“LA DISTRUZIONE TOTALE DI GAZA È L’OBIETTIVO: QUESTO È UN GENOCIDIO” da IL FATTO
“La distruzione totale di Gaza è l’obiettivo: questo è un genocidio”
Riccardo Antoniucci 19 Luglio 2025
Storico israeliano: “Non è più una guerra: l’esercito demolisce, farà un lager a Rafah”
“Tra le tante mail che ho ricevuto dopo il mio articolo, mi ha colpito che le critiche fossero tutte molto violente e molto emotive. Il dibattito sul genocidio a Gaza è aperto, si può contro-argomentare, invece questi messaggi si riducevano solo a una domanda, in fondo irrazionale: come si fa a dire che uno Stato nato dall’Olocausto e che ha subito il 7 ottobre possa commettere genocidio?”. Omer Bartov, storico israeliano, è tra i maggiori studiosi della Shoah. In un editoriale sul New York Times, giorni fa, ha spiegato perché, a Gaza, Israele stia commettendo un genocidio contro i palestinesi. Nel dibattito provinciale italiano, Bartov è diventato per qualcuno un professore poco noto di un’università di provincia, anche se il suo ranking è tra i più alti e insegna in un’università dell’Ivy League, la Brown. Di certo non è tacciabile di antisemitismo: “Difendo l’esistenza di Israele. Il sionismo era un movimento di liberazione, ma quello che è diventato oggi non posso più sostenerlo”.
Quali elementi le permettono di applicare la definizione di genocidio alla guerra a Gaza?
L’unica definizione di genocidio, data dall’Onu nel 1948, ci dice che deve esserci un’intenzione di distruggere, del tutto o in parte, un gruppo etnico o religioso, e azioni concrete per implementare questa distruzione. Dopo il 7 ottobre, alcuni membri del governo israeliano hanno detto che occorreva radere al suolo la Striscia, definito i palestinesi “animali umani”, chiesto di tagliare loro acqua e cibo. Questo è già incitamento al genocidio. Ma da maggio 2024 ho cominciato a ravvisare che l’obiettivo dell’operazione militare non era più quello dichiarato, sconfiggere Hamas, ma ottenere la distruzione totale di Gaza e spostare la popolazione forzatamente. Queste azioni sono compatibili con la pulizia etnica. E se si fa pulizia etnica in un luogo da cui non si può scappare è genocidio.
C’è un momento preciso in cui la guerra è diventata genocidio?
Da quando l’Idf è entrata a Rafah, a maggio 2024, e ha fatto sfollare 1,5 milioni di rifugiati. Lì ho cominciato a vedere uno schema. Perciò parlare di “guerra” oggi è un eufemismo: non c’è più guerra, c’è solo una piccola resistenza armata di quello che resta di Hamas. La maggior parte delle attività dell’Idf sono demolizioni. Almeno il 70% degli edifici sono rasi al suolo. E il ministro della Difesa ha evocato una “città umanitaria” dove confinare i palestinesi. Un campo di concentramento: lo ha detto anche l’ex premier Ehud Olmert.
Come risponde a chi dice che Hamas non lascia scelta all’Idf, perché si nasconde tra i civili?
In linea teorica è un argomento corretto, ma smentito da due elementi. Hamas combatte dai tunnel e dagli edifici nei centri abitati. Se ti dai l’obiettivo di distruggere le sue infrastrutture, persegui l’idea di rendere Gaza inabitabile. Seguendo la logica: siccome Hamas si nasconde tra i civili, l’unica soluzione è il genocidio. Secondo: gli obiettivi della guerra. Hamas non è stato annientato (perché è un’idea) gli ostaggi sono in parte ancora lì. L’unico modo per sconfiggere Hamas è trovare una soluzione politica, ma Netanyahu la rifiuta perché gli unici che potranno gestire la Striscia sono i palestinesi.
Se venisse stabilito dall’Onu che a Gaza è genocidio, chi ne sarebbe responsabile, e come gestire la riconciliazione?
Non credo ci sarà mai alcuna condanna messa in atto. In ogni caso, se il Tribunale Onu e la Corte penale procederanno, in base ai casi del passato si tendono a considerare responsabili i politici e i capi militari. Potrebbero anche essere condannati i singoli soldati che, per esempio, hanno sparato sulla folla per controllarla (crimine di guerra) o i piloti che hanno sganciato bombe accettando l’alto tasso di vittime civili. A Norimberga è stato stabilito che aver ricevuto ordini non è una giustificazione. Quanto alla riconciliazione, se avverrà, servirà un processo di dialogo molto più ampio di un accordo tra Israele e gruppi palestinesi.
Come ignorare i crimini di Israele. Guida per giornalisti in carriera
Francesca Fornario 19 Luglio 2025
Sì, a Gaza l’esercito israeliano ha ucciso almeno 60 mila palestinesi, in maggioranza donne e bambini, e sì, Lancet valuta che le vittime siano il 40% in più e circolano stime ben peggiori, e sì, l’intera popolazione della Striscia – 90% – vive di stenti in tenda perché obbligata a lasciare la casa e le città sono state bombardate, tutte, come del resto gli ospedali, tutti e 36, impedendo ai paramedici di evacuare i nati prematuri, morti soffocati nelle incubatrici rimaste senza corrente, e sì, Israele fa saltare in aria le ambulanze per impedire di soccorrere i feriti pure quando ferita è una bambina di cinque anni, e sì, prima l’esercito spara all’ambulanza che tenta di soccorrerla, poi alla piccola, e bombarda le chiese cattoliche, le panetterie, le scuole dell’Onu, bombarda le tendopoli dove ha costretto i palestinesi a rifugiarsi per scampare ai bombardamenti, e sì, l’80% degli edifici sono stati rasi al suolo o danneggiati, i bulldozer hanno divelto i campi coltivati, le cisterne d’acqua, i silos del grano perché i ministri israeliani si raccomandano che gli abitanti di Gaza “non abbiano un posto dove fare ritorno” e sostengono che “far morire di fame 2 milioni di palestinesi sarebbe giustificato e morale” e infatti i palestinesi muoiono di fame o muoiono in fila per il pane, a decine ogni giorno, compresi bambini, neonati in braccio alle mamme in attesa del latte in polvere: tutti uccisi dai colpi sparati sulla folla disarmata dall’esercito e dai contractors della “Gaza Humanitarian Foundation” che Israele ha costituito con gli Stati Uniti per sostituirsi all’Onu nella distribuzione del cibo, e sì, denuncia Unicef, Emergency, Oxfam, Medici Senza Frontiere, decine di bambini sono già morti per malnutrizione acuta e centinaia di camion di aiuti restano bloccati al confine mentre passano quelli carichi di farina con dentro i narcotici e se un ragazzino affamato entra in mare per pescare o rinfrescarsi viene ucciso dai cecchini, e sì, Israele impedisce l’ingresso della stampa internazionale per evitare che i giornalisti vedano e filmino quello che vedono e filmano i giornalisti palestinesi, unici testimoni e per questo ammazzati in numero superiore a quello di tutti i conflitti del Novecento, e sì, ormai pure gli storici israeliani come Amos Goldberg, professore di Storia dell’Olocausto dell’Università ebraica di Gerusalemme, lo definiscono “un genocidio” come ritiene plausibile l’Alta Corte di Giustizia dell’Onu, e sì, sul premier israeliano Netanyahu e l’ex ministro Gallant pendono mandati di cattura per crimini di guerra e contro l’umanità della Corte Penale Internazionale, e sì, Israele bombarda quattro Stati sovrani e fa strage di civili anche lì, continua a espandere gli insediamenti illegali nei territori palestinesi occupati in violazione del diritto internazionale e fa strage di civili anche lì, in Cisgiordania, dove non ci sono gli ostaggi israeliani, non c’è Hamas ma oltre mille palestinesi sono morti ammazzati dal 7 Ottobre per mano dei soldati o dei coloni armati dal governo, e sì: il ministro Gallant in persona ha presentato una milizia armata di coloni illegali che danno fuoco alle case e se i palestinesi si oppongono vengono uccisi o rapiti, oltre duemila, anche donne e bambini sbattuti senza processo in carceri dove, denuncia Amnesty, si pratica sistematicamente la tortura con i testimoni – israeliani – che raccontano di oggetti infilati a forza nell’ano dei prigionieri fino a lacerare gli organi interni, e sì, 14 ministri scrivono a Netanyahu esortandolo ad annettere tutta la Cisgiordania, gli stessi che definiscono i palestinesi “non umani ma bestie” e “tutti colpevoli, anche i bambini” e suggeriscono di separare le donne dagli uomini per poi uccidere gli uomini, e sì, Stati Uniti, Ue, governo italiano sono complici, Mattarella è silente, sono lì a comminare 18 pacchetti di sanzioni alla Russia e zero a Israele, armare l’Ucraina perché è invasa e Israele perché invade, e sì, è un doppio standard insostenibile e il trauma infantile a Gaza non ha pari al mondo: 40 mila bambini hanno perso i genitori, sono mutilati, denutriti, soffrono d’ansia, malnutrizione, regressione, mutismo, si pisciano addosso e gli psicologi hanno coniato un nome per questa condizione finora sconosciuta: “sindrome palestinese”.
Sì, è tutto documentato, ora però passiamo alle notizie. Passiamo alla pagina sportiva, passiamo al look degli invitati alle nozze di Bezos, passiamo al meteorite battuto all’asta da Sotheby, passiamo al Dna di uno che preleva i campioni di Dna trovato su un campione di Dna, passiamo alla giornata mondiale del gatto, del topo, della lasagna; alla giornata mondiale delle giornate mondiali istituita per celebrare i giornalisti che parlano delle giornate mondiali invece che del genocidio. Passiamo al caldo, al freddo, al fresco, alla dieta proteica, al traffico intenso, alla Nasa che ha scoperto un pianeta. Un Pianeta! Nell’Universo!! Pensavate ci fossero solo i nove del sistema solare? Otto, da quando Plutone è stato declassato a pianeta nano. Passiamo al ricorso dei legali di Plutone. Sentiamo l’esperto, il criminologo, l’armocromista, l’oroscopista, il bambino prodigio, il cane eroe, sentiamo uno di Italia Viva, sentiamo uno di Forza Italia che prima stava nel Pd, sentiamo uno del Pd che prima stava in Forza Italia e per questa edizione è tutto.
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