LA LISTA DELLA SPESA PER LA GUERRA: HIP, HIP, “RIP”! da 18BRUMAIO BLOG
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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LA LISTA DELLA SPESA PER LA GUERRA: HIP, HIP, “RIP”! da 18BRUMAIO BLOG

La lista della spesa per la guerra e a sostegno dei massacri

 Olympe de Gouges  26 marzo 2024

Dopo il voto bipartisan alla Camera di venerdì scorso, e dopo quello del Senato di sabato, il disegno di legge di bilancio è stato firmato lo stesso giorno dal presidente Joe Robinett Biden. Prevede il più massiccio stanziamento della storia per le spese militari statunitensi. Pochi minuti dopo aver firmato il disegno di legge, Biden ha chiesto alla Camera di adottare un disegno di legge supplementare sulla sicurezza nazionale precedentemente approvato dal Senato, che comprende oltre 60 miliardi di dollari per l’esercito ucraino, oltre 14 miliardi di dollari per Israele e raddoppia i finanziamenti militari a Taiwan.

Nella lista della spesa federale sono inclusi i finanziamenti per l’Immigration and Customs Enforcement (ICE) per espandere le proprie strutture di custodia di altri 42.000 posti letto. Il disegno di legge prevede inoltre finanziamenti per altri 2.000 agenti della polizia di frontiera e taglia i finanziamenti del 20% alle organizzazioni non governative che forniscono servizi sociali agli immigrati.

Dei 1.200 miliardi di dollari stanziati a sei dipartimenti federali, il Pentagono ne ha rivendicato più di due terzi, circa 825 miliardi di dollari. Il disegno di legge di bilancio separato firmato da Biden l’8 marzo, per gli altri sei dipartimenti federali, prevede 23,8 miliardi di dollari per i programmi statunitensi sulle armi nucleari gestiti dal Dipartimento dell’Energia.

Alcuni dettagli su come verranno investiti questi soldi in gioiellini di guerra: 33,5 miliardi di dollari per costruire otto navi, altri miliardi per la costruzione di 86 aerei da combattimento F-35 e 24 F-15EX, nonchè 15 navi cisterna KC-46° (si guarda lontano). Altri 2,1 miliardi di dollari sono stanziati per l’“Arma ipersonica a lungo raggio dell’esercito” e il “Sistema di arma ipersonica convenzionale a attacco rapido della Marina”. Quindi contratti pluriennali per sei sistemi missilistici avanzati: il missile d’attacco navale, il sistema missilistico a lancio multiplo guidato, il Patriot Advanced Capability-3, il missile anti-nave a lungo raggio, il missile aereo congiunto, missili di superficie e missili aria-aria avanzati a medio raggio.

La legge fornisce ai funzionari del Dipartimento della difesa la libertà di negoziare contratti pluriennali per i sottomarini di classe Columbia e Virginia. La classe Virginia è focalizzata sulla guerra antinave/antisommergibile, la classe Columbia sostituirà la piattaforma di attacco nucleare della classe Ohio e sarà dotata di 16 tubi per il lancio dei missili balistici Trident II D5 (ho già accennato in un post recente sulle capacità distruttive di questi missili).

Allo stesso tempo, la legge vieta “che qualsiasi finanziamento dei contribuenti vada all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione (UNRWA)” ed elimina i finanziamenti alla “Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite contro Israele”. La legge obbliga l’Autorità Palestinese a non avviare o sostenere alcuna indagine della Corte Penale Internazionale contro cittadini israeliani “per presunti crimini contro i palestinesi” se desidera qualsiasi sostegno economico da parte degli Stati Uniti.

La spesa militare totale degli Stati Uniti, anche sulla base delle cifre disponibili al pubblico, fa impallidire quella di qualsiasi possibile combinazione di paesi. Gli Stati Uniti da soli rappresentano quasi il 40% della spesa militare totale mondiale, equivalente in classifica a quella dei successivi 11 paesi messi insieme. Rispetto al totale statunitense di 877 miliardi di dollari per il 2022, l’ultimo anno per il quale sono disponibili dati globali completi, lo Stockholm International Peace Research Institute ha stimato che la Cina ha speso 292 miliardi di dollari e la Russia, in guerra, 86,4 miliardi di dollari.

La spesa combinata degli alleati americani della NATO, più di 300 miliardi di dollari, degli alleati asiatici degli Stati Uniti nel cosiddetto Quad (India, Giappone e Australia, 160 miliardi di dollari messi insieme), e degli stati clienti degli Stati Uniti nel Medio Oriente (Arabia Saudita, Israele, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, 130 miliardi di dollari messi insieme), non lascia dubbi in proposito: con queste cifre, non c’è modo di valutare la posizione militare americana come qualcosa di diverso da un programma per la guerra mondiale.

Un articolo del Financial Times (FT) di ieri riportava che gli Stati Uniti e il Giappone stanno “pianificando il più grande miglioramento della loro alleanza di sicurezza da quando hanno firmato un trattato di mutua difesa nel 1960”. Il rafforzamento del patto in preparazione ad una guerra guidata dagli Stati Uniti contro la Cina sarà annunciato, secondo il FT, quando il presidente americano ospiterà il primo ministro giapponese Fumio Kishida alla Casa Bianca il prossimo 10 aprile.

Il Giappone ospita il più grande contingente statunitense di qualsiasi altro paese al mondo, con circa 55.000 addetti di tutti i rami delle forze armate – Esercito, Marines, Marina e Aeronautica – ospitati in basi permanenti in tutto il paese. Allo stesso tempo, i governi del Giappone hanno indebolito le restrizioni imposte dalla sua Costituzione alle forze armate.

A dicembre, il governo Kishida ha annunciato il raddoppio delle spese militari e sta acquisendo armi offensive, compreso l’acquisto di missili da crociera come il Tomahawk della Lockheed Martin e il Joint Air-to-Surface Standoff Missile (JASSM). Prevede inoltre di produrre i propri aerei da combattimento avanzati in collaborazione con il Regno Unito e l’Italia, oltre ai caccia F-35 acquistati dagli Stati Uniti.

Il conflitto tra le maggiori potenze non può che avvenire con le armi più avanzate, comprese quelle nucleari, e richiede ovviamente il più stretto coordinamento in tempo reale. A complemento di una più stretta cooperazione con gli Stati Uniti, l’anno prossimo le forze armate giapponesi istituiranno anche un “Comando operativo congiunto”.

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