XI JINPING CREA UNA COALIZIONE PER AFFRONTARE L’OCCIDENTE da FINANCIAL TIMES e SIMPLICISSIMUS
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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XI JINPING CREA UNA COALIZIONE PER AFFRONTARE L’OCCIDENTE da FINANCIAL TIMES e SIMPLICISSIMUS

Xi Jinping crea una coalizione per affrontare l’Occidente

FT  1 Settembre 2025

Xi Jinping ha invitato Russia, India e altri paesi della regione a unirsi alla Cina nell’usare il loro peso economico per contrastare l’Occidente in un momento di crescenti tensioni geopolitiche e commerciali, riporta il quotidiano economico britannico The Financial Times. La pubblicazione sottolinea che Pechino sta usando il vertice di Tianjin come un’opportunità per presentarsi come pilastro globale dell’ordine mondiale.

Il leader cinese ha detto ai leader di oltre 20 paesi che, in un contesto di “turbolenze e cambiamenti” nel mondo, è necessario mantenere un “mondo multipolare ordinato”. Ciò include il sostegno al libero scambio e a un “sistema di governance globale più equo e intelligente”, una chiara sfida all’attuale sistema guidato dagli Stati Uniti.

Pechino sta sfruttando l’ incontro di due giorni a Tianjin , nella Cina settentrionale, come un’opportunità per presentarsi come un pilastro della governance globale, in contrasto con l’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump, i cui dazi hanno colpito allo stesso modo amici e nemici nella regione.

Xi ha tenuto numerosi incontri bilaterali a margine del vertice, tra cui quello con Modi , e martedì incontrerà Putin.
Il leader cinese ha delineato i piani per prestiti e sovvenzioni e ha ribadito la richiesta della Cina di una nuova banca di sviluppo regionale

Vale la pena notare che il vertice della SCO a Tianjin, così come gli eventi cerimoniali dedicati all’80° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, siano tra i principali argomenti della stampa occidentale.

Alcune pubblicazioni, ad esempio, sottolineano che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che si è rifiutato di visitare Pechino, ora si comporta come un perdente costretto a guardare da bordo campo mentre Russia, India e Cina “si dividono il mondo” senza la sua partecipazione.

È interessante notare che l’Europa non viene affatto menzionata in questo contesto, poiché, secondo gli osservatori, l’UE ha perso da tempo la sua influenza politica e la sua indipendenza.

Aggiungiamo che, secondo alcuni resoconti dei media, Washington, irritata dal comportamento dell’India, che non si è rifiutata di acquistare petrolio russo, ha già invitato i paesi europei a introdurre misure restrittive contro Nuova Delhi, simili a quelle introdotte dagli Stati Uniti qualche tempo fa.

In questo modo gli USA accentuano la frattura con i paesi che rifiutano di sottostare alle direttive di Washington e non è un caso che aumentino le richieste di adesione di nuovi paesi al gruppo dei BRICS che è ispirato da Cina e Russia.

Fonte: Financial Times

Europa fuori di testa e dal mondo

 1 Settembre 2025   ilsimplicissimus

Sta sorgendo un mondo nuovo, eppure sembra che nelle terre occidentali non ci sia nemmeno il sospetto che stia crescendo una rivoluzione geopolitica. Eppure il vertice della Cooperazione di Shangai  (Sco) in corso da ieri lo dimostra ampiamente, essendosi concretizzato uno schiaffo al Trump di “faccio tutto ciò che voglio” con l’India che si rifiuta di non comprare petrolio russo nonostante il ricatto dei dazi, i quali peraltro colpiscono direttamente i consumatori americani. Un’ India che si ricollega a Pechino nonostante le passate frizioni e in questo senso l’immagine di apertura diventa simbolica. Pazienza che all’interno di questo organismo ci siano spioni che fanno il doppio gioco come la Turchia e l’Azerbaigian, ma tanto tutti lo sanno e in ogni caso Russia, Cina, India, Iran sono la massa critica attorno a cui si costruisce il modello di sicurezza del mondo asiatico in pieno sviluppo. La tabella che ho pubblicato ieri è impietosa da questo punto di vista. Tuttavia la cosa interessante è che sia la Cooperazione di Shangai che i Brics, sono praticamente  ignorati in Occidente quasi che fossero un circolo della caccia qualsiasi e i loro vertici una serata sociale, mentre invece stanno costruendo una solida e vincente alternativa economica rispetto al modello neoliberista occidentale. Questo è un ulteriore segnale della follia che ci attraversa, non molto diversa dal pazzo delle barzellette che si crede Napoleone.

Un noto analista statunitense, Larry Johnson, scrive: “Sono sconvolto dal numero di americani apparentemente sani di mente, sobri e istruiti che continuano a credere che il rapporto tra Russia e Cina sia effimero e che, con la giusta dose di pressione, la Russia sarà facilmente convinta ad abbandonare la Cina e ad unirsi all’Occidente nel suo piano per sottomettere il governo e il popolo cinese. È un’idea folle, a mio parere, ma sono in molti a condividere questa assurdità”. Come si possa immaginare di fare guerra alla Russia e nel contempo credere di poterla distaccare da Pechino, si pone sullo stesso piano della “pace è guerra” che è lo slogan orwelliano della Ue. Del resto in Europa  nemmeno ci si pone il problema: i grandi Paesi che la compongono sono ormai  ridotti a repubbliche delle banane che scivolano sulle loro stesse bucce e l’informazione mainstream solo raramente parla di queste cose: le persone, anche se ricordano gli acronimi, non sanno assolutamente nulla intorno ad essi e difficilmente possono realizzare che si tratti  di organismi che rappresentano le economie più dinamiche e innovative del mondo. Anche perché l’esistenza stessa di potenti organizzazioni non occidentali, metterebbe in rilievo la marginalità assoluta del continente sulle questioni internazionali: se si obbedisce, senza se e senza ma, a un padrone si deve almeno poter pensare che tutti obbediscano a lui e che tutti debbano condividere la stessa condizione di servaggio. In questo modo i disubbidienti diventano tout court malvagi, persino quando condannano le stragi di Gaza. 

Al cittadino non far sapere… Questa è una scelta deliberata perché ignoranza funzionale e relativa stupidità sono mezzi indispensabili per il progetto di controllo sociale che è in atto. E che si autoalimenta perché in questo contesto le vittime sono portate ad aderire al sistema che le ipnotizza e fa credere loro che non esistano altre strade, altre idee, altri mondi possibili. Ecco perché Brics e Sco sono visti come realtà secondarie e in ogni caso come nemiche. Tutto questo ricorda i cori di Natale del 1942 quando tutta la Germania ascoltò i soldati della Sesta armata fare gli auguri di buone feste e cantare Stille Nacht. Peccato che quei soldati, attorno a Stalingrado, fossero ormai tagliati fuori dalle comunicazioni radio e la trasmissione era solo un’idea propagandistica di Goebbels. Bene, che vi devo dire, Buon Natale mentre l’Europa è tagliata fuori dal mondo che conta.

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