I SEGRETI DEL PATTO CON KIEV. VIGNARCA: “PERICOLOSO E CONTRO LA LEGGE” da IL FATTO e BLONDETBLOG
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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I SEGRETI DEL PATTO CON KIEV. VIGNARCA: “PERICOLOSO E CONTRO LA LEGGE” da IL FATTO e BLONDETBLOG

Intervento rapido, opacità sulle armi ed esercitazioni. I segreti del patto con Kiev

MELONI CI LEGA ALL’UCRAINA PER 10 ANNI – Il testo. Intesa valida anche in caso di fine delle ostilità: se Mosca attacca, l’Italia si attiva in 24 ore. Zelensky: “Da voi troppi filo-Putin”

GIACOMO SALVINI  26 FEBBRAIO 2024

Un accordo di cooperazione nel campo della Sicurezza che legherà l’Italia e l’Ucraina per i prossimi dieci anni – anche se la guerra con la Russia dovesse finire prima – e imporrà a Roma di intervenire in sostegno di Kiev entro 24 ore in caso di nuovo attacco di Mosca e di continuare a fornire aiuti economici e militari al governo ucraino. Inoltre l’Italia si impegna per favorire il processo di ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea e nella Nato. Sono questi i punti centrali dell’accordo firmato sabato a Palazzo Mariinskij dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky: ieri quest’ultimo ha ringraziato la premier spiegando però che ci sono “troppi filo-Putin in Italia e bisognerebbe levargli il visto. Stiamo preparando una lista di chi fa propaganda per Mosca”, ha aggiunto. Chissà se si riferisce a Matteo Salvini.

Il testo del patto – 15 pagine per 20 articoli – è stato pubblicato solo ieri sul sito del governo italiano ed è frutto del lavoro della presidenza del Consiglio: le trattative sono state portate avanti interamente dal consigliere diplomatico di Meloni, Fabrizio Saggio, tagliando fuori il ministero degli Esteri di Antonio Tajani. In molti punti il testo è quasi identico agli accordi firmati nelle ultime settimane da Francia, Germania, Gran Bretagna e Canada.

L’accordo è formato da otto parti, oltre a un preambolo iniziale in cui si ribadisce la condanna dell’invasione Russa del 24 febbraio 2022. L’accordo è decennale e, come ha spiegato Tajani in commissione Esteri, non sarà giuridicamente vincolante: quindi non passerà dal Parlamento per la ratifica.

Il primo articolo si concentra sulla cooperazione nell’ambito della Difesa e prevede una specificità rispetto agli accordi degli altri Paesi: l’Italia non comunica quante e quali tipologia di armi ha mandato finora, quanto ha speso e quanto ha intenzione di spendere anche per rimpiazzare equipaggiamenti e munizioni tolti alla nostra Difesa. Il comma 6 si limita a specificare che l’Italia ha inviato “8 pacchetti di armi all’Ucraina nel 2022 e nel 2023” e intende “mantenere lo stesso livello di supporto nel 2024”. Quale? Non è chiaro: questo sarà “determinato nel dettaglio attraverso le consultazioni tra i partecipanti e tenendo conto delle esigenze dell’Ucraina”. Un’assenza di trasparenza rispetto agli accordi firmati dagli altri governi: in quello tedesco, per fare solo un esempio, vengono specificate le tipologie di armi inviate e i soldi stanziati finora: circa 16 miliardi tra il 2022 e il 2024. Nell’accordo sono quantificati solo i fondi spesi extra armi, circa 2 miliardi: 110 milioni per il sostegno al bilancio, 200 per prestiti agevolati, 100 milioni per gli aiuti umanitari, 820 per il sostegno ai rifugiati ucraini in Italia, 400 per il sostegno macro finanziario, 213 per sostegno allo sviluppo, 200 per la sostenibilità energetica. Un funzionario di governo fa sapere che non era possibile indicare fondi e tipologia di armi perché l’Italia secreta gli aiuti.

L’articolo 4 si concentra sull’addestramento e le esercitazioni dell’esercito ucraino. Oltre alla missione europea EUMAM, si prevede anche una postilla ulteriore: la possibilità che l’esercito italiano possa condurre esercitazioni combinate “in Italia e in Ucraina” per “supportare il processo di standardizzazione e interoperabilità” dell’esercito ucraino. Diversamente da quel che avviene oggi, l’esercito di Roma potrà addestrare e fare esercitazioni in territorio ucraino “appena la situazione lo permetterà”.

La parte sulle “future aggressioni” però è quella più discussa. Come l’accordo firmato con gli altri Paesi, si specifica che in caso di nuovo attacco armato della Russia all’Ucraina da qui ai prossimi dieci anni, Italia e Ucraina “si consulteranno entro 24 ore per determinare le misure e le opportune misure successive necessarie per contrastare o contenere l’aggressione”. Roma si impegna a fornire aiuto nel campo della “sicurezza e difesa, industria della difesa, sviluppo militare ed economico”. Una sorta di obbligo che ricorda l’articolo 5 della Nato secondo cui tutti i Paesi devono intervenire in difesa di uno dei membri, se attaccato. L’accordo contiene anche un impegno economico: l’industria della Difesa interagirà con quella Ucraina “per sostenerla nel ripristino della produzione nazionale di attrezzature, materiali e munizioni”. Roma vuole inserirsi anche nella ricostruzione: nel 2025 ospiterà la Conferenza internazionale.

Accordo con Kiev, Vignarca: “Pericoloso e contro la legge: Roma vuol solo continuare la guerra”

COORDINATORE DELLA RETE PACE E DISARMO – “L’Ucraina in questo momento avrebbe bisogno di ben altro aiuto dall’Italia e dall’Unione Europea”

FQ  26 FEBBRAIO 2024

Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Pace e Disarmo, ha appena finito di leggere l’accordo sulla cooperazione e sicurezza firmato sabato a Kiev da Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky e dice: “Questo testo mi preoccupa molto perché sostanzialmente non cambia niente ma potrebbe servire al governo italiano per forzare alcune decisioni che non sono obbligatorie, come avviene per le spese militari pari al 2% del Pil”.

Vignarca, in che senso?

Mi spiego: l’accordo ha un valore meramente politico e di propaganda. Meloni è andata a Kiev a due anni dall’inizio della guerra per far vedere che il governo è al fianco dell’Ucraina e che l’Italia c’è: questo perché una parte importante della sua maggioranza è ancora filo-russa. Sostanzialmente invece cambia poco. La cosa preoccupante però è un’altra: il patto potrebbe essere un grimaldello per far passare come obbligatorie delle decisioni che non lo sono. Aumentare le spese militari fino al 2% del Pil non è scritto in nessun accordo ma è stato solo detto in una dichiarazione: eppure ormai è un mantra di cui parlano tutti. La stessa cosa potrebbe avvenire con questo accordo. Poi c’è un altro problema…

Ovvero?

L’Ucraina in questo momento avrebbe bisogno di ben altro aiuto dall’Italia e dall’Unione Europea: un modo per uscire dalla guerra che non avvenga tramite le armi o le sanzioni che, abbiamo visto, servono a poco contro Mosca. In questo accordo invece si parte da un approccio opposto: dalla sicurezza, dalle armi e l’unico aiuto economico riguarda la ricostruzione, che poi significa cercare di fare affari. In questo modo non si cerca certo la pace.

La parte sei dell’accordo prevede la possibilità di intervenire in 24 ore in caso di attacco della Russia all’Ucraina. Non sembra una sorta di articolo 5 della Nato?

La premessa doverosa è che ogni Stato ha la facoltà di fare quello che vuole: quello che conta è la volontà politica e senza un aspetto legale è difficile che si concretizzi. Il rischio però è che si facciano delle scelte azzardate credendo di doverle fare senza aver alcun obbligo.

Nel patto, a differenza di quello degli altri Paesi, non c’è alcun indicazione sulla tipologia di armi inviate e sui fondi spesi.

Questa è l’ennesima conferma di un’opacità che va avanti da due anni. I motivi sono due: il primo è che molti Paesi stanno facendo i furbi sul meccanismo europeo di rimborso. C’è chi invia un missile vecchio, ma poi chiede il rimborso per uno di nuova generazione. Se si certifica esattamente quello che si manda, poi non si può fare i furbi: non si può mandare una vecchia Ritmo e chiedere indietro una Ferrari. Il secondo motivo è tutto interno: da mesi c’è una continua propaganda per aumentare le spese militari e la mancanza di trasparenza serve proprio a raggiungere questo obiettivo.

Si prevedono anche esercitazioni in territorio ucraino. Com’è possibile?

Spero che la precisazione dell’accordo (“appena sarà possibile”) si riferisca a quando la guerra sarà finita, altrimenti sarebbe pericolosissimo: fare esercitazioni in territorio ucraino sarebbe una sorta di atto di guerra dell’Italia alla Russia.

Perché l’accordo non passerà dal Parlamento?

Perché un patto del genere non reggerebbe e sarebbe in contrasto con la legge sulle missioni internazionali che deve essere approvata ogni anno. Come si fa a dire che si continua a sostenere Kiev per i prossimi dieci anni senza entrare in conflitto con la norma esistente?

Il Genocidio a Gaza? “Ha stato Putin”, dice Meloni

 Maurizio Blondet  24 Febbraio 2024 

“Se la Russia non avesse invaso l’Ucraina, molto probabilmente Hamas non avrebbe lanciato un simile attacco contro Israele. Era inevitabile che una violazione così grave del sistema internazionale basato sul diritto, e da parte di un membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, avrebbe avuto conseguenze a cascata per altre regioni e partecipanti al mondo, dal Medio Oriente ai Balcani, a tutti i paesi fino all’Africa. Questa è la partita a cui giochiamo e dobbiamo esserne consapevoli.”

Profondissima collegamento di colpevoli. Ha detto anche:

“Questa terra è un pezzo della nostra casa e noi faremo la nostra parte per difenderla”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni all’aeroporto Antonov di Kiev, alla cerimonia in onore dei soldati ucraini protagonisti della battaglia di Hostomel. #ANSA

Fossero solo dichiarazioni, ma hanno stanziato prima 10 poi 6 miliardi (come quota parte dell’Italia) per Zelensky e poi ora spendono 8 miliardi per carri armati totale: 24 miliardi… 24 miliardi e poi le sanzioni alla Russia e il comprare il gas LNG americano al posto di quello russo, costo addizionale altri 40 mld… e ultimo ora il costo dell’import che deve fare il giro dell’Africa… e siamo sui 3 mld al mese per ora Questa ci rovina… (G. Zibordi)

Da chi è ispirata in questo audace collegamento fra Hamas e Putin?

Amir Weitman, parliamentary leader of ruling party Likud:

Israele sa esattamente chi c’è dietro l’attacco di Hamas

“Dopo che noi avremo vinto questa guerra, faremo in modo che anche l’Ucraina vinca. — La Russia ne pagherà il prezzo“ Amir Weitman, leader parlamentare del partito al potere Likud https://t.co/7trXgjgOZe

Quindi il progetto ebraico è esplicito: sterminata la popolazione di Gaza, attacchiamo la Russia.

Luttwak ordina:

Luttwak: “L’Ucraina ha bisogno di soldati. I giovani europei di oggi si dedicano a ogni sorta di attività pericolose e muoiono puntualmente in montagna, in auto veloci, in motocicletta e per overdose. Ma pochi si offrono volontari per combattere nella guerra d’indipendenza dell’Ucraina, come fecero i loro predecessori del 19° secolo in Grecia e in Italia”

… ma noi preferiamo la guerra civile… ci siamo più portati:

Del resto mica è la sola, la Meloni, a fare quattro passi nel delirio:

La presidente della Svizzera Viola Amherd chiede se i russi raggiungeranno il confine svizzero.

“Non prevediamo un attacco diretto alla Svizzera nei prossimi sei mesi. Ma dobbiamo prepararci a una nuova gamma di minacce, mentre le vecchie minacce convenzionali non sono diminuite. Negli ultimi due anni il fatto che la Svizzera venga attaccata è diventato piuttosto probabile” dichiara la Amherd.

Commenta Yulia Vityzeva: “Vogliamo attaccare anche la Svizzera. Per portargli via la cioccolata e l’orologio a cucù.

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