TRUMP: “L’UE METTA DAZI SU INDIA E CINA PER LA PACE A KIEV” da IL FATTO
Trump: “L’Ue metta dazi su India e Cina per la pace a Kiev”
Marco Franchi 14 Settembre 2025
Il tycoon: “Basta acquisti di greggio dalla Russia”. E spinge l’Europa contro i Brics
Non è ancora un diktat, ma la pressione sta aumentando. Gli Stati Uniti vogliono che gli alleati si uniscano nell’imporre sanzioni pesanti, sotto forma di dazi, a Cina e India. Venerdì il sottosegretario al Tesoro Scott Bessent aveva sollecitato i colleghi del G7 in una conversazione telefonica. Ieri ci ha pensato direttamente Donald Trump: in un post sul suo social Truth ha chiesto ai Paesi Nato non solo di smettere di acquistare petrolio russo, ma anche di “imporre dazi dal 50% al 100% alla Cina, da ritirare completamente dopo la fine della guerra” in Ucraina. “La Cina ha un forte controllo, e persino una presa, sulla Russia, e questi potenti dazi spezzeranno quella presa – ha scritto il presidente Usa. – Se la Nato fa come dico, la guerra finirà rapidamente e tutte quelle vite saranno salvate! Altrimenti, state solo sprecando il mio tempo, e il tempo, l’energia e il denaro degli Stati Uniti”.
Dopo lo scoppio della guerra e le sanzioni alla Russia, Cina e India sono diventati i maggiori importatori di beni energetici russi (la loro quota sul totale supera il 50%): l’anno scorso la Cina ha acquistato 100 milioni di tonnellate di greggio da Mosca, quasi il 20% delle sue importazioni totali di energia; l’export di petrolio russo verso l’India ha invece raggiunto i 140 miliardi di dollari.
La mossa di Trump aprirebbe uno scontro senza precedenti con due dei maggiori Paesi dei Brics, proprio nel momento in cui gli Usa negoziano con Pechino un accordo commerciale per porre fine allo scontro avviato coi dazi ad aprile (in gran parte sospesi) e hanno in corso un braccio di ferro con Nuova Delhi a cui sono state imposte tariffe del 50%. L’idea della Casa Bianca è trascinare nello scontro anche l’Europa, che nel frattempo è diventata il maggior importatore di gas e petrolio americani dopo lo stop quasi totale agli acquisti dalla Russia.
La strategia espansiva statunitense nel mercato energetico europeo, oggi rilanciata attraverso il canale geopolitica, è stata chiaramente illustrata anche a Gastech, evento che si è tenuto a Milano nei giorni scorsi: gli Usa puntano a sostituire la Russia in tutto e per tutto, a iniziare dai contratti di lungo periodo per la fornitura del loro costoso Gas naturale liquefatto (Gnl) ai Paesi europei al posto del più conveniente gas russo via tubo e nave, che l’anno scorso pesava ancora per quasi il 19% dell’interno import europeo (Eni ed Edison, per citare solo le imprese italiane, hanno appena firmato un paio di lunghi contratti con fornitori americani).
Al contrario del gas, il petrolio russo è sotto embargo in Europa e gli acquisti residuali riguardano solo Ungheria e Slovacchia, che hanno ottenuto una parziale esenzione. È vero però che molti prodotti raffinati, basati su greggio russo ma lavorati altrove (in India ad esempio), entrano ancora in Europa, a non citare ovviamente le triangolazioni che “mascherano” il petrolio in arrivo dalla Russia (e che, altrettanto ovviamente, sono illegali). Come che sia, ieri Trump ha citato anche il petrolio tra le sue lagnanze: “Sono pronto a imporre sanzioni significative contro la Russia, a patto che tutti i Paesi della Nato accettino di farlo e che tutti i Paesi della Nato SMETTANO DI ACQUISTARE PETROLIO DALLA RUSSIA” (maiuscole sue). Gli Usa, è appena il caso di ricordarlo, hanno una quota del mercato europeo superiore al 15%.
L’Ue finora non pare aver preso troppo sul serio le nuove pressioni Usa: neanche una parola sugli acquisti di petrolio, mentre sui dazi a Cina e India un portavoce della Commissione ha ricordato che le sanzioni Ue contro la Russia “non si applicano extraterritorialmente, seguendo un principio di lunga durata”. Tradotto: non sono sanzioni secondarie, cioè quelle che chiede Trump. Anche Antonio Tajani ha tagliato corto: “Mi pare difficile che l’Europa possa imporre dazi al 100% al Cina e all’India”. Per il ministro degli Esteri, “è meglio prima sanzionare la Russia che sanzionare chi compra petrolio dalla Russia. Lo ha detto lo stesso Trump: serve infliggere sanzioni finanziarie al fine di impedire che arrivino altri soldi per finanziare la guerra da parte di Putin”.
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