NAVI RUSSE, SU CUBA L’INCUBO DEL ’62 da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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NAVI RUSSE, SU CUBA L’INCUBO DEL ’62 da IL MANIFESTO

Navi russe, su Cuba l’ombra del ’62

CARAIBI. Una squadra navale di Mosca arriverà all’Avana mercoledì. Gli Usa: «In programma manovre militari»

Roberto Livi, L’Avana  09/06/2024

Una piccola squadra navale russa arriverà all’Avana mercoledì prossimo e già sui Caraibi si addensano le nubi di una possibile crisi dei missili che ricorda quella, drammatica, del 1962. Secondo il Ministero delle Forze armate rivoluzionarie di Cuba ( MinFar) la fregata russa Gorshkov, accompagnata dal sottomarino a propulsione nucleare Kazan, dalla nave rifornimento Pashin e dal noto rimorchiatore d’alto mare Chiker faranno una visita ufficiale al porto della capitale «nel quadro delle storiche relazioni di amicizia tra Cuba e la Federazione russa». Visita che – precisa il MinFar – si conforma strettamente «alle regole internazionali» firmate da Cuba. «Nessuna delle navi porta armamenti nucleari, per cui lo scalo nel nostro paese non rappresenta alcuna minaccia per la regione».

SI TRATTA di una precisazione necessaria, che segue le notizie provenienti dal dipartimento di Stato Usa, secondo cui la Russia avrebbe programmato manovre militari nella regione dei Caraibi, che coinvolgerebbero anche Venezuela e Nicaragua. Sempre secondo tali fonti – anonime, ma riprese da molti mass media – si tratterebbe «senza dubbio» dell’intenzione del presidente Vladimir Putin di «dare una risposta più ampia all’appoggio degli Stati uniti all’Ucraina», oltre a «dimostrare che la Marina russa è capace di proiettare un potere globale, anche dopo le perdite subite dagli attacchi da parte delle forze ucraine».

INSOMMA una velata – e sempre anonima – minaccia che la guerra in Ucraina (la quale vede un sempre maggiore sostegno da parte della Nato), possa avere una sorta di metastasi nei Caraibi. Il tutto in seguito agli avvertimenti lanciati lo scorso mercoledì a San Pietroburgo da Putin di una possibile risposta russa «simmetrica alla cessione di armamenti occidentali all’Ucraina».
Naturalmente la feroce -e agguerritissima in rete – propaganda anticastrista ci mette del suo. E avverte che la fregata Gorshkov è quella che lo scorso anno ha realizzato esercizi di lancio di missili ipersonici (capaci di 11.000 Km/ora) Zircon, con una raggio d’azione di 1.000 km. E che il sottomarino Kazan, di ultima generazione, può lanciare missili da crociera. Il “laboratorio di idee” – della contra cubana in Spagna – Cuba Siglo 21, si spinge fino a assicurare che «il regime dell’Avana ha chiesto a Putin una presenza nucleare» nientemeno che per «appoggiare una nuova inevitabile repressione e evitare una rivolta popolare». Insomma la fregata «portamissili» Gorshkov sarebbe stata inviata all’Avana «per rendere possibile una Tienanmen impune a Cuba».

DA PIÙ DI UN ANNO il governo cubano punta con particolare interesse alla «cooperazione economica con la Russia» per poter uscire da una crisi diventata acuta dopo la pandemia e soprattutto lo strangolamento economico a suo tempo decretato dal presidente Donald Trump e in sostanza mantenuto da Biden. Di fatto Cuba e Russia si sono riavvicinate come non mai negli ultimi 30 anni. Il turismo russo nell’isola cresce con la possibilità di usare pagamenti elettronici mediante la carta Mir e si incrementa la presenza russa in diversi settori. Di recente Putin ha deciso la ristrutturazione del debito cubano e la possibilità di saldarlo entro il 2040 anche in rubli.

PARTICOLARMENTE richiesta dall’Avana è la cooperazione nell’invio di greggio, in un momento di acuta crisi di generazione elettrica che si manifesta in blackout che coinvolgono anche il 44% dell’isola e che hanno portato a forti aumenti del costo della benzina (con relativo impulso inflazionario).
In questi giorni lo sperimentato vice primo ministro Ricardo Cabrisas ha partecipato al Foro economico di San Pietroburgo con una delegazione di ministri di settore chiave: Eduardo Rodríguez Davila (trasporti) e il giovane economista Luis Jorge Méndez, recentemente responsabile del Commercio estero. Cubadebate ha informato che la delegazione ha abbordato la controparte russa «con opportunità di affari nei settori dell’industria, dei trasporti e dell’energia». Come pure quello, vitale, dell’agricoltura.

MA COME AFFERMA La Joven Cuba «l’attuale e assai capitalista Russia avrà tanto da offrire in quanto il suo settore privato è interessato a investire (a Cuba). Con la possibilità di trarne un vantaggio economico». I missili c’entrano poco.

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