“BANDIERA BIANCA SIGNIFICA NEGOZIATO”. STOP BOMBE. CESSATE IL FUOCO da IL MANIFESTO e IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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“BANDIERA BIANCA SIGNIFICA NEGOZIATO”. STOP BOMBE. CESSATE IL FUOCO da IL MANIFESTO e IL FATTO

Assisi pace giusta e Cgil : «Cessate il fuoco subito e stop alle spese militari»

IL POPOLO PACIFISTA. In 30 mila in corteo a Roma. Dal palco sui Fori testimonianze da Gaza e tanti artisti: «Che la pietà non vi rimanga in tasca»

Massimo Franchi  10/03/2024

Il popolo della pace in Italia c’è e continua a farsi sentire. La pioggia del sabato di marzo romano accoglie il lungo serpentone – 30 mila persone per gli organizzatori – che scenda da piazza della Repubblica verso i Fori Imperiali. La rete Assisi Pace giusta – che raccoglie la Cgil, Anpi, Arci, Emergency e tante associazioni cattoliche – ha lanciato la manifestazione in soli dieci giorni ma la risposta è stata «superiore alle attese».

La richiesta unanime è «cessate il fuoco immediato a Gaza» e le tante bandiere della Palestina in corteo testimoniano un legame speciale con il nostro paese: la parola «genocidio» è ben presente in tanti cartelli. «Siamo ebrei e palestinesi, siamo russi e ucraini, l’umanità non ha confini», si legge su uno degli striscioni.

«Siamo qui perché bisogna applicare le direttive dell’Onu, a partire dalla soluzione dei “Due popoli, due stati – spiega il segretario della Cgil Maurizio Landini – . Siamo in piazza per difendere il diritto del popolo palestinese e il diritto del popolo israeliano di esistere. E questo può avvenire solo con la pace. Quello che sta facendo il Governo Netanyahu non va in questa direzione – ha continuato Landini- è anche contro il proprio popolo. Bisogna che il governo italiano la Commissione europea intervengano con maggior forza per chiedere di cessare il fuoco e aprire una vera e propria conferenza di pace. Bisogna fermare tutte le guerre, quella in Ucraina, quella in Siria, quelle in atto in Africa. Non siamo disponibili ad accettare il fatto che la guerra sia tornata ad essere uno strumento di regolazione dei rapporti tra gli stati». E ancora: «Si sta aumentando la spesa militare e la compravendita di armi. Credo che questo sia molto pericoloso. Per questo è importante mobilitarsi. Ma siamo qui anche per difendere il diritto a manifestare, è il modo migliore per rispondere alla logica pericolosa del governo Meloni, che anziché misurarsi con le richieste democratiche pensa di usare la forza. Non è questa la strada- ha continuato Landini – e lo dico nel rispetto dei lavoratori della polizia perché il problema non sono loro ma gli ordini e la logica sbagliata che sta usando il governo».

Arrivato ai Fori Imperiali, il corteo si incanala nella strettoia delle transenne e si allunga. La scelta è di dare spazio dal palco alle testimonianze dirette da Gaza e agli artisti. «Abbiamo deciso di evitare i comizi – spiega Flavio Lotti del Tavolo della Pace – vogliamo dare l’idea che è l’intera società a dover reagire». «L’unico vero obiettivo è il cessate il fuco, è quello che ci hanno chiesto tutti», chiarisce il presidente Arci Walter Massa, reduce dal viaggio in Egitto. E allora, dopo gli studenti che ricordano i manganelli di Pisa, tocca a Fiorella Mannoia scaldare la piazza, a cuore aperto: «Chi parla di pace viene deriso o peggio finisce nelle liste di proscrizione, non avrei mai pensato di vivere in un mondo del genere». E chiude il suo breve – come tutti – intervento con una citazione di Fabrizio De Andrè: «Che la pietà non vi rimanga in tasca».

Yousef Hamdouna della ong Educaid a Rafah ora ha «tutta la famiglia, 57 persone che vivono senza cibo, acqua, medicine, come tutti. La cosa che fa arrabbiare è che è passata l’idea che a Gaza c’è un problema di fame, ma fermare le bombe magari è più importante. Il silenzio bombarda qualsiasi persona, a Gaza siamo abbandonati».

Alfio Nicotra a nome della delegazione di politici e attivisti appena tornata denuncia «il tentativo di depalestinizzazione della striscia di Gaza da parte del governo israeliano», mentre Elio Germano paragona efficacemente le spese militari – «29 miliardi nel 2024 solo in Italia» – a quanto «bene si potrebbe fare con quei soldi: con il costo di un sottomarino si assumerebbero 8mila infermieri per 5 anni» e conclude chiedendo alla folla di «non smettere di lottare».

Il video finale di Alessandro Bergonzoni è un profluvio di parole che restano stampate nella memoria: «Va bene, discutiamo dell’etimologia di genocidio, ma prima c’è stato un genocidio, il massacro del nostro cervello che non passa dal male al bene: anche la morte chiede tregua, non ce la fa più».

Roma, 30mila pacifisti Landini: “Stop bombe”

GIUSTIZIA – Cgil, Anpi, Arci e Acli. “Aiuti ai palestinesi”

FQ  10 MARZO 2024

Oltre 30mila persone in piazza per chiedere, testardamente, il cessate a fuoco e la pace a Gaza. Tanti, secondo gli organizzatori, i manifestanti radunati ieri a Roma da Assisi Pace Giusta, rete composta da varie associazioni e sindacati, tra cui le Acli, l’Anpi, Emergency, l’Arci e la Cgil. “Questa manifestazione è una risposta importante e mostra come ci sia una domanda di pace”, ha teorizzato il segretario del sindacato “rosso”, Maurizio Landini. Ma nel corteo partito da piazza della Repubblica e sfilato lungo i Fori imperiali, per concludersi a pochi metri dal Colosseo, cartelli e manifestanti hanno insistito anche sulla ferita ancora recente dei “manganelli”. Quelli che hanno colpito tanti, troppi studenti in una manifestazione a Pisa, pochi giorni fa. “Stop al genocidio, voi i manganelli noi la pace” è stato non a caso lo slogan degli universitari dell’Uds e degli studenti.

D’altronde uno dei punti della piattaforma della manifestazione era proprio la difesa del diritto e della libertà di manifestare. E lo stesso Landini è tornato sul punto, accusando il governo: “ll problema non sono certo i poliziotti, che sono lavoratori come gli altri, ma chi chi ha dato quegli ordini, il problema è la logica con cui anche il governo sta cercando di alimentare uno scontro sociale, in modo irresponsabile”. Nodi e tensioni che si incrociano, nella manifestazione dove però il centro, l’emergenza è stata il massacro in Palestina. Un tema che ha spinto a partecipare anche l’ex presidente del Consiglio Massimo D’Alema, pure lui critico verso l’esecutivo: “Il governo italiano si è astenuto alle Nazioni Unite per il cessate il fuoco, è una cosa che nessun governo del passato avrebbe mai potuto fare”. E la polemica per la parola genocidio? “Trovo persino scandaloso che ci sia, il fatto che sono stati uccisi quasi 12 mila bambini è sufficiente” sostiene D’Alema. Ma in piazza c’erano anche attuali parlamentari come Angelo Bonelli dei Verdi, presente con una delegazione di Avs, appena tornato dal viaggio con altri parlamentari al valico di Rafah. “Stiamo raccogliendo foto e video da inviare al tribunale penale internazionale affinché sia da supporto a un’inchiesta ormai inevitabile, quella per i crimini di guerra che si stanno realizzando a Gaza” ha spiegato. Poco più avanti la cantante Fiorella Mannoia: “Oggi chi parla di pace viene ridicolizzato, deriso o, peggio, messo in lista di proscrizione”.

Di problemi con la censura ne sa più qualcosa un altro cantante, Ghali, “reo” di aver invocato dal palco di Sanremo “lo stop al genocidio”. È stata proprio la sua canzone Casa mia la colonna sonora della chiusura della manifestazione, che ha visto Landini sul palco. “Ci sono 1.500 camion pieni di aiuti umanitari che sono bloccati, cessare il fuoco e dare gli aiuti è la condizione necessaria” riassume il segretario Cgil. Per poi rilancare: “Pensiamo di non fermarci per questo obiettivo deve essere realizzato”.

«Bandiera bianca» significa «negoziato»: «Non è mai una resa»

VATICANO. Le parole del Pontefice sull’Ucraina e la Palestina

Redazione  10/03/2024

«Credo che sia più forte» chi «pensa al popolo, chi ha il coraggio della bandiera bianca». Lo ha detto papa Francesco nel corso di un programma della tv svizzera che andrà in onda il 20 marzo. «E oggi si può negoziare con l’aiuto delle potenze internazionali. La parola negoziare è coraggiosa. Quando vedi che sei sconfitto, che le cose non vanno, occorre avere il coraggio di negoziare».

Nel corso della serata di ieri dal Vaticano arriva anche la rettifica: con «bandiera bianca» il papa non intende resa incondizionata, ma appunto una «soluzione diplomatica» che ponga fine alle «numerosissime vittime innocenti». Il pontefice lo afferma anche a proposito dell’offensiva a Gaza, e del suo eventuale ruolo di negoziatore. «Io sono qui, punto. Ho inviato una lettera agli ebrei di Israele, per riflettere su questa situazione. Il negoziato non è mai una resa. È il coraggio per non portare il Paese al suicidio».

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