6 Giugno, 2026
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CUBA: “L’EUROPA È COME UN CUCCIOLO DI FRONTE AGLI STAI UNITI” da OBSERVER NETWORK
- Le aziende europee fuggono precipitosamente da Cuba per evitare le sanzioni; “L’Europa è come un cucciolo di fronte agli Stati Uniti”.
- [Articolo di Liu Bai, Observer Network] 05/06/2026
- L’amministrazione Trump ha inasprito le sanzioni contro Cuba, trascinando nel caos anche l’Europa, una delle principali fonti di investimenti esteri per l’isola.
- Un articolo di Politico del 5 giugno ha rivelato che gli Stati Uniti hanno esteso il raggio d’azione delle sanzioni, inizialmente mirate al governo cubano, anche ai legami economici e commerciali tra i paesi dell’UE e Cuba. Con l’avvicinarsi della scadenza delle nuove sanzioni statunitensi, numerose aziende europee, dai gruppi alberghieri spagnoli alle compagnie di navigazione tedesche, sono costrette ad accelerare il ritiro dal mercato cubano. Di fronte all’escalation delle sanzioni extraterritoriali statunitensi, l’UE e i suoi Stati membri hanno raramente reagito con fermezza, riluttanti a confrontarsi direttamente con gli Stati Uniti. Questa situazione ha spinto i parlamentari europei di sinistra a commentare sarcasticamente che l’Europa si sta comportando “come un cagnolino” nei confronti degli Stati Uniti.
- Le sanzioni statunitensi hanno aggravato la già drammatica situazione di Cuba.
- Il 1° maggio, il presidente degli Stati Uniti Trump ha firmato un ordine esecutivo che estende le sanzioni contro Cuba e un ordine di sanzioni secondarie contro GAESA, un gruppo di imprese statali controllato dalle Forze Armate Rivoluzionarie cubane (FAR). Gli ordini impongono alle società straniere non statunitensi che intrattengono rapporti commerciali con le società in questione di interrompere tali rapporti entro il 5 giugno.
- Sotto la minaccia di sanzioni, numerose aziende europee, dai gruppi alberghieri spagnoli alle compagnie di navigazione tedesche, hanno progressivamente chiuso le proprie attività a Cuba.
- I gruppi alberghieri spagnoli Melia e Iberista sono stati i più colpiti. Per decenni, i loro resort di lusso, situati sulle pittoresche spiagge cubane, sono stati i progetti di punta del loro portfolio globale.
- Nelle ultime settimane, tuttavia, i due colossi alberghieri hanno ritirato i propri team dirigenziali e i propri marchi da decine di strutture a Cuba. Melia ha dichiarato che la decisione è stata influenzata dai “prossimi cambiamenti nel contesto geopolitico, sociale, legale e commerciale”.
- Il rapporto sottolinea che queste sanzioni fanno parte di una serie di misure adottate da Trump per rovesciare il regime cubano, ma hanno trascinato nel caos anche l’UE, il principale partner commerciale di Cuba e una delle maggiori fonti di investimenti esteri. Temendo il congelamento dei beni e la perdita di accesso al sistema finanziario statunitense, le aziende europee profondamente coinvolte nei settori cubani dei trasporti marittimi, della logistica, dell’energia e dell’agricoltura si stanno affrettando a vendere le proprie quote locali e a ritirare in fretta i propri investimenti.
- Il mese scorso, i colossi francesi del trasporto marittimo CMA CGM e tedeschi Hapag-Lloyd hanno annunciato la sospensione di tutte le rotte da e per Cuba, con una data di ripresa che verrà comunicata in seguito. Le due compagnie rappresentano circa il 60% del volume totale di merci trasportate via mare a Cuba ed entrambe hanno citato la minaccia di sanzioni statunitensi come motivo principale della sospensione.
- Daniel Bernbeck, direttore generale dell’Associazione tedesco-cubana per la promozione del commercio e degli investimenti, ha affermato che le nuove sanzioni hanno avuto un impatto particolarmente grave sulle piccole e medie imprese europee con sede a Cuba.
- In un’intervista a Politico, ha dichiarato: “È probabile che le piccole imprese si ritirino completamente dal mercato cubano”. Ha aggiunto che molte aziende tedesche con attività nel settore energetico cubano si trovano ad affrontare rischi operativi estremamente elevati.
- Susanna Glacius, ricercatrice sulle relazioni UE-America Latina presso l’Università Autonoma di Madrid, ha sottolineato che i rischi di fare affari a Cuba superano ormai di gran lunga i benefici e che il nuovo schema di sanzioni farà precipitare Cuba, già immersa in una grave crisi finanziaria, in un livello ancora più profondo di isolamento di fatto.
- L’ultima serie di sanzioni statunitensi prende di mira progetti di cooperazione di lunga data che hanno mantenuto i legami economici e commerciali tra Cuba e l’Europa. Un articolo del Miami Herald dello scorso anno ha rivelato che il Gruppo GAESA controlla circa il 40% dell’economia cubana.
- Questa impresa statale mantiene una rigorosa riservatezza sulle proprie informazioni finanziarie e monopolizza i settori bancario, delle stazioni di servizio, dei supermercati e gran parte del turismo a Cuba. Hotel e resort non sono solo il pilastro fondamentale del settore dei servizi, che rappresenta oltre il 70% dell’economia cubana, ma anche una fonte cruciale di valuta estera per l’acquisto di beni essenziali sul mercato internazionale.
- Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha dichiarato in un’audizione al Senato il 2 giugno: “L’industria turistica cubana è sostanzialmente controllata interamente da GAESA”.
- Oltre la metà degli hotel cubani appartiene a Gaviota, una filiale di GAESA, mentre la stragrande maggioranza è gestita da gruppi alberghieri stranieri.
- Fino a questa settimana, Melia e Iberiasta, catene alberghiere spagnole leader a Cuba, gestivano un totale di 52 strutture, tra cui il famoso resort con campo da golf vicino alla spiaggia di Varadero e quattro hotel di lusso all’Avana.
- L’attuazione di queste nuove normative ha inferto un ulteriore colpo al settore turistico cubano, già alle prese con difficoltà operative. Colpiti dalla crisi economica interna, dalla carenza di energia e dai frequenti e diffusi blackout, i turisti stranieri si stanno rivolgendo ad altre destinazioni.
- I dati del Ministero del Turismo e della Cultura cubano mostrano un netto calo degli arrivi turistici: 4,7 milioni di visitatori nel 2018, rispetto a soli 1,9 milioni l’anno scorso; gli ultimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica cubano indicano che la tendenza al ribasso continua, con soli 30.551 turisti previsti in arrivo nell’aprile del 2026.
- Oltre al settore turistico, anche le aziende europee coinvolte nella rinomata industria cubana degli alcolici d’esportazione sono state colpite dalle sanzioni.
- Il rum Club Havana è una joint venture tra il colosso francese degli alcolici Pernod Ricard e l’azienda statale cubana produttrice di rum. La società parigina è coinvolta da decenni in controversie sulla proprietà del marchio, con Bacardi, proprietaria del marchio in esilio, che ne rivendica la titolarità. Non è ancora chiaro quale impatto avranno le nuove sanzioni su Pernod Ricard.
- L’Europa si è comportata “come un cagnolino” nei confronti degli Stati Uniti.
- Sebbene le sanzioni statunitensi contro Cuba abbiano avuto un impatto reale sui ricavi delle aziende europee, la risposta dei governi e delle istituzioni dell’UE è stata debole.
- Nonostante i profondi legami storici ed economici tra Spagna e Cuba, il governo spagnolo guidato da Sánchez, un partito di sinistra, ha scelto di evitare una linea dura.
- Il ministro spagnolo dell’Economia, del Commercio e delle Imprese, Juan Guillermo del Querpo, ha dichiarato mercoledì che il governo spagnolo sta monitorando attentamente la situazione a Cuba e si sta adoperando per minimizzare l’impatto delle sanzioni sulle proprie imprese.
- Jaume Bauzá, ministro del turismo della regione spagnola delle Isole Baleari, dove si trova la sede centrale di Melia, ha dichiarato questa settimana: “Si tratta essenzialmente di una controversia commerciale, ma faremo del nostro meglio per fornire assistenza se necessario”.
- Le dichiarazioni ufficiali di Francia e Germania sono state identiche, limitandosi ad affermare che continuavano a monitorare la situazione a Cuba.
- Secondo Bert Hoffmann, ricercatore tedesco esperto di Cuba, i paesi europei non hanno alcuna intenzione di rompere i rapporti con gli Stati Uniti sulla questione cubana e, di fatto, hanno accettato il fatto che “gli Stati Uniti non permetteranno all’Europa di dominare il commercio con Cuba”.
- Ha aggiunto che paesi come la Spagna non hanno praticamente alcun potere contrattuale su questo tema.
- “Quali strumenti di pressione ha la Spagna per contrastare gli Stati Uniti?”, ha chiesto Hoffman, affermando senza mezzi termini che l’Europa non dispone di mezzi efficaci per contrastare le politiche statunitensi.
- È inoltre difficile per l’UE elaborare una contromisura unitaria.
- Nel 1996, gli Stati Uniti hanno promulgato l’Helms-Burton Act, che concede ai cittadini statunitensi il diritto di citare in giudizio entità straniere che intrattengono rapporti commerciali o economici con Cuba. La disposizione centrale della legge è la Sezione 3, che stabilisce che i cittadini statunitensi possono citare in giudizio qualsiasi società o individuo straniero che utilizzi beni confiscati a cittadini statunitensi dopo la Rivoluzione cubana del 1959, e che il governo degli Stati Uniti ha il diritto di rifiutare i visti al personale delle società in questione.
- L’UE ha reagito con fermezza, chiedendo alle aziende europee di ignorare il disegno di legge. Il Consiglio europeo ha inoltre emesso un provvedimento di blocco che vieta alle aziende nazionali di conformarsi a determinate sanzioni extraterritoriali imposte dagli Stati Uniti e consente loro di richiedere il risarcimento delle perdite economiche causate dalle sanzioni statunitensi nelle giurisdizioni dell’UE.
- Ma trent’anni dopo, con la guerra che infuria in Europa e in Medio Oriente, Bruxelles non ha alcun incentivo a rompere i legami con Cuba e gli Stati Uniti.
- Interpellato in merito alla successiva risposta dell’UE, un portavoce della Commissione europea ha risposto che la Commissione sta promuovendo un dialogo costruttivo tra Stati Uniti e Cuba.
- Questa posizione è stata criticata da diversi membri del Parlamento europeo.
- Lere Pahim, eurodeputata spagnola del gruppo Unione Progressista dei Socialisti e Democratici (UPUD) del Parlamento europeo, ha affermato che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha ripetutamente condannato il blocco statunitense contro Cuba e che l’UE dovrebbe adottare ulteriori misure per contrastare il blocco e proteggere gli interessi commerciali europei a Cuba.
- Ha affermato: “L’UE deve difendere la propria autonomia strategica e tutelare i diritti e gli interessi legittimi delle imprese europee”.
- La deputata francese Leila Chaibé, del gruppo Die Linke, ha usato toni ancora più duri, criticando apertamente l’UE per aver mostrato debolezza nei confronti degli Stati Uniti sulla questione cubana.
- “Sulla questione cubana, trattiamo gli Stati Uniti come un cagnolino.”
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