IL GUARDASIGILLI ABBAIA AI GIUDICI da IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
23285
wp-singular,post-template-default,single,single-post,postid-23285,single-format-standard,wp-theme-stockholm,wp-child-theme-stockholm-child,cookies-not-set,stockholm-core-2.4.6,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-9.13,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_menu_,wpb-js-composer js-comp-ver-8.2,vc_responsive

IL GUARDASIGILLI ABBAIA AI GIUDICI da IL FATTO

Il Guardasigilli abbaia ai giudici

Isaia Sales  8 Marzo 2026

Nordio non è isolato nel rancore manifesto della destra: la modifica costituzionale sui magistrati, voluta da Forza Italia, è portata avanti con stessa sete di vendetta da FdI e Lega

Nella storia politica italiana ci sono stati Guardasigilli entrati in polemica feroce con alcuni magistrati, ma mai si è verificato che un ministro in carica riversasse tanto rancore contro l’intera categoria.

Carlo Nordio è il primo ministro della Giustizia nella storia d’Italia che ha un risentimento permanente verso coloro che sono preposti a fare giustizia. Che idea della giustizia si può avere se si riversa un astio quotidiano verso coloro che la debbono applicare? Come si pensa di fare giustizia se si ritengono nemici coloro che in qualche modo in essa si identificano? Non si governa un Paese senza avere il senso della misura nei confronti di un’intera categoria che rappresenta uno snodo fondamentale degli equilibri di una nazione.

Nordio non è affatto isolato in questo rancore manifesto della destra italiana, è solo il più loquace e il meno capace di autocontrollo. Sta di fatto che la modifica costituzionale sui giudici, voluta esplicitamente da Forza Italia, è portata avanti con la stessa sete di vendetta verso i magistrati da forze politiche come Fratelli d’Italia e la Lega Nord che nel recente passato hanno avuto in materia posizioni del tutto diverse.

Partiamo dalla Lega di Salvini. Il passaggio da partito giustizialista per eccellenza a partito garantista di complemento è davvero impressionante. La trasformazione da Lega “delle manette” a partito anti-magistrati è avvenuta in pochissimi anni. Vi ricordate il cappio agitato da un suo rappresentante in Parlamento con cui avrebbe voluto impiccare tutti i politici e gli imprenditori coinvolti nell’inchiesta Mani pulite prima delle sentenze? All’epoca, la Lega sosteneva attivamente l’inchiesta dei magistrati di Milano e di essi faceva quasi dei propri eroi. La lotta alla corruzione contro Roma ladrona era una delle sue identità dell’epoca per delegittimare i partiti tradizionali (DC, PSI) che venivano travolti dagli avvisi di garanzia. È proprio per essere fedele a questa identità (che corrispondeva al “sentire” dei suoi elettori) che nel 1994 la Lega di Bossi si oppose al cosiddetto “decreto Biondi” con il quale il primo governo Berlusconi tentò di bloccare l’inchiesta Mani pulite schierandosi a difesa dell’operato dei giudici (a differenza di altre forze di centrodestra) arrivando addirittura ad abbandonare il governo di cui faceva parte. I giudici milanesi venivano considerati come i “pulitori” del sistema contrariamente a quelli romani che invece venivano considerati a sostegno delle vecchie forze del sistema che si voleva abbattere. Quando poi la Lega è diventata stabilmente una forza di governo ed è stata coinvolta in alcune inchieste giudiziarie, è cambiata totalmente la sua posizione verso la magistratura. Insomma, la Lega è stata giustizialista quando voleva scardinare il sistema, è diventata ultra garantista quando si è stabilmente integrata nel sistema. Il garantismo, dunque, non appartiene affatto alla sua storia, alla sua tradizione, alla sua cultura politica. Si tratta di garantismo opportunista o filibustiere.

Ma il garantismo appartiene, forse, alla tradizione di Fratelli d’Italia? Niente affatto. Tutto si può dire della cultura della destra italiana di derivazione ex fascista, tranne che abbia alle spalle un’ispirazione garantista. La tradizione da cui proviene la maggior parte dei dirigenti di Fratelli d’Italia è quella di “legge e ordine”, poco attenta ai diritti dei cittadini di fronte agli eccessi violenti delle forze dell’ordine, se non addirittura forcaiola. Una cultura politica che fa dell’idolatria dello Stato la propria identità, per cui la sicurezza viene prima di ogni diritto individuale. D’altra parte, è questa l’impostazione di tutti i provvedimenti sulla sicurezza voluti dall’attuale governo. Perché, allora, sono così compatti dietro Nordio? Semplicemente perché la loro concezione del potere è “bulimica”: più si ha potere e più se ne cerca, e il potere bulimico non tollera ostacoli e controlli. Quello della destra meloniana lo possiamo definire, quindi, “garantismo di potere”. In ogni caso, si può parlare di trasformismo giuridico della Lega e di Fratelli d’Italia.

Resta Forza Italia, che all’inizio del suo apparire sulla scena politica sembrava voler rappresentare una concezione liberale dei diritti degli individui, più forte di qualsiasi interesse superiore dello Stato. Ma questo tentativo è stato immediatamente fagocitato da Berlusconi, dai suoi problemi privati con il fisco e la giustizia, dall’uso sistematico della corruzione per difendere le sue aziende, dai suoi gusti sessuali. A quel punto Forza Italia si è trasformato in “Forza Berlusconi contro i giudici” e si è spento qualsiasi intendimento garantista. A Forza Italia non interessava seriamente contestare il fatto che si trasformassero i sospettati in già colpevoli, o ribadire la presunzione di innocenza prima del processo a favore di ogni cittadino italiano, ma costruire una presunta innocenza di Berlusconi al di là di ogni prova accertata e di ogni verdetto della magistratura. Il culmine di questo specialissimo garantismo amorale lo si è toccato con la discussione parlamentare nel 2011 sul caso “Ruby Rubacuori”, la minorenne marocchina abituale frequentatrice dei festini nelle residenze di Berlusconi, salvata dall’arresto in questura a Milano con la motivazione che si trattava della nipote di Mubarak, allora presidente dell’Egitto. Ci fu il voto unanime dei deputati di Forza Italia e dei suoi alleati (ben 315, compresa l’attuale presidente del Consiglio e molti ministri in carica) con cui si affermava che si era trattato di un giusto intervento diplomatico per tutelare la nipote di un importante uomo politico arabo e non l’autotutela di un politico anziano che provava a coprire i suoi vizi privati. Non ci si può meravigliare che un partito che arriva a tanto possa essere ispirato da sentimenti di vendetta verso i giudici che “non se la sono bevuta” e hanno portato a processo colui che aveva ordito quelle ridicole bugie e costretto tutti i suoi parlamentari a votarle. Quella seduta della camera e quel voto rappresentano una delle pagine più umilianti nella storia parlamentare italiana, uno degli esempi più clamorosi del “garantismo servile”.

In conclusione. Tre diversi garantismi si mischiano nel sostegno della destra alla riforma caparbiamente voluta in onore di un uomo che ha ridicolizzato il parlamento pur di difendere a tutti i costi la sua impunità. Ci sono veri garantisti nel fronte del sì? Certo, ma sono una esigua minoranza. Il resto è ispirato dal desiderio di chiudere il conflitto con i magistrati provando ad umiliarli. Cos’è se non una umiliazione far eleggere per sorteggio i rappresentanti di uno dei poteri fondamentali del nostro Stato? Questo referendum è la rivincita, la vendetta rancorosa di quel mondo politico a cui i magistrati non hanno più concesso la tutela che i loro predecessori avevano garantito per un lungo tempo storico. In particolare, per i reati di corruzione e di rapporti con le mafie. “Tutti uguali di fronte alla legge” è una delle più sane e più complicate aspirazioni. Solo l’equilibrio dei poteri può garantire giustizia per tutti e nei confronti di tutti. Il resto sono “chiacchiere e distintivo”.

No Comments

Post a Comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.