SALARIO MINIMO: LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE DI UNIONE POPOLARE da IL MANIFESTO e OFFICINADEI SAPERI
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SALARIO MINIMO: LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE DI UNIONE POPOLARE da IL MANIFESTO e OFFICINADEI SAPERI

Salario minimo, legge d’iniziativa popolare di Unione Popolare

IN CASSAZIONE. Depositato il testo per poi raccogliere le firme. Il testo prevede 10 euro l’ora e l’adeguamento automatico all’inflazione

red. eco.  20/05/2023

Depositata ieri mattina alla Corte di Cassazione la legge di iniziativa popolare per un salario minimo di almeno 10 euro l’ora da parte di Unione popolare.

«La proposta di legge punta a dare attuazione all’articolo 36 della Costituzione, che stabilisce il diritto di ogni lavoratore “ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”, oggi non assicurata in Italia se non si stabilisce una cifra minima di retribuzione sotto la quale scendere, indicizzata all’inflazione.

Strumento di lotta al caro-vita che non sostituisce ma rafforza la contrattazione nazionale e che può immediatamente aiutare 5 milioni di lavoratori e lavoratrici italiane a uscire da una condizione di povertà. La raccolta firme partirà a giugno.

Oggi, 19 maggio, noi di Unione Popolare abbiamo depositato in Corte

di Cassazione la “Proposta di legge per l’istituzione del salario minimo

legale”.

I salari da fame sono un’emergenza italiana. È ora di costruire una

campagna dal basso per imporre l’introduzione di un salario minimo di

10 euro l’ora. Come Rifondazione Comunista, insieme alle altre realtà

di UP, organizzeremo banchetti in tutta Italia per raccogliere le 50.000

firme necessarie. La nostra proposta prevede che il salario minimo sia

indicizzato per evitare che venga eroso dall’inflazione.

Respingiamo la tesi che il salario minimo inibisce la contrattazione.

Piuttosto fissa un limite sotto il quale non si può scendere.

La raccolta firme sarà condotta parallelamente a quella per

l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, ai referendum per lo stop

all’invio di armi in Ucraina e alla mobilitazione per la difesa e

l’estensione del reddito di cittadinanza a partire dalla manifestazione

che si terrà a Roma sabato 27 maggio.

Per noi rimane valido lo slogan degli scioperi operai della Resistenza:

Pane, Pace, Lavoro.

Maurizio Acerbo, segretario nazionale

Antonello Patta, responsabile lavoro

Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

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