“UNA SOCIETÀ NEMICA” da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
20206
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“UNA SOCIETÀ NEMICA” da IL MANIFESTO

Gotham city e la reazione preventiva

Destra autoritaria Approvato con la fiducia, il decreto «sicurezza» è adesso con tutti i suoi orrori saldamente nel nostro ordinamento

Andrea Fabozzi  05/06/2025

Approvato con la fiducia, il decreto «sicurezza» è adesso con tutti i suoi orrori saldamente nel nostro ordinamento. Dobbiamo considerarlo la carta di identità della destra al governo. Non casualmente i senatori che lo hanno difeso in parlamento apparivano per una volta soddisfatti. Non si trattava di far passare le solite mancette o di rimediare a qualche decreto scritto male ingoiandone in silenzio uno nuovo né di aggiungere un altro mattone al castello già pericolante delle norme anti migranti. Stavolta il melonismo ha potuto disegnare il suo mondo.

Ascoltando i senatori della destra, abbiamo scoperto che le nostre città sono sull’orlo del collasso criminale. Insicurezza diffusa, furti e scippi da parte di donne armate di figli, rivolte agli angoli delle strade e negozianti in preda al terrore, sparatorie, migranti sbarcati a legioni con l’unico scopo di commettere reati, case espropriate, anziani derubati, sfrattati e infine anche truffati.

Inutile mettere i responsabili in galera perché le galere sono alberghi e poi i magistrati fanno uscire tutti subito. La polizia, insomma, ha le mani legate. Come nel famoso poliziottesco anni Settanta (che però parlava di stragi di Stato, vecchia abitudine dei servizi segreti che il decreto adesso legalizza). La destra non solo le slega, quelle mani, ma le correda di una seconda arma che gli agenti potranno portare a casa per il tempo libero, sperando che non litighino agli incroci.

Nel paese reale, fuori dal parlamento dove la destra disegna il suo mondo e lo impone a colpi di fiducia, furti e rapine restano sostanzialmente stabili, gli omicidi crollano, le carceri scoppiano, le imprese cercano lavoratori migranti e non ne trovano abbastanza.

Ma la costruzione di emergenze non è un tic paranoico, o almeno non solo: è soprattutto un preciso metodo di governo. I lavori preparatori del decreto sicurezza li abbiamo visti nei servizi della tv del pomeriggio. La svolta repressiva che la Gotham city nazionale giustifica e introduce scatterà non sul piccolo crimine che dell’inasprimento delle pene non si è mai curato (il grande crimine continui pure tranquillo e condonato) ma sui poveri, le vite al margine e sulle proteste e le lotte sociali. Non per niente le nuove norme sono disegnate come tante camicie di forza per lavoratori precari, attivisti di ogni genere e movimenti che denunciano la crisi climatica.

Per cui la carta d’identità della destra è semplicemente reazione allo stato puro, persino reazione preventiva di fronte alle lotte che ancora si organizzano. E che per confrontare questo livello di repressione e autoritarismo dovranno prima o poi necessariamente saldarsi.

Un segnale di speranza è venuto dalla manifestazione di sabato scorso che più di tutto ha dimostrato che si può sfidare a viso aperto l’illogicità e l’evidente incostituzionalità della legge. Altri poteri di controllo, la magistratura e la Corte costituzionale, dovranno intervenire, dopo che la destra ha potuto superare senza intoppi il filtro del Quirinale e del parlamento.

Le opposizioni faranno bene a non distrarsi, ora che l’iter parlamentare è concluso. Un po’ di scena in aula ci sta, ma qualche riflessione sulla parte di responsabilità che portano nell’aver fatto della sicurezza un idolo andrà pur fatta. Insieme a una promessa, facile: quella di cancellare tutto il decreto come primo atto in caso di vittoria alle elezioni.

Una società nemica: il lungo elenco di nuovi reati, aggravanti e aumenti di pena

Decreto sicurezza Il testo articolo per articolo

Eleonora Martini  05/06/2025

È lunga la lista dei nuovi reati, delle aggravanti e degli aumenti di pena contenuti nei 39 articoli che compongono il decreto Sicurezza n. 48 dell’11 aprile 2025, convertito definitivamente in legge ieri al Senato. Quello che segue è un elenco perfino parziale, stilato anche con il supporto dell’Unione delle camere penali.

Nell’ARTICOLO 1 del testo si trovano due nuovi reati: «Detenzione di materiale con finalità di terrorismo» (art. 270-quinquies.3 c.p., reclusione da 2 a 6 anni). E «Diffusione online di istruzioni per atti violenti o sabotaggi» (art. 270-quinquies.4 c.p.).

L’ARTICOLO 2 contempla il nuovo reato di violazione degli obblighi di segnalazione dei contratti di noleggio (art. 651-bis c.p.).

Nell’ARTICOLO 9 si estende da 3 a 10 il numero di anni entro i quali si può revocare la cittadinanza acquisita di un ex straniero dopo una condanna per terrorismo.

L’ARTICOLO 10 introduce il nuovo reato (art.635-bis c.p.) di occupazione abusiva degli immobili altrui o di sue pertinenze, punito con la reclusione da 2 a 7 anni. Pene anche per chi coopera.

L’ARTICOLO 11 contiene un’aggravante se il reato è commesso all’interno o nelle immediate adiacenze delle stazioni ferroviarie e delle metropolitane. E prevede anche un nuovo reato (modifica art. 640 c.p.) che punisce con la reclusione da 2 a 6 anni chi commette truffe approfittando dell’età o delle condizioni di vulnerabilità della vittima.

Nell’ARTICOLO 12 c’è l’aggravante al reato di danneggiamento se commesso durante le manifestazioni.

Con l’ARTICOLO 14 si è creata la nuova fattispecie di blocco stradale (introdotto art. 633-bis c.p.) trasformando un illecito amministrativo in reato penale: fino a 2 anni di carcere se il fatto è commesso da più persone riunite.

L’ARTICOLO 15 interviene sul codice di esecuzione penale per le donne incinte o madri di bimbi minori di un anno: pena detentiva obbligatoria (non più facoltativa come nel ddl) solo in Istituti di custodia attenuata. Ma in caso di recidiva è previsto anche il carcere e i figli possono essere affidati ad altri.

Altra nuova fattispecie nell’ARTICOLO 16 che punisce con la reclusione da 1 a 5 anni chi impiega minori nell’accattonaggio (art. 600-quinquies c.p.). Aumenti di pena se si usa violenza nei confronti di un minore di 16 anni.

Nell’ARTICOLO 18 è contenuto il nuovo reato di detenzione e commercio di infiorescenze di canapa equiparate a sostanze stupefacenti (art. 73-bis del Dpr 309/1990).

L’ARTICOLO 19 introduce nel codice penale il 582-bis la reclusione da 3 a 7 anni per chi provoca lesioni a un pubblico ufficiale o a un soggetto esercente una professione sanitaria nell’esercizio delle sue funzioni. Qui è prevista anche una nuova aggravante se il reato è commesso per impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di un’infrastruttura strategica (la cosiddetta «No Ponte»).

L’ARTICOLO 20 (Modifiche all’articolo 583-quater del codice Rocco del 1930) introduce un’aggravante per lesioni personali cagionate a un pubblico ufficiale o a un agente nell’atto o a causa dell’adempimento delle sue funzioni (da 2 a 16 anni di reclusione).

Nell’ARTICOLO 21 è prevista la dotazione di videocamere indossabili (ma non di codici identificativi) per le forze di polizia; la registrazione delle azioni però non è obbligatoria.

Gli ARTICOLI 22 E 23 prevedono fondi per la tutela legale del personale di polizia, per i vigili del fuoco e per le forze armate quando gli agenti o i militari sono indagati per reati che sarebbero stati compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni.

Nell’ARTICOLO 24 ci sono aggravanti per l’occupazione di «mobili o immobili adibiti all’esercizio di funzioni pubbliche, con la finalità di ledere l’onore, il prestigio o il decoro dell’istituzione a cui il bene appartiene».

Negli ARTICOLI 26 E 27 si introducono ben tre nuove fattispecie di reato: rivolta in carcere, rivolta nei Cpr (entrambi introducendo il nuvo art. 415-bis c.p.) e resistenza passiva al compimento di atti d’ufficio o di servizio necessari alla gestione dell’ordine e della sicurezza (art. 337-bis c.p.). La pena va da 2 a 8 anni per chi organizza e da 1 a 5 anni per chi partecipa.

Con gli ARTICOLI 28 E 31 invece vengono eliminate due fattispecie di reato: nel primo si dà la possibilità agli agenti di polizia di portare senza licenza e fuori servizio pistole, rivoltelle e armi da taglio fino a 65 centimetri di lunghezza; nel secondo si allarga il range di azione dei servizi segreti infiltrati che, in questa veste, sono autorizzati a compiere anche in qualità di dirigenti e organizzatori reati talmente gravi da non poter essere schermabili con il segreto di Stato.

Infine nell’ARTICOLO 32 si regola la possibilità di vendere le carte Sim ai migranti senza permesso di soggiorno: basta un documento.

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