LA RIMOZIONE CLIMATICA DELL’ASSALTO FOSSILE TRUMPIANO da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
22801
wp-singular,post-template-default,single,single-post,postid-22801,single-format-standard,wp-theme-stockholm,wp-child-theme-stockholm-child,cookies-not-set,stockholm-core-2.4.6,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-9.13,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_menu_,wpb-js-composer js-comp-ver-8.2,vc_responsive

LA RIMOZIONE CLIMATICA DELL’ASSALTO FOSSILE TRUMPIANO da IL MANIFESTO

La rimozione climatica dell’assalto fossile trumpiano

Federico M. Butera  15/01/2026

Combustibili fossili Trump vuole che l’uso dei combustibili fossili, di cui gli Usa sono ricchi, si espanda il più possibile anche nel resto del mondo

Siamo tutti impressionati dall’azione di Trump in Venezuela. E non intende fermarsi: minaccia Bolivia, Cuba e l’Europa con le pretese sulla Groenlandia. Le implicazioni geopolitiche sono spaventose. I media giustamente lo sottolineano, non si parla d’altro ormai, solo qualche accenno all’Ucraina, giusto perché ci sono i volenterosi a tenere sveglia l’attenzione, e – tranne rare eccezioni come il manifesto – silenzio assoluto su Gaza, come se lì ormai si vivesse felici e prosperi. Ma c’è dell’altro, altro danno ancora più grande, se possibile, dell’infrangere le regole del diritto internazionale nelle azioni di Trump, e non si può tacere.

TRUMP HA ESPLICITAMENTE DETTO che intende riprendersi il petrolio che si trova in Venezuela e che gli sarebbe stato “rubato”, e ha posato l’occhio sulla Colombia, pure ricca di idrocarburi, e avanza pretese sulla Groenlandia pure ricca di idrocarburi, oltre a minerali rari. Intanto, negli Usa Trump incentiva in tutti i modi possibili l’uso di fonti fossili, imponendo all’Epa (l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente) di rimuovere regolamenti che le possono limitare, osteggiando l’auto elettrica e cercando di fermare lo sviluppo delle rinnovabili.

INSOMMA, TRUMP VUOLE che l’uso dei combustibili fossili, di cui gli Usa sono ricchi, si espanda il più possibile anche nel resto del mondo, in modo da favorire le multinazionali statunitensi del petrolio offrendo loro anche la possibilità di sfruttare giacimenti dovunque ci siano. In questo quadro si inserisce il ricatto con cui ha imposto all’Ue di comprare quantità esorbitati di gas Usa, nell’ambito degli accordi sui dazi.

FOSSILI A TUTTO SPIANO, QUINDI. E il cambiamento climatico? Non pervenuto. Come è possibile? La risposta è nelle pagine del Project 2025 dell’Heritage Foundation. Il documento è il manifesto ideologico della politica trumpiana e dell’establishment economico e finanziario che la sostiene.

ECCO COSA DICE, FRA L’ALTRO: «Coloro che soffrono maggiormente a causa delle politiche che l’ambientalismo vorrebbe farci adottare sono gli anziani, i poveri e i più vulnerabili. Non si tratta di una causa politica, ma di una pseudo-religione volta a battezzare la spietata ricerca del potere assoluto da parte dei liberali nell’acqua santa della virtù ambientale.

NEL PROFONDO, l’estremismo ambientalista è decisamente antiumano. La gestione responsabile e la conservazione sono soppiantate dal controllo della popolazione e dalla regressione economica.

GLI IDEOLOGI AMBIENTALISTI vorrebbero vietare i combustibili che alimentano quasi tutte le automobili, gli aerei, le fabbriche, le aziende agricole e le reti elettriche del mondo… considerano l’attività umana stessa come una minaccia fondamentale da sacrificare al dio della natura… Le vaste riserve di petrolio e gas naturale dell’America non sono un problema ambientale, ma sarebbero una cosa positiva: per il mondo e, cosa ancora più importante, per “noi, il popolo”.

IL DISEGNO QUINDI È CHIARO, bruciare sempre più combustibili fossili. E il cambiamento climatico? Non c’è e se c’è non è causato dalla CO2. Poco importa che la scienza dica il contrario, a decidere qual è la verità sono i soldi, il potere, non il sapere.

IL PROBLEMA È CHE MENTRE il diritto internazionale prima o poi si può ripristinare, se le mire imperialistiche possono rientrare con altri presidenti (se non riesce a farsi rieleggere a tempo indeterminato, cambiando la costituzione), il danno ambientale fatto è irreversibile e a pagarlo siamo tutti. Noi oggi e chi verrà dopo di noi.

CI ASPETTA UN FUTURO fatto di alluvioni, incendi, ondate di calore, siccità, terre sommerse dall’acqua del mare che si innalza, carestie, nuove guerre per accaparrarsi le sempre più scarse risorse alimentari, o la sempre più capricciosamente indisponibile acqua. Tutto ciò in nome dell’accumulo sfrenato di ricchezza di alcuni, pochi. Trump, che ha finalmente strappato la maschera al capitalismo neoliberista di marca americana esportato in tutto il mondo con la forza delle armi, lo incarna. Con la sua politica sta distruggendo il bene comune supremo: il pianeta in cui viviamo in nome del dio denaro e della volontà di potenza. È il delitto più efferato che si possa commettere.

SI RISCHIA UNA CATASTROFE dalle proporzioni inimmaginabili, ci ammonisce la scienza, si possono attraversare punti di non ritorno che a cascata destabilizzano tutte le funzioni del sistema Terra, con conseguenze sociali ed economiche devastanti. Ma tanto, che importa, loro si sentono come i passeggeri di prima classe del Titanic, sicuri che si approprieranno della maggior parte delle scialuppe di salvataggio.

POSSIBILE CHE LA SINISTRA ITALIANA ed europea non se ne renda conto, che non si svegli e si unisca di fronte a un pericolo così grande?

No Comments

Post a Comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.