I VOLENTEROSI. CHI VUOLE UN NEMICO SE LO FACCIA da CRS
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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I VOLENTEROSI. CHI VUOLE UN NEMICO SE LO FACCIA da CRS

I volenterosi. Chi vuole un nemico se lo faccia

Tra guerra ed esclusione dei poveri, l’ingiustizia è il criterio con il quale si affrontano i problemi del mondo, una posizione politica in sé che riesce anche a ottenere la maggioranza dei voti. Ma la democrazia non è questo, è pace tra i popoli e tra gli individui nei popoli, è presa di coscienza di sé e progresso degli esseri umani verso la vita.

Romano Romani  12 Settembre 2026

I guai della Germania con la Russia sono iniziati quando gli Ucraini hanno fatto saltare il gasdotto che, secondo gli accordi della Merkel e di Putin, doveva servire a fornire gas al territorio tedesco. Da quel momento non l’Ucraina, ma la Russia è risuscitato come il nemico naturale della Germania. Si è tornati alla seconda guerra mondiale e il partito neonazista ha cominciato ad aumentare nei consensi elettorali, togliendo voti al partito socialdemocratico. Il nazismo non è un socialismo nazionalista? In Russia ci sono ancora i segni, le orme del comunismo. E il comunismo non deve vincere. Armiamoci, non aspettavamo altro dalla nostra riunificazione.

Questo accade in Germania. Trump lo permette, perché considera la NATO un’alleanza di servizio. Così si è trovato il vocabolo “volenterosi” per gli Stati – i governi – schierati con l’Ucraina nel conflitto con la Russia. La guerra deve giungere, con i successi militari, a una pace giusta e duratura. Ovvero: si deve distruggere la capacità militare della Russia. Non c’è un limite all’impegno militare dei paesi della NATO. Questa è la situazione.

Come fa con tutti da quando è stato eletto, d’altro lato, Trump parla di pace per fare la guerra. Il premio Nobel per la pace, ha cominciato con il dire, spetta a chi può fare la guerra e non la fa o smette di farla. In primo luogo il Presidente degli Stati Uniti.

Il problema del cambiamento climatico, nella prospettiva di Trump, non è che uno degli elementi dell’evoluzione della situazione politica. Si tratta di dividersi i territori resi liberi dallo scioglimento dei ghiacciai. Alla desertificazione, alla morte per fame di milioni di persone, si provvede lasciando che avvenga. Impedendo l’emigrazione. Nei paesi ricchi e potenti si salvino i ricchi e si impedisca l’aumento del numero dei poveri.

Sia l’ingiustizia il criterio con il quale si affronta ognuno dei problemi sul tappeto. L’ingiustizia è divenuta una posizione politica in sé. Alle elezioni lo si dica apertamente: chi vota per la giustizia e chi vota per l’ingiustizia? Se a vincere è il partito dell’ingiustizia non si dica che l’ingiustizia non è democratica. Ha ottenuto regolarmente la maggioranza. Come la ottenne Hitler nel 1933. Ottenere la maggioranza significa essere democratici.

L’alternativa è chiara: o si fa l’Europa con la pace con la Russia, con i provvedimenti contro la crisi climatica, il libero commercio tra i paesi europei, l’ONU dei diritti umani e della pace tra i popoli; o si va ai genocidi contro i più deboli, al nazismo persino in Israele e alla terza guerra mondiale, all’ingiustizia in tutte le sue forme, ambientali e politiche.

No, avere la maggioranza dei voti non è essere democratici. Significa soltanto essere più forti. La democrazia è libertà della parola e del pensiero, ricerca della giustizia, rispetto delle minoranze, legiferare non con la prepotenza dei numeri ma con l’ascolto della parola di tutti, anche di uno solo, in Parlamento. La democrazia è non violenza, è pace tra i popoli e tra gli individui nei popoli. La democrazia è presa di coscienza di sé dell’Umanità e progresso degli esseri umani verso la vita degli esseri umani e della vita nella Lebenswelt, che è la Terra nel suo insieme di popoli umani e di esseri viventi.

La democrazia non è il gioco delle tre carte, “carta vince e carta perde”, la democrazia è tensione degli esseri umani alla conoscenza, tensione che implica, come dice Aristotele all’inizio della Metafisica, tensione alla bellezza della vita che è sensazione – αἰσθησις – sentimento, luce degli occhi e pensiero dell’anima – ΕΙΔΕΝΑΙ, VEDERE E CONOSCERE. Respiro e parola.

Il voto democratico non è un sassolino gettato sulla testa dell’animale sacrificale affinché scuota la testa, dicendo di sì al proprio sacrificio.

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