas, tra cui grafite, titanio e litio. L’Ucraina mantiene il pieno controllo e la proprietà delle proprie risorse, ma gli Stati Uniti ottengono un accesso preferenziale a minerali critici per i suoi settori della difesa e della tecnologia, indispensabili per competere con la Cina. I soldi ce li mettono la Russia e l’Ue: la prima con 100 miliardi di asset congelati dalle sanzioni, la seconda con altri 100 miliardi di soldi pubblici. Ma il 50% dei profitti va agli Usa.
Nato: no all’ingresso di Kiev nell’Alleanza, e no a dotazioni nucleari. Vince Mosca, che ha giustificato l’invasione con l’espansione Nato ai suoi confini. No anche alla presenza di truppe o basi Nato in Ucraina: è il colpo di grazia alla strategia della Coalizione dei Volonterosi, quella a trazione anglo-francese, basata sulla presenza di truppe alleate in funzione di peacekeeping e supporto delle truppe di Kiev. Il piano cita non precisate garanzie di sicurezza per contrastare eventuali violazioni, ma svuota di senso l’art. 5 dello statuto dell’Alleanza atlantica che impone l’intervento di altri membri Nato se un paese membro viene attaccato.
Sì all’ingresso rapido in Unione europea, che però non è stata consultata e si troverebbe nella pancia un nuovo membro con l’economia distrutta, nessun controllo sulla sua ricostruzione o sui suoi altissimi livelli di corruzione interna, visto che il piano prevede anche un’amnistia tombale. Ed è chiamata a sostituire la Nato, e probabilmente l’impegno Usa, con sue truppe in Polonia.
Assetti geopolitici: qui l’eco è al summit Trump-Putin in Alaska. Tutto è perdonato, sulle rovine ucraine: le sanzioni saranno allentate in modo graduale e caso per caso, ma gli Stati Uniti firmeranno con la Russia un ampio accordo di cooperazione economica di lungo termine, incentrato sullo sviluppo reciproco in energia, risorse naturali, infrastrutture, Intelligenza artificiale, data center, estrazione di terre rare nell’Artico e altre opportunità aziendali di mutuo interesse. Infine, la Russia verrà re-invitata a far parte del G8.
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