LAVORARE IN GRUPPO da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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LAVORARE IN GRUPPO da IL MANIFESTO

Finalmente lavorare in gruppo

I BAMBINI CI PARLANO. La rubrica in ascolto della voce dei piccoli. A cura di Giuseppe Caliceti

Giuseppe Caliceti  29/12/2022

Finalmente quest’anno, dopo gli anni col Covid dove dovevamo tenere delle distanze di sicurezza, abbiamo provato a lavorare in un modo diverso qui in classe. Mi dite quali sono le differenze tra i due modi di lavorare?

«Perché adesso siamo in gruppi, come delle isole di banchi, sette isole, anzi, sei isole. Invece gli altri anni, quando venivamo qui in classe e non eravamo a casa con la Did, noi dovevamo ugualmente stare a distanza, uno diviso dell’altro, un banco diverso dall’altro».

«Per non ammalarci col Covid, per avere una distanza di sicurezza, poi portavamo anche le mascherine e invece ora possiamo non portarle più perché non c’è più il Covid e spero che non ritorni più».

«A me a fare la scuola a casa non piaceva perché non facevamo mai la ricreazione».

«Una regola è che in gruppo si può copiare uno dall’altro o dall’altra, perché poi copiare non vuol dire fare qualcosa di male, di bello, perché vuol dire aiutarsi uno con l’altro».

«A me piaceva di più con i banchi separati perché facevo prima a finire i miei esercizi, invece adesso mi tocca aiutare chi non è bravo come me ed è molto lento».

«Però dopo non sapevi cosa fare e ti annoiavi o perdevi tempo o ci davi fastidio o ti davi delle arie».

«Una regola di questo lavoro del gruppo è che ognuno ha un ruolo. Per esempio, io sono il capogruppo, poi c’è il responsabile del tempo che deve guardare l’orologio per non perdere troppo tempo, poi… Poi c’è il responsabile dell’ordine che deve aiutare a tenere sempre in ordine sopra i banchi e sotto i banchi. Non solo il suo, ma anche quelli degli altri del suo gruppo».

«Anche il responsabile del silenzio, c’è. Per me il responsabile del silenzio è il più difficile perché nel gruppo è più difficile fare silenzio».

«Per me quando eravamo divisi banco per banco eravamo più soli».

«Per me da soli eravamo più separati, più silenziosi. Però v’era anche più silenzio, forse».

«Però uno non è capogruppo per sempre. Perché ogni mese si cambiano i gruppi e i responsabili e i capogruppo e devono farlo un po’ tutti il capogruppo. Cioè, uno che lo ha già fatto in un mese non può rifarlo anche il mese dopo».

«Poi il capogruppo si fa con le votazioni, chi è più votato dagli altri del gruppo».

«Poi ci sono i colori del gruppo. Ci sono i gruppi rossi, blu, verde, bianco, eccetera. Ogni due ore di lezione le maestre mettono tre o due o un punto ai tre gruppi migliori. Come alle premiazioni: la medaglia di bronzo, di argento o la prima, la medaglia d’oro». «Poi a fine mese si fa la somma e si capisce chi ha vinto e anche gli altri».

«E ci sono i premi per tutti e tre. O delle matite, delle caramelle, degli elastici, dei fogli colorati per disegnare, dei Finder, delle gomme… Robe così…».

«Però per il voto, quando si fanno i lavori di gruppo invece che da soli, il voto è uguale per tutti quelli del gruppo. Si sommano tutti gli errori. Per questo, prima di farsi correggere, è meglio scambiarsi i quaderni e magari trovarsi degli errori che uno non aveva visto».

«Però non vince chi finisce prima o fa meno errori, ma anche come lavora: se lavorano tutti quelli del gruppo, se non bisticciano, se fanno silenzio, poi anche se sono corretti e fanno meno errori, si capisce, o anche se non sono troppo lenti, ma non solo gli errori, non si contano solo gli errori».

«Poi se uno del gruppo fa qualcosa di male, o anche tutto il gruppo urla o fa piangere qualcuno, dopo i maestri e le maestre possono anche cancellare dei punti».

«Noi ne facciamo tanti di gruppi, ma poi li perdiamo sempre per colpa di L.».

«Però bisogna stare attenti a tutti».

Ma vi piace più lavorare insieme o separati?

«Insieme. Insieme è più bello, ma anche più difficile perché è più facile bisticciare o fare confusione».

«Insieme, perché si può copiare e aiutarsi».

«Per me da solo perché poi non ho bisogno molto di aiuto e sono sempre io che devo quasi sempre aiutare gli altri».

«Insieme è molto più bello, più divertente».

«Anche per me, fare le cose insieme è più bello che fare sempre da soli. Poi ogni tanto puoi fare anche delle battute per ridere un po’».

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