D’ORSI, DALLO STOP AL TOUR: “MOLTI INVITI DA ALTRE CITTÀ” da IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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D’ORSI, DALLO STOP AL TOUR: “MOLTI INVITI DA ALTRE CITTÀ” da IL FATTO

D’Orsi, dallo stop al tour: “Molti inviti da altre città”

Vincenzo Bisbiglia  8 Dicembre 2025

Il convegno cancellato dai salesiani

L’effetto boomerang è servito. Potere della censura. Da evento estemporaneo e one shot ora il convegno dal titolo “Democrazia in tempo di guerra”, che si sarebbe dovuto tenere domani al Teatro Grande Valdocco di Torino, rischia di trasformarsi in una festival itinerante, un tour nei teatri e nei palazzetti neanche si trattasse di un raduno di rock star da milioni di dischi. Stanno arrivando richieste da tutta Italia all’organizzatore, il professor Angelo d’Orsi, storico della filosofia e autore di numerosi saggi come, l’ultimo, “Catastrofe neoliberista. Il regime che ha devastato le nostre vite”. Pinerolo, Sorrento, Napoli, alcune località liguri, Cagliari, Roma. Ma ormai è una questione di principio: il convegno deve tenersi a Torino.

Nel capoluogo piemontese, città natale di D’Orsi e di altri due relatori, come Alessandro Barbero e Marco Travaglio, il convegno è stato boicottato dagli stessi che avevano fornito la location, i Salesiani che guidano il Teatro Grande e che hanno annullato l’evento in programma domani. Il motivo? “Contenuti non coerenti con la vita e la finalità degli ambienti”. In molti a Torino pensano che a pesare siano state le parole del sindaco Stefano Lo Russo, che pochi giorni fa ha partecipato a un evento di Europa Radicale – guidato dall’ultrà filo-Zelensky Igor Boni – e ha parlato di “una strutturale campagna di disinformazione”, con Boni che pochi giorni prima si era interrogato pubblicamente sui motivi che spingevano l’Anpi a partecipare a un evento “con persone che sostengono Putin”.

L’argomento del “putinismo” d’altronde viene sbandierato ormai da oltre tre anni da chi porta avanti un pensiero critico nel dibattito pubblico sulla guerra, specie quella in Ucraina. Fatto sta che ora d’Orsi rilancia e punta al Palazzetto dello Sport di Torino, struttura comunale che può contenere fino a 3.800 persone. A inoltrare la richiesta urgente al Comune saranno domani i consiglieri di M5S e Avs. La risposta dovrebbe arrivare domani, forse già durante la manifestazione in programma alle ore 18 proprio davanti Palazzo Civico.

Oltre a Barbero e a Travaglio sarebbero dovuti intervenire all’evento fra gli altri lo storico Luciano Canfora, il fisico Carlo Rovelli e poi Marc Innaro, Elena Basile, Alessandro Di Battista e Moni Ovadia. “Non possono negarci il Palazzetto – dice d’Orsi al Fatto – soprattutto perché a chiederlo sono i consiglieri. Dalle adesioni e dai messaggi che stiamo raccogliendo penso che saremo in grado di riempirlo”.

Il primo a offrire una sede alternativa era stato il vescovo di Pinerolo, mons. Dario Olivero, che tra l’altro nelle scorse settimane si era speso in prima persona in difesa dell’imam Mohamed Shahin, espulso dall’Italia su diretta iniziativa del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e del prefetto locale. “Ormai è una questione di principio: l’evento deve tenersi a Torino città. Poi andremo in tour per l’Italia, dedicando al dibattito non solo due ore ma interi pomeriggi”, chiosa d’Orsi.

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