“IL VIZIETTO” da RETE AMBIENTALISTA
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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“IL VIZIETTO” da RETE AMBIENTALISTA

Il vizietto di Mattarella.

La guerra scatenata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina sta riportando indietro di un secolo l’orologio della storia. Non possiamo arrenderci a questa deriva. Da qui il sostegno senza riserve a Kyiv. La Repubblica – con i Paesi democratici con cui si è alleata per costruire un ordine internazionale più equo e inclusivo – ha testimoniato fermamente, con la sua politica estera, la vocazione di pace, in coordinamento con le Nazioni Unite, con le iniziative dell’Unione Europea e dell’Alleanza Atlantica. Nello svolgimento di questa politica le Forze Armate hanno svolto un ruolo rilevante”.

“Sostegno senza riserve” di Sergio Mattarella,  che continua a confondere Nato con Onu, come fece nel 1999 da Ministro della Difesa  del governo D’Alema bombardando la Jugoslavia  con l’operazione Nato Allied Force. Fu il  primo vero episodio di interventismo militare italiano dal secondo dopoguerra. A disprezzo della Costituzione.

E nel 1999 Palazzo Chigi ricevette dalla Nato un documento con cui si mettevano in guardia i paesi dell’Alleanza contro i rischi possibili di metallo pesante residuale in veicoli corazzati, infatti, i militari italiani inviati nei Balcani,  senza istruzioni e protezioni, si sono ammalati a causa dell’uranio impoverito e stanno oggi morendo lentamente, curati da medici-ricercatori italiani in Inghilterra mentre in Italia si tagliano continuamente i fondi per la sanità e si continua a sprecare denaro pubblico in armamenti.

La posizione del Movimento per la pace fin dagli anni ’80.

“Siamo da tempo in una fase in cui Russia e Cina vengono accerchiate militarmente dagli Stati Uniti. Da 20 anni Mosca dice che l’Ucraina non deve essere ammessa alla NATO. Ciò significa che nessun missile statunitense può essere schierato sul confine ucraino-russo. Questi interessi di sicurezza sono stati costantemente ignorati. Questo è uno dei motivi principali per cui è scoppiata la guerra in Ucraina. L’argomento secondo cui ogni stato può decidere da solo a quale alleanza aderire è falso. Tutti sanno che gli Stati Uniti non accetterebbero mai l’ingresso di Cuba in un’alleanza militare con la Russia, o il dispiegamento di missili russi al confine degli Stati Uniti con il Messico o il Canada. In fin dei conti, non si tratta solo di annessione alla NATO. La domanda cruciale è: si possono piazzare missili ai confini di una potenza nucleare che non ha così il tempo di allerta? Questo era già un grosso problema nel movimento per la pace degli anni ’80. A quel tempo si trattava di affrontare il tema del dislocamento di razzi Pershing II in Germania, contro il quale abbiamo dimostrato. Il tempo del loro volo per Mosca sarebbe stato di soli dieci minuti. Dal confine ucraino-russo, il tempo di volo è molto inferiore”.

Queste affermazioni sono di Oskar Lafontaine, in Germania già presidente della SPD e oggi esponente della Linke. Insomma, è una guerra che come sempre è pagata con sanzioni ai più poveri e che invece potrebbe risolversi con referendum Onu nelle zone contestate. Verrebbe da dire: la guerra se la facciano Biden e Zelensky con Putin, se non fosse ai nostri confini e con le bombe atomiche sul suolo italiano.

Come è cominciata la guerra e quando finirà.

Cosa sarebbe successo se gli accordi di Minsk del 2014 fossero stati rispettati da Russia e Ucraina? Cosa sarebbe successo se la Nato avesse rinunciato ad annettersi tutti gli Stati dell’ex dominio sovietico? Chi avrebbe dovuto mediare nei mesi scorsi tra l’aggressore Russia e la sempre più armata Ucraina? Secondo Guido Viale è importante risalire indietro nel tempo per misurarsi con il presente e proiettarsi nel futuro. Tuttavia, questo esercizio diventa ricco di senso se parte da due presupposti, spesso dimenticati. Il primo: la guerra non è un evento ma un processo e comincia ben prima del suo scoppio. Il secondo: anche la pace è un processo. E non ha mai fine. Che cosa sarebbe successo se, di fronte all’invasione dell’Ucraina, giunta fino a Kiev, Zelenski fosse fuggito, o si fosse arreso? O la Nato non gli avesse fornito tutte le armi che gli ha messo a disposizione? È l’argomento “forte” che tutti i favorevoli a riempire di armi l’Ucraina ritengono risolutivo. Non si può non rispondere. Ma l’alternativa a una resa di Zeleski non è, e non era nemmeno allora, la resa di Putin. Questa è la visione di chi nel proprio orizzonte non ha che la guerra. Leggi tutto

Nuove bombe tattiche nucleari a Ghedi e Aviano.

Gli Stati Uniti hanno deciso di accorciare i tempi del dispiegamento delle nuove bombe nucleari tattiche B61-12 potenziate in Europa sostituendo le B61 più “vetuste”. Dunque anche in Italia ed in particolare nelle basi militari di Ghedi (Brescia) ed Aviano (Pordenone). Le nuove bombe dovrebbero essere consegnate alle basi NATO in Europa entro dicembre e non più nella primavera del 2023 come precedentemente previsto. A segnalarlo è il giornale statunitense Politico, citando un cablogramma diplomatico statunitense che rivela quanto riferito da funzionari statunitensi agli alleati della NATO durante una riunione a porte chiuse svoltasi a Bruxelles nei giorni scorsi. La sostituzione delle vecchie bombe nucleari con quelle nuove richiederebbe l’autorizzazione del Parlamento, ma non sembra che siano venute – nè dal governo nè dalle opposizioni – avvisaglie in tal senso. (Continua)

La Sicilia piattaforma di guerra USA e NATO nel Mar Nero.

Drone USA vola da Sigonella in Crimea nelle ore dell’attacco ucraino alla flotta russa:  smentito. Ma tuttavia documentato il volo sulle acque prossime alla Crimea, nelle stesse ore, di un grande drone-spia Global Hawk di US Air Force decollato dalla base siciliana di Sigonella. Il ruolo belligerante di NAS Sigonella è stato rivelato già in occasione dell’affondamento della nave ammiraglia della flotta russa, la fregata lanciamissile “Moskva” lo scorso 14 aprile, quando un pattugliatore Poseidon di US Navy di stanza in Sicilia seguì tutte le fasi dell’attacco ucraino, fornendo in particolare le coordinate nautiche della nave da guerra.

Quel Movimento: “La seconda superpotenza mondiale”.

Venti anni fa Firenze ospitava il primo Forum Sociale Europeo. Un anno dopo la grande violenza di stato a Genova, il movimento altermondialista diede vita al suo più grande incontro europeo, pacifico e di massa, accolto in una città aperta e accogliente. A Firenze venne promossa la più grande manifestazione mai realizzata al mondo, il 15 febbraio 2003, contro la guerra in Iraq: 110 milioni di persone in piazza in tutto il pianeta. Il New York Times definì quel movimento “la seconda superpotenza mondiale”. In un momento tragico per la storia europea, organizzazioni e reti sociali di tutta Europa si sono incontrate  di nuovo a Firenze dal 10 al 13 novembre. Centinaia di attivisti, in rappresentanza di più di 150 organizzazioni italiane, europee e internazionali, per darsi maggiore forza ed efficacia di fronte alle grandi sfide dell’oggi.

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