UCRAINA: UNA BOMBA SPORCA? da IL SIMPLICISSIMUS e IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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UCRAINA: UNA BOMBA SPORCA? da IL SIMPLICISSIMUS e IL FATTO

IL SIMPLICISSIMUS

Ucraina: una bomba sporca per le elezioni Usa?

24 Ottobre 2022

Adesso diventa più chiara la ragione per la quale Macron nei giorni scorsi ha detto che anche l’eventuale uso di armi atomiche tattiche in Ucraina non avrebbe automaticamente portato a una reazione francese: la diplomazia russa sta avvisando tutti i Paesi che si attende a breve, ovvero primo dell’inverno,  una “provocazione” ucraina con un dispositivo radioattivo . Una dichiarazione del Cremlino ha anche aggiunto di aver ha trasmesso un avvertimento su “possibili provocazioni ucraine che coinvolgono una ‘bomba sporca”. Secondo quanto dichiarato dal ministero egli esteri russo questo avviso è stato dato a Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Turchia. Il Pentagono nelle ore successive ha fatto trapelare che il segretario alla difesa Austin, un perfetto cretino,  avrebbe detto al suo omologo russo di “rifiutare qualsiasi pretesto per l’escalation russa” – il che suggerisce fortemente che gli Stati Uniti e probabilmente la Gran Bretagna siano dietro a questa provocazione del tutto insensata che ovviamente verrebbe attribuita ai russi.

Il fatto è che si è a una svolta decisiva della guerra perché i tentativi ucraini di ottenere qualche successo nella loro mitica controffensiva si sono tutti arenati con grandissime perdite di mezzi e ora la Russia sembra voler fare sul serio cominciando a colpire le infrastrutture ucraine oltre che i centri di comando nascosti dentro le città: la mancanza di elettricità e di servizi potrebbe essere un fattore decisivo per l’orientamento dell’opinione pubblica ucraina che adesso comincia ad essere direttamente investita dalla guerra e magari potrebbe essere orientata a farla finire al più presto. Dunque l’unica speranza di Zelensky rimane un gesto disperato, come per esempio quella della bomba sporca, l’unica che l’Ucraina possa permettersi di fabbricare: egli e i suoi nazisti sperano che la Russia potrebbe essere indotta a replicare con un ordigno nucleare tattico e che si inneschi a questo punto una guerra nucleare generalizzata. Ma qualunque cosa possa dire  l’informazione occidentale vale sempre la regola del cui prodest: la Russia non ha certo bisogno di una lanciare una bomba sporca che alla fine non farebbe altro che rallentare una sua eventuale avanzata, mentre l’Ucraina potrebbe usarla con qualche efficacia proprio perché rende radioattivo un intero territorio.. Anzi ancor più che l’Ucraina la Nato che ha subito una durissima sconfitta nello scontro con Mosca. La cosa più pericolosa è che siano solo pezzi della enorme struttura militare, industriale e politica degli Stato Uniti a volere questa escalation il cui fine sarebbe quello di isolare la Russia per aver usato un ordigno nucleare sia pure primitivo e di farle perdere l’inaspettato consenso di cui ha goduto al di fuori dei Paesi Nato.

Il problema è che al di fuori della fascia di ipnosi occidentale, tutti comprenderebbero  che non avrebbe nessun senso per Mosca questa mossa nucleare, mentre essa potrebbe benissimo essere un’iniziativa disperata di Zelensky o quella  stupida dell’Alleanza atlantica. Tutto ciò è talmente idiota e criminale che mi azzardo a fare un’ipotesi: ovvero che il piano della bomba sporca fosse stato messo in campo da tempo e prevedeva che gli ucraini usassero tutti i mezzi rimasti per tentare uno sfondamento in direzione di Kherson, operazione poi non riuscita, ma accompagnata da un insistente battage su una presunta debolezza estrema della Russia che pareva delirante sia pure all’interno di una narrazione fraudolenta. E allora un piccolo sfondamento ucraino opportunamente preparato con le favole su Mosca in procinto di subire un’epica sconfitta, avrebbero dato alla provocazione nucleare una qualche logica, sia pure debole, malata ed episodica, ma sufficiente a passare presso un pubblico dove lo spirito critico è scomparso ormai da molto tempo. Ma così con la Russia che distrugge ogni giorno tonnellate di armi occidentali e che imperversa sui cieli  ucraini con missili e droni, l’uso di una testata sporca è completamente al di fuori di ogni senso: tuttavia un ordigno del genere potrebbe essere usato dalla Nato o da parti della Nato qualche giorno  prima delle elezioni di medio termine per creare uno scompiglio emotivo su elezioni già perse da Biden e dai democratici. Anche in questo senso e forse soprattutto in questo senso la bomba sarebbe sporca.

Ucraina, ora anche tra i democratici Usa c’è chi chiede la via diplomatica. Lettera di 30 deputati: “Cerchi un dialogo con la Russia”

Il Washington Post pubblica un documento firmato da 30 membri del congresso nel quale si chiede al presidente Biden di “raddoppiare gli sforzi per cercare un quadro realistico per un cessate il fuoco”. E’ il primo segno di discontinuità rispetto alla linea dell’amministrazione. Un atto che rischia di aumentare la pressione sulla Casa Bianca a pochi giorni dal voto di midterm

F. Q. | 24 OTTOBRE 2022

Esplosivo tradizionale collegato a materiale radioattivo: ecco cos’è una “bomba sporca” e perché è diversa dall’atomica

La strategia del pugno duro e del sostegno incondizionato a Kiev inizia a scricchiolare anche al di là dell’Atlantico. Se una settimana fa era stato il leader dei Repubblicani alla Camera, Kevin McCarthy, a dire che, in caso di vittoria del Grand Old Party al midterm, “non ci saranno più assegni in bianco per Kiev”, adesso a chiedere al presidente Biden di spingere per la via diplomatica e abbandonare la linea della fermezza sono anche una trentina di membri del Congresso americano di sponda democratica. Il Washington Post è infatti entrato in possesso di una lettera, pubblicata, nella quale i 30 deputati Dem invitano l’amministrazione a cambiare radicalmente la strategia sulla guerra in Ucraina e portare avanti negoziati diretti con la Russia, dato che Mosca ha più volte ribadito la volontà di discutere della pace con l’altra superpotenza coinvolta nello scontro. È la prima volta che membri di spicco del suo stesso partito chiedono a Biden di cambiare il proprio approccio sul conflitto, un tema che, fino a poche settimane fa, non sembrava nemmeno poter essere messo in discussione.

La missiva, con prima firmataria la deputata Pramila Jayapal, rischia adesso di aumentare la pressione sulla Casa Bianca, convinta di portare avanti la strategia della fermezza, a pochi giorni ormai dal voto di midterm nel quale la compagine democratica rischia di subire una sconfitta. Non basta, sostengono i 30 Democratici, fornire aiuto economico e militare all’esercito di Volodymyr Zelensky se parallelamente non si imprime una “spinta diplomatica proattiva, raddoppiando gli sforzi per cercare un quadro realistico per un cessate il fuoco”. Un invito che contrasta con la posizione assunta fino ad oggi da Biden in persona, il quale ha in più occasioni ribadito la necessità di arrivare a una pace solo alle condizioni stabilite da Kiev e non da attori esterni. Un approccio che, però, non concepisce alcuna exit strategy pacifica, dato che proprio Zelensky ha recentemente firmato un decreto presidenziale col quale ha vietato per legge ogni tipo di dialogo e contrattazione con Vladimir Putin.

“Più a lungo va avanti la guerra in Ucraina, maggiore è il rischio di un’escalation con effetti diffusi e devastanti“, ha detto Jayapal in una dichiarazione a The Post. “Non dovremmo farci illusioni sulla sfida che ci attende, ma io e i miei colleghi stiamo esortando l’amministrazione a impegnarsi in una spinta diplomatica. L’alternativa alla diplomazia è la guerra di lunga durata, con le sue certezze e i rischi catastrofici e inconoscibili”.

Una posizione meno rigida, quella dei Dem, rispetto alla frangia più oltranzista del Partito Repubblicano. Nella formazione di Biden non si mette in discussione il sostegno a Kiev, si chiede soltanto uno sforzo altrettanto importante per stimolare il processo di pace. Ben diverso da chi mette inizia a riconsiderare l’idea di fornire aiuti al governo ucraino a causa del loro costo e dell’aumento dei prezzi che questa situazione sta provocando anche negli States. “Se c’è un modo per porre fine alla guerra preservando un’Ucraina libera e indipendente, è responsabilità dell’America perseguire ogni via diplomatica per sostenere una tale soluzione che sia accettabile per il popolo ucraino”, continuano i membri del Congresso, tra i quali spiccano i nomi di Jamie RaskinAlexandria Ocasio-CortezCori BushRo Khanna e Ilhan Omar. Troppo presto, però, per parlare di una vera e propria spaccatura, sia per i toni usati che per le dimensioni del fenomeno, dato che la maggioranza del partito rimane allineato a Joe Biden. Ma con il voto imminente, la pressione sul presidente potrebbe aumentare velocemente.

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