I PAZZI SONO PAZZI PER DEFINIZIONE da 18BRUMAIO BLOG
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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I PAZZI SONO PAZZI PER DEFINIZIONE da 18BRUMAIO BLOG

Conflitto ucraino: parla Gorbačëv

 Olympe de Gouges  26 febbraio 2022

Le opportunità presentate dalla fine della Guerra Fredda sono state perse. Non sono state usate come si doveva, e la ragione principale era una visione distorta di ciò che ha portato alla fine della Guerra Fredda.

La disgregazione dell’Unione, causata da ragioni interne, è stata accolta da molti in Occidente con giubilo. La fine della Guerra Fredda, di cui hanno beneficiato entrambe le parti e il mondo intero, è stata dichiarata una vittoria per l’Occidente e gli Stati Uniti.

Sentimenti trionfanti hanno portato “l’unica superpotenza rimasta” a rivendicare la leadership monopolistica negli affari mondiali e persino a costruire un “impero americano”. Di conseguenza, il mondo non è diventato più sicuro. Invece di un “ordine mondiale” abbiamo una “agitazione globale”. I conflitti hanno travolto non solo i Paesi del terzo mondo, ma anche l’Europa. E ora il conflitto armato è letteralmente alle porte.

Nel conflitto ucraino non possono esserci né vincitori né perdenti “perché tutti hanno già perso”. Tutta l’attenzione dovrebbe essere concentrata sul cessate il fuoco e sull’instaurazione di un dialogo tra Russia e Ucraina. Dovrebbe esserci il ripristino della fiducia e della cooperazione tra le nostre relazioni e non il conflitto armato per non cadere in una “onda mortale”, che può trascinare in una nuova Guerra Fredda e persino “calda”.

Michail Sergeevič Gorbačëv, 12 febbraio 2015. Conferenza tenuta presso l’Università Internazionale di Mosca (IUM) per ricordare il 30° anniversario della perestrojka. Quelle riportate sono le parole salienti del suo discorso. Sul tema, vedi anche: M.S. Gorbačëv, Poste Kremlja, 2015; trad. it.: Il nuovo muro, Sperling & Kupfer, 2015.

Pazzi per definizione

26 febbraio 2022

Niente è finito, nulla è dimenticato, nessun capitolo chiuso, nessuna nuova era all’orizzonte. Il semplicismo di Francis Fukuyama smentito per l’ennesima volta. Dal mondo arabo all’Afghanistan, dalla Russia alla Cina, dall’Iran a Taiwan, ovunque vi siano “interessi vitali” da difendere.

Putin si è sentito abbastanza forte, militarmente, da imporre il suo ritmo e una sfera d’influenza russa, una zona di sicurezza fisica e ideologica, contro la protervia di Washington che voleva soffocare la Russia nei suoi confini. Mosca vuole discutere una nuova Yalta.

Con la Cina, il duello del secolo è più pericoloso ancora.

Tutto avviene mentre alla Casa Bianca si alternano i più modesti e maldestri rappresentati delle due grandi fazioni della cleptocrazia americana, in lotta tra loro ma compatte come sistema di classe, di sfruttamento e di rapina. Far credere che si tratti di una democrazia è l’operazione ideologica e propagandistica più riuscita della storia. Chapeau, sono dei maestri.

Putin dapprima ha dimostrato la brillantezza ritrovata della potenza tecnologica e militare del suo Paese, lanciando missili all’avanguardia e capacità di gigantesche manovre ai confini dell’Ucraina. Ora è a Kiev, dove vincerà, ma poi non è da escludere che sarà un affare di guerriglia. L’intelligence americana e dei suoi alleati non starà ferma. Destabilizzare è il loro mestiere.

Non va scartata del tutto nemmeno l’ipotesi dell’”incidente”, voluto da qualcuno o del tutto casuale, che innescherebbe la catastrofe. L’irresponsabilità dei sostenitori del confronto aperto con la Russia, presenti capillarmente con i loro galoppini nei media occidentali (già di per sé orientati ideologicamente, e questo è ovvio), costituisce l’elemento schizoide che può destabilizzare ancora di più il quadro degli avvenimenti.

Ci si renda conto del rischio cui si va incontro quanto s’invocano a bischero sciolto “misure dirette di appoggio” o di “intervento” e altri deliri di gente che crede che le guerre le subiscano sempre gli altri.

Una No Fly Zone sull’Ucraina, per esempio, dovrebbe misurarsi con quello che è probabilmente il sistema missilistico anti-accesso dell’area (A2/AD) più avanzato al mondo, che infliggerebbe perdite significative agli aerei della NATO che cercassero di ingaggiare le forze aeree russe. Verrebbe a crearsi uno spazio di battaglia conteso dove nessuna delle parti in causa godrebbe di libertà di manovra aerea o di superficie, tendendo però conto che qualsiasi aereo occidentale che fluisse da ovest a est sarebbe altamente vulnerabile ai missili russi terra-aria.

La Russia non è la Siria che possedeva un congruo sistema anti-access, ma antiquato. In termini pratici: se un aereo di Mosca dovesse essere attaccato da siti all’interno del territorio della NATO, la risposta arriverebbe con attacchi di missili da crociera sulle batterie avversarie, e ciò innescherebbe l’articolo 5 del Trattato dando inizio a un conflitto esteso e incontrollabile, con un effetto a cascata tipo “fine dei giochi”.

Questo i militari lo sanno benissimo, i politici pensano alle elezioni, l’America è lontana, e i pazzi sono pazzi per definizione. 

Garantire la sicurezza internazionale

 

 venerdì 25 febbraio 2022

 «Ieri notte un attacco aereo israeliano in Libano ha ucciso almeno tre soldati siriani e ne ha feriti altri sei. I militari erano in servizio nella stazione radar siriana di Dhar al Baydar, nella parte meridionale della pianura della Bekaa lungo la strada Beirut-Damasco e in una postazione della contraerea siriana situata a due chilometri di distanza.

Un intervento, quello d’Israele, che ha subito suscitato reazioni forti anche a Washington. «Gli Stati Uniti sollecitano tutte le parti a esercitare moderazione – ha detto il portavoce della Casa Bianca Ari Fleischer – Questa è un’altra conferma della necessità di por fine al ciclo di violenza in Medio Oriente».

Dice l’ipocrita a proposito del bombardamento israeliano che bisogna sollecitare tutte le parti di porre fine al ciclo di violenza in Medio Oriente.

Questa è una notizia datata 16 aprile 2001. Quest’altra è di oggi:

«Per la quarta volta in un mese, le forze di Israele sono state accusate di aver perpetrato raid aerei contro obiettivi in Siria, nella notte tra il 23 e il 24 febbraio. Il bilancio provvisorio dell’ultimo attacco comprende 6 morti e circa 20 feriti».

Israele ha effettuato centinaia di attacchi aerei sulla Siria da quando Washington e le altre potenze della NATO hanno lanciato la loro guerra per il cambio di regime in Siria nel 2011. In tal caso però si tratta di una guerra “giusta”, guidata dalle democrazie per garantire la sicurezza internazionale.

Papa Francesco ha annunciato che si recherà dall’ambasciatore israeliano.

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