FONDAZIONE PERUGIASSISI: “FERMIAMO LA MATTANZA QUOTIDIANA DI GAZA” da IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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FONDAZIONE PERUGIASSISI: “FERMIAMO LA MATTANZA QUOTIDIANA DI GAZA” da IL FATTO

I pacifisti si rimettono in cammino ad Assisi. “Fermiamo la mattanza quotidiana di Gaza”

TOMMASO RODANO  10 DICEMBRE 2023

Oggi ad Assisi si marcia ancora per la pace. Stavolta la storica manifestazione arcobaleno è convocata – nel 75esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei diritti umani – per chiedere il cessate il fuoco in Palestina e l’interruzione della strage quotidiana che sta straziando Gaza. “La mobilitazione mondiale per fermare il massacro di innocenti e portare immediato soccorso alle vittime continua a crescere – scrive in una nota la Fondazione PerugiAssisi –. Alla Marcia hanno aderito 339 gruppi e associazioni, 100 Comuni e Province e le principali organizzazioni della società civile italiana”.

Questa edizione della marcia sarà preceduta da un incontro pubblico “dei costruttori e costruttrici di Pace”. Si svolgerà dalle 9:30 nella Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli ad Assisi. Prenderanno la parola i rappresentanti delle Nazioni Unite, Andrea De Domenico e Francesca Albanese; seguiranno le testimonianze di due pacifiste, una donna israeliana e una palestinese, in un incontro moderato da Sergio Bassoli di Rete della Pace. Al dibattito successivo parteciperanno, tra gli altri, Don Luigi Ciotti, padre Alex Zanotelli, Maurizio Landini, Marco Tarquinio, i presidenti nazionali di Arci e Acli (Walter Massa ed Emiliano Manfredonia) e quello dell’associazione dei partigiani, Gianfranco Pagliarulo. La marcia vera e propria – in quest’edizione speciale sarà tutta assisana – partirà alle 14:30 da Santa Maria degli Angeli per raggiungere in un paio d’ore piazza San Francesco.

La vigilia della manifestazione è stata turbata dall’ennesimo ostacolo sulla strada della pace: “Con un gesto eccezionale, il Segretario dell’Onu Antonio Guterres aveva esortato gli Stati membri del Consiglio di Sicurezza a chiedere un cessate il fuoco immediato per impedire la degenerazione della catastrofe umanitaria in corso”, ha scritto Flavio Lotti, organizzatore della marcia. “Ma gli Stati Uniti si sono assunti, da soli, la responsabilità di bloccare ancora una volta l’azione dell’Onu. Esortiamo l’Assemblea generale delle Nazioni Unite a fare ciò che il Consiglio di Sicurezza non è riuscito a fare, cioè ad approvare una risoluzione che richieda il cessate il fuoco. Il rifiuto di chiedere il cessate il fuoco pone gli Stati Uniti in netto contrasto con il dovere morale e politico della comunità internazionale di proteggere le persone e i popoli minacciati di genocidio e di intervenire per prevenire i crimini contro l’umanità”.

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