“CONTRO OGNI GUERRA UNILATERALE”, L’AGENDA DEI BRICS PASSA OLTRE da IL MANIFESTO e DEMOCRATA
«Contro ogni guerra unilaterale», l’agenda dei Brics passa oltre
Emanuele Giordana 13/09/2026
La guerra grande L’escalation bellica preoccupa i paesi del Sud globale che però vanno avanti con i rispettivi piani
I leader dei Paesi Brics hanno approvato all’unanimità già ieri a Nuova Delhi, senza attendere oggi la chiusura formale del summit, una lunga dichiarazione congiunta. Passo tutt’altro che scontato viste le divergenze tra alcuni dei membri, a cominciare dalle posizioni di Teheran, Ryiadh ed Emirati Arabi Uniti. Il 18mo vertice Brics esprime forte preoccupazione per l’escalation in Medio Oriente, chiedendo la massima moderazione mentre condanna gli atti unilaterali di guerra e le azioni che aggravano i conflitti, senza però attribuirne esplicitamente la responsabilità a uno Stato. Chiede il rispetto delle sovranità nazionali, il cessate il fuoco a Gaza, l’accesso umanitario e una soluzione politica fondata sulla soluzione dei due Stati.
Esprime particolare preoccupazione per gli attacchi contro impianti nucleari pacifici e sottolinea l’importanza dell’Aiea. Chiede protezione per i civili, le strutture civili e il personale umanitario. Guardando a un sistema economico internazionale più equo, con maggiore voce per i Paesi emergenti, indica AI, clima, energia, commercio e sviluppo come settori nei quali rafforzare la cooperazione tra i membri. Chiede infine una riforma delle istituzioni internazionali e un Consiglio di sicurezza più rappresentativo del Sud globale.
A leggerla è una dichiarazione politica che – specie sulle guerre in corso – quasi chiunque potrebbe sottoscrivere, ma la rapidità del consenso con cui è stata approvata segnala proprio l’intenzione di non frantumare un club coeso su altri temi e in cerca di alternative a un modello di sviluppo insoddisfacente e dipendente dal dollaro, anche se la parola dollaro nel testo non c’è. Come non c’è nessun attacco esplicito agli Stati Uniti o all’Europa. Il documento parla invece di multilateralismo, multipolarismo, riforma dell’Onu e delle istituzioni di Bretton Woods, maggiore rappresentanza del Sud globale e sistemi di pagamento nelle valute locali (bypassando il biglietto verde).
I negoziatori hanno raggiunto un accordo sul testo già nella notte tra venerdì e sabato e in mattinata è stato raggiunto il consenso politico sulla dichiarazione. Chiusi gli ultimi dettagli (45 pagine, 140 paragrafi), il premier Modi ne ha annunciato formalmente l’adozione unanime dopo le 17 (ora indiana). Dopo la chiusura del summit, Modi ha visto Xi Jinping. L’incontro ha confermato il prudente disgelo tra India e Cina, con l’impegno a rilanciare commercio, mobilità e cooperazione. Restano le divergenze su confine, commercio, investimenti, tecnologia e rapporti Cina-Pakistan e India-Usa. Ma per entrambi è stata una buona giornata. La dichiarazione contiene gli elementi di governance globale che stanno a cuore a Xi Jinping, la cui pazienza “cinese” vede la lenta costruzione di un contropotere che erode la supremazia del dollaro e della superpotenza che – pur senza nominarla – continua a osteggiare il suo cammino. Nel suo intervento, non ha mancato comunque di esortare i Brics a opporsi a dazi arbitrari e protezionismo. E il prossimo summit sarà in Cina.
Modi porta a casa un risultato diplomatico importante nonostante una dichiarazione che più annacquata non poteva essere. Ma se nel testo finale si parla solo di necessità di garantire la sicurezza marittima e di salvaguardare il commercio globale, le catene di approvvigionamento e i flussi energetici, Modi ha però esplicitamente richiamato la libertà di navigazione nei suoi incontri bilaterali (Pezeskian e Guterres) e negli interventi al vertice. Ha così tenuto assieme iraniani e Paesi del Golfo che già nelle delegazioni inviate avevano segnalato la loro apprensione e l’intenzione di non correre rischi con l’alleato americano.
Il cerimoniale spiega molto: a parte Mario Lubetkin, ministro degli esteri dell’Uruguay (Paese del “cortile di casa” Usa), tutti i membri sono rappresentati da presidenti o premier con l’esclusione delle nazioni ora in conflitto con Teheran: il ministro degli esteri del Bahrein Abdullatif bin Rashid Al Zayani, il ministro degli esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud, il principe ereditario di Abu Dhabi, Sheikh Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, presidente dell’Abu Dhabi Executive Council. È figlio di Mohamed bin Zayed, il principale decisore politico dei sette Emirati Arabi Uniti. Che è rimasto a casa.
Xi invita i BRICS a guidare l’innovazione, la pace e una governance globale più equa di fronte all’aumento dell’unilateralismo e della politica di potere.
DEMOCRATA 13/09/2026
Il presidente della Cina, Xi Jinping, ha chiamato questo sabato i paesi che compongono i BRICS a assumere un ruolo protagonista di fronte ai cambiamenti che attraversano lo scenario internazionale e a rafforzare una cooperazione più stretta in innovazione, pace, dialogo tra civiltà e governance globale.
Nel suo discorso alla XVIII Summit dei BRICS, tenutosi a Nuova Delhi, Xi ha rivendicato le due decadi di lavoro congiunto del blocco e ha sottolineato che il gruppo deve posizionarsi “dalla parte giusta della storia” per aiutare a configurare un ordine internazionale più equilibrato e giusto.
Il dirigente cinese ha rimarcato che, in questi 20 anni, i BRICS si sono affermati come una delle principali piattaforme di coordinamento tra mercati emergenti e paesi in via di sviluppo. A suo avviso, il blocco ha mostrato la sua capacità di rispondere in modo congiunto a crisi finanziarie, alla pandemia di COVID-19, ai cambiamenti climatici e ad altre grandi sfide globali.
Xi ha aggiunto che l’ampliamento dei BRICS e l’avvio di meccanismi di cooperazione in ambiti come il commercio, l’investimento, le finanze e la tecnologia hanno portato il gruppo a una nuova fase, caratterizzata da una collaborazione “di alta qualità”.
Il presidente cinese ha inquadrato questo progresso in un contesto internazionale di profonde trasformazioni, con un maggiore peso del cosiddetto Sud Globale e un avanzamento della multipolarità, ma anche con l’ascesa dell’unilateralismo e della politica di potere. In questo scenario, ha avvertito del deterioramento degli strumenti multilaterali per affrontare i deficit di pace, sviluppo, sicurezza e governance.
Di fronte a questo panorama, Xi ha messo in valore le iniziative promosse dalla Cina in sviluppo, sicurezza, civiltà e governance globale, e ha reclamato che i BRICS agiscano come punta di lancia nella costruzione di “una comunità con un futuro condiviso per l’umanità”.
Impatto sull’intelligenza artificiale
Come priorità centrale, Xi ha collocato l’innovazione tecnologica e la trasformazione industriale, con particolare attenzione all’intelligenza artificiale (IA). Ha difeso che i BRICS devono intensificare la loro cooperazione in questo campo mediante il codice aperto, la trasparenza, la collaborazione e lo scambio di conoscenze.
Il leader cinese ha accennato agli sforzi della Cina insieme ad altri paesi per promuovere un’organizzazione internazionale di cooperazione nell’intelligenza artificiale e centri orientati a facilitare l’adozione di questa tecnologia, in particolare nei paesi del Sud Globale.
In questa linea, ha proposto un’iniziativa dei BRICS per una nuova industrializzazione basata sull’IA, al fine di ampliare la cooperazione nella ricerca e sviluppo, applicazioni pratiche e catene industriali e di approvvigionamento.
Xi ha anche criticato le politiche mirate a limitare l’interdipendenza economica e tecnologica. “I fatti dimostreranno che la disconnessione e l’interruzione delle catene di approvvigionamento non fermeranno il nostro processo di sviluppo, e che difendere la mentalità di ‘cortile piccolo, recinto alto’ ci rinchiuderà e dividerà il mondo”, ha sostenuto.
Difesa della pace e della sicurezza
Xi ha reclamato ugualmente che i BRICS si consolidino come un attore chiave nella difesa della pace e della stabilità internazionali, e ha attribuito parte dell’attuale instabilità all’usura dell’ordine internazionale emerso dopo la II Guerra Mondiale e all’inadempimento dei principi della Carta delle Nazioni Unite.
In questo senso, il mandatario cinese ha sostenuto una visione della sicurezza di carattere comune, integrale, cooperativa e sostenibile, e ha rifiutato la logica dei blocchi, la mentalità della Guerra Fredda, le violazioni della sovranità e le ingerenze negli affari interni.
Dialogo tra civiltà
Il terzo asse segnalato da Xi è stato lo scambio culturale. Ha difeso che la diversità dei BRICS deve diventare un fattore di coesione e ha esortato a promuovere i valori comuni dell’umanità, la comprensione reciproca e la convivenza pacifica.
Tra le sue proposte figura la celebrazione di un Forum di Scambio tra Popoli dei BRICS per condividere esperienze di governance. Ha anche sostenuto di ampliare la cooperazione nei settori culturale, turistico ed educativo, così come di intensificare gli scambi tra giovani e cittadini dei paesi membri.
Riforma della governance globale
La quarta priorità proposta da Xi si riferisce alla riforma della governance mondiale. Ha sostenuto che i BRICS devono contribuire a democratizzare le relazioni internazionali e avanzare verso un sistema “più giusto ed equo”, mentre ha riaffermato la centralità dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
In questa linea, ha rifiutato il ritiro di organizzazioni e trattati internazionali e la creazione di quadri paralleli. Sul fronte commerciale, ha sostenuto il sistema multilaterale articolato attorno all’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) e la sua riforma, e ha criticato l’abuso di dazi e misure protezionistiche.
Allo stesso modo, ha richiesto un maggiore peso dei paesi del Sud Globale nella definizione delle norme internazionali su ambiti emergenti come il cyberspazio, lo spazio ultraterrestre o i fondi marini.
La Cina assumerà la presidenza nel 2027
Nella parte finale del suo intervento, Xi ha sottolineato la solidarietà e la cooperazione come motori dello sviluppo dei BRICS durante queste due decadi, e ha esortato a mantenere una relazione basata sulla sincerità, il dialogo e la ricerca di consensi, rispettando le preoccupazioni essenziali di ogni Stato e gestendo le differenze attraverso la comunicazione.
La Cina assumerà il prossimo anno la presidenza dei BRICS e sarà ospite della XIX Summit del gruppo. Xi ha assicurato che Pechino sfrutterà questa responsabilità per rafforzare i consensi interni e fissare le priorità future dell’organizzazione.
L’obiettivo, ha concluso, sarà “dare inizio alla terza decade dorata della cooperazione dei BRICS e aprire un futuro promettente di prosperità e progresso condivisi”.
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