L’ATTACCO RUSSO È UNA GRAN BALLA da IL FATTO
L’attacco russo è una grande balla
NATO IN MUTANDE – È stato lo stesso Putin a dire che l’“al lupo al lupo” delle cancellerie occidentali sulle minacce del Cremlino alla Nato e all’Ue è infondato e serve a estorcere denaro per continuare ad armare Kiev
RANIERO LA VALLE 2 APRILE 2024
Molte cose inquietanti sono successe nel Venerdì Santo di questo 2024. La lettura dei giornali quel giorno ha dispensato a piene mani, in modo irresponsabile e minatorio insieme, previsioni di morti e di disperazioni di massa.
Innanzitutto ha risuonato una chiamata alle armi del premier polacco Donald Tusk: secondo lui la guerra non è più, per l’Europa, una cosa del passato, essa è già reale, dura da più di due anni e ogni scenario è possibile; e benché ciò sia “devastante”, soprattutto per i più giovani, dobbiamo abituarci (e abituare anche loro) a “una nuova era prebellica”. Però a questa guerra ancora non siamo pronti, sicché i prossimi due anni saranno decisivi per riarmarci e per investire nella “difesa” almeno il 2% del Pil, se non addirittura, come fa la Polonia, il 4%.
Non è chiaro perché dovremmo fare questa guerra; ciò che si dà per scontato su Repubblica sono le “minacce sempre più fosche da Mosca”; per il premier polacco è decisivo il fatto che nel destino dell’Ucraina, di cui non si può nemmeno ipotizzare che perda la guerra, è compreso il destino non della sola Polonia e dell’Ue, ma dell’intero Occidente. In ogni caso ciò che è più importante per la sicurezza europea è il “Triangolo di Weimar” (Polonia, Francia e Germania); a essere chiamata in causa è però anche l’Italia: il leader polacco non ha dubbi sull’Italia ed è stato colpito dalla “passione” con cui Giorgia Meloni “ha difeso le scelte filoucraine nel Parlamento italiano”. Ma, paradossalmente, è proprio il destino dell’Ucraina che è sacrificato, perché mentre si vuole che combatta fino alla fine, le si toglie poi il pane per vivere: Tusk dice di dover difendere i propri contadini e camionisti, che sul confine sono in lotta con quelli ucraini per non farne entrare i prodotti, e chiede al Consiglio Ue e ottiene da Francia, Italia e Austria di negare a Kiev i benefici del libero scambio: le armi passino, ma le dogane restino.
Ma perché questa ineluttabilità della guerra? Secondo Repubblica ci sono prove incontestabili dell’escalation che ci starebbe portando al confronto finale. La prima prova sarebbe il missile caduto in territorio polacco il 15.11.2022 uccidendo due persone. Si credette che fosse russo, ma poi risultò – spiega Repubblica – che era della contraerea ucraina: e allora dov’è l’escalation? La seconda sarebbe il ritrovamento in Romania, il 6.9.2023, dei rottami di un sospetto drone russo, che secondo il governo avrebbero “seriamente violato” la sovranità di un Paese Nato. Il terzo casus belli sarebbe un razzo russo che il 24.3.2024 avrebbe violato “brevemente” lo spazio aereo della Polonia: “Eravamo pronti a intercettarlo”, si è gloriato il ministro della Difesa polacco. E questi sarebbero precedenti da terza guerra mondiale? Un altro precedente è stato offerto lo stesso giorno da due caccia italiani che hanno intercettato, per conto di Polonia e Nato, due Iliuscin russi che volavano sulle acque internazionali del mar Baltico: ma non avevano “intenzioni ostili”, come hanno riconosciuto le autorità occidentali, sicché a essere ostili si sono dimostrati piuttosto gli aviogetti italiani. Per combattere questa guerra, spiega nello stesso tempo il Corriere su fonti Nato, ci vorranno 300.000 uomini sul fianco est dell’Europa; 100.000 sarebbero già in Polonia, gli altri 200.000 dovrebbero essere schierati entro giugno, compresi gli italiani (così l’Ue potrebbe inaugurare le sue Forze Armate insieme al suo nuovo Parlamento).
Queste sono le notizie che ci sono state fornite il Venerdì Santo, quasi a inglobare in un’unica morte quella di Gesù e quella promessa a popoli interi. Secondo il leggiadro frasario fornito dai giornali, potrebbe anche trattarsi non di drammatiche prospettive, ma di “pura propaganda, anzi sterco” da non prendere sul serio. Il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa, John Kirby ha spiegato: “Mio nonno diceva che i migliori venditori di letame ne hanno sempre un campione in bocca. I funzionari russi sono dei bravi venditori”. La portavoce del ministro degli Esteri russo, Maria Zacharova, gli ha risposto che averlo in bocca non è abitudine dei russi, ma degli americani: “Ora è chiaro perché negli Usa si dice lavarsi la bocca col sapone”. A completare la giornata è venuto infine ciò che Putin ha detto parlando a braccio in un incontro coi piloti dell’aeronautica militare russa nella regione occidentale di Tver, e poiché, come dicevano i latini “audiatur et altera pars”, è bene sapere che cosa ha detto davvero, secondo una trascrizione letterale delle sue parole:
“Nel 2022 gli Usa hanno speso per la difesa 811 miliardi di dollari e la Federazione russa 72 miliardi: la differenza è evidente, più di 10 volte. Il 39% della spesa globale per la difesa è degli Usa, quella russa è il 3,5%. E (…) noi combatteremmo contro la Nato? È una sciocchezza. Inoltre cosa stiamo facendo adesso con la nostra operazione militare speciale? Proteggiamo la nostra gente che vive nei nostri territori storici. Se dopo il crollo dell’Unione Sovietica, come proposto dalla Russia, si fossero costruite relazioni di sicurezza completamente nuove in Europa, non sarebbe successo niente di simile a oggi: terremmo semplicemente conto dei nostri interessi nel campo della sicurezza, di cui parliamo anno dopo anno, da decennio a decennio: ma solo completa ignoranza. Sono arrivati direttamente ai nostri confini. Ci stavamo forse muovendo verso i confini dei Paesi del blocco Nato? Non abbiamo toccato nessuno. Si stavano muovendo verso di noi. Abbiamo attraversato l’oceano fino ai confini Usa? No, si stanno avvicinando a noi, e si sono avvicinati. Che cosa stiamo facendo? Proteggiamo solo la nostra gente nei nostri territori storici. Pertanto ciò che dicono sul fatto che attaccheremo l’Europa dopo l’Ucraina è una totale assurdità. Intimidiscono la loro popolazione al solo scopo di estorcerle denaro (…). La loro economia si sta contraendo e il tenore di vita sta calando (…): hanno bisogno di giustificarsi, quindi spaventano la loro popolazione con una possibile minaccia russa (…). La Nato è l’organizzazione del blocco nord-atlantico: dove sta andando ora? Si sta diffondendo nell’Asia del Pacifico, nel Medio Oriente, in altre regioni e sta già entrando in America Latina. E tutto con vari pretesti (…) trascinando i loro satelliti europei. Quelli credono che tutto ciò corrisponda in qualche modo ai loro interessi nazionali. Hanno paura di una Russia grande e forte, anche se lo fanno invano. Noi non abbiamo intenzioni aggressive nei confronti di questi Stati. Non avremmo mai fatto nulla in Ucraina se non ci fosse stato un colpo di Stato e poi le operazioni militari nel Donbass. Hanno iniziato la guerra nel 2014, hanno usato semplicemente l’aviazione, tutti hanno visto questi bombardamenti quando hanno colpito Donetsk, una città pacifica, con missili dal cielo. Ciononostante abbiamo accettato gli accordi di Minsk. Poi si scopre che ci hanno imbrogliati ritardando di otto anni e alla fine ci hanno costretti a passare a un’altra forma di protezione dei nostri interessi e della nostra gente. Pertanto è una totale assurdità la possibilità di un attacco ad altri Paesi, alla Polonia, agli Stati baltici e stanno spaventando pure i cechi. Sciocchezze. Un altro modo per ingannare la propria popolazione ed estorcerle spese aggiuntive. Null’altro. Domanda: i Paesi Nato stanno pianificando di fornire i caccia all’Ucraina: i media stanno discutendo del fatto che gli F-16 saranno utilizzati nella zona dell’operazione militare speciale contro truppe e strutture russe, anche dal territorio dei Paesi della Nato. Ci sarà permesso di colpire questi obiettivi negli aeroporti della Nato? Se consegnano gli F-16, e pare che stiano addestrando i piloti, questo non cambierà la situazione sul campo di battaglia e distruggeremo i loro aerei come ora distruggiamo i loro carri armati, i veicoli corazzati e altre attrezzature compresi i sistemi di razzi a lancio multiplo. Naturalmente se partono da aeroporti di Paesi terzi, diventano per noi un obiettivo legittimo, non importa dove si trovino; e gli F-16 sono anche portatori di armi nucleari, e dovremo tenerne conto anche quando organizzeremo l’opera di combattimento”.
Dunque Putin, dal quale dovrebbe venire la guerra in Europa, è il primo a non crederci. Ci crede di più la Polonia. Forse tocca a noi salvarla, non indurla in tentazione, impedire che faccia la fine dell’Ucraina.
Guerra. Le previsioni fasulle di Draghi e le analisi azzeccate di noi “putiniani”
alessandro orsini 2 APRILE 2024
È giunto il momento di giudicare Mario Draghi e i “draghiani” come Carlo Calenda, Enrico Letta e molti altri. Draghi aveva fatto sette promesse agli italiani in cambio del sostegno all’esecrazione della diplomazia per sconfiggere la Russia con l’invio di armi.
La prima promessa di Draghi assicurava che l’invio di armi avrebbe protetto la vita degli ucraini. In sintesi, più armi italiane, meno morti ucraini. È accaduto esattamente il contrario. L’enorme investimento della Nato nella guerra ha causato un investimento ancor più grande da parte della Russia e quindi un numero spropositato di morti tra gli ucraini e distruzioni smisurate. Questa rubrica l’aveva previsto, ma per il Corriere della Sera, che ha sbagliato tutte le previsioni con una regolarità statistica stupefacente, era “putinismo”. La seconda promessa di Draghi assicurava che l’invio di armi italiane avrebbe avvicinato la pace. È accaduto esattamente il contrario. L’investimento della Nato nella guerra ha aggravato la guerra, al punto che oggi si teme uno scontro nucleare. Questa rubrica l’aveva previsto, ma era “putinismo”. La terza promessa di Draghi assicurava che le sanzioni avrebbero mandato la Russia in bancarotta sovrastata dall’economia europea. È accaduto esattamente il contrario. Il Pil della Russia è cresciuto mentre Germania e Unione europea sono andate in recessione. Questa rubrica l’aveva previsto, ma era “putinismo”. La quarta promessa di Draghi e draghiani assicurava che il prolungamento della guerra avrebbe provocato il crollo dell’industria militare della Russia sovrastata da quella della Nato. È accaduto esattamente il contrario. L’industria militare della Russia sovrasta quella della Nato. Questa rubrica aveva detto: “La Russia sta combattendo con una mano dietro la schiena”, ma era “putinismo”. La quinta promessa dei draghiani assicurava che le sanzioni avrebbero azzerato i consensi di Putin in procinto di essere rovesciato. È accaduto esattamente il contrario. La Nato ha spinto i russi a compattarsi intorno a Putin dilagante nei consensi. Questa rubrica l’aveva previsto, ma era “putinismo”. La sesta promessa di Draghi assicurava che l’invio di armi avrebbe consentito all’Ucraina di spazzare via la Russia con una controffensiva strabiliante. È accaduto esattamente il contrario. I russi hanno falcidiato gli ucraini. Questa rubrica l’aveva previsto, ma era “putinismo”. La settima promessa di Draghi è che l’Occidente avrebbe ottenuto l’isolamento della Russia. È accaduto esattamente il contrario. La Russia è sempre più integrata nel sistema internazionale con amici potentissimi. Questa rubrica l’aveva previsto, ma era “putinismo”.
Guido Crosetto ha raccolto l’eredità di Draghi. Entrambi sono stati liberi di inviare tutte le armi che hanno voluto in gran segreto. Il fallimento delle loro politiche è solare. Tuttavia, il 99% della stampa italiana e delle trasmissioni radiofoniche e televisive non lo dice. Il che rende evidente la corruzione dell’informazione in Italia, compenetrata dal potere politico. L’osservazione sociologica mostra che il sistema dell’informazione in Italia sulla politica internazionale svolge la stessa funzione sociologica che svolge in Iran, Cina, Russia, Siria e Corea del Nord: la funzione di diffondere la propaganda nelle case degli italiani diffamando gli studiosi che ragionano in base ai fatti.
Alla luce dell’evidenza empirica, vorrei capire in che senso e in quale ambito Draghi sarebbe il “migliore”, al punto che molti leader di partito continuano a indicarlo come una risorsa per il futuro dell’Italia.
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