OLTRE IL NEOLIBERISMO E IL CULTO DELL’ACCUMULAZIONE: LA “NOONOMIA” da ANTIDIPLOMATICO
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OLTRE IL NEOLIBERISMO E IL CULTO DELL’ACCUMULAZIONE: LA “NOONOMIA” da ANTIDIPLOMATICO

Oltre il neoliberismo e il culto dell’accumulazione: la “noonomia”. Intervista all’economista Sergey Bodrunov

 Sara Reginella  24/06/2026

 Che cosa accade a una società quando la capacità di produrre conoscenza e tecnologia cresce più rapidamente della sua capacità di comprenderne e governarne le conseguenze? È una delle domande centrali poste dalla noonomia, una prospettiva che guarda al futuro dell’economia e della società a partire dal ruolo crescente della conoscenza e dell’innovazione tecnologica.

Il termine richiama l’idea di un’organizzazione razionale e consapevole della vita economica e sociale: non soltanto una diversa maniera di produrre e distribuire la ricchezza, ma una possibile trasformazione dei rapporti tra tecnologia, bisogni umani, proprietà e cooperazione. In questa prospettiva, l’aumento della produttività e la diffusione delle tecnologie potrebbero consentire di soddisfare una parte sempre maggiore dei bisogni umani, modificando gradualmente il peso della scarsità e, con essa, alcuni dei meccanismi tradizionali della competizione economica.

Ma una maggiore capacità tecnologica porta con sé anche una responsabilità nuova. Se le tecnologie hanno ormai effetti che superano i confini degli Stati e se i problemi ambientali, economici e sociali sono sempre più interconnessi, diventa necessario ripensare anche le forme della cooperazione tra gli individui e tra le nazioni.

È proprio da questo intreccio tra conoscenza, tecnologia e solidarietà che prende avvio la riflessione di Sergey Bodrunov, economista e studioso della noonomia che, intervistato durante il Congresso internazionale dell’Associazione di Noomonia, svoltosi a Roma dal 16 al 19 settembre 2026, ha affronta alcuni dei temi centrali di questa prospettiva: dall’interdipendenza globale al rapporto tra progresso tecnologico e organizzazione sociale, dalla possibile trasformazione del concetto di proprietà alla necessità di sviluppare una cultura della solidarietà.

L’idea centrale è semplice ma radicale, spiega Bodrunov nell’intervista rilasciatami al termine del primo giorno di conferenza: nessun Paese può risolvere da solo problemi che hanno ormai una dimensione globale.

L’ambiente offre esempi evidenti. Le acque, gli oceani, i ghiacciai e gli ecosistemi non rispettano le frontiere politiche; una decisione presa in un territorio può produrre conseguenze a migliaia di chilometri di distanza. Il destino di una risorsa naturale può riguardare contemporaneamente popolazioni e paesi diversi.

Lo stesso vale per le tecnologie. Ciò che viene sviluppato in un determinato luogo può rapidamente trasformarsi in un fattore capace di modificare la vita di società situate dall’altra parte del pianeta. L’intelligenza artificiale rappresenta, in questo senso, un esempio particolarmente evidente: il suo impatto non rimane confinato al luogo nel quale una tecnologia viene concepita, ma si estende progressivamente all’intera società.

Da qui nasce l’esigenza di una visione globale e solidale, capace di coordinare interessi differenti e di riconoscere la loro crescente interdipendenza, in un contesto in cui occorre tener conto anche del rapporto tra innovazione tecnologica e organizzazione sociale.

La tecnologia procede infatti a una velocità straordinaria, mentre le istituzioni, la cultura e le forme di organizzazione della società rischiano di rimanere indietro. Il problema, quindi, non consiste soltanto nel produrre nuove conoscenze, ma nello sviluppare contemporaneamente le conoscenze necessarie a comprenderle e governarle.

Non basta sapere che cosa possiamo fare: dobbiamo sapere come utilizzare ciò che siamo in grado di fare.

È proprio in questo spazio che la riflessione sulla noonomia assume una particolare rilevanza. Il progresso tecnologico, secondo questa prospettiva, può aumentare progressivamente la capacità dell’umanità di soddisfare i propri bisogni e ridurre il peso della scarsità come fattore determinante dei rapporti economici.

Uno degli aspetti più interessanti della riflessione riguarda, di fatto, il rapporto tra tecnologia, scarsità e proprietà.

L’idea proposta è che, quando un bene è raro, gli individui sono spinti a competere per ottenerlo e accumularlo. Se invece la tecnologia rende quel bene abbondante e facilmente disponibile, diminuisce la necessità di appropriarsene in modo esclusivo. Analogamente, se una persona dispone di una quantità sufficiente di un bene, non ha motivo di accumularne indefinitamente. Ma quando quel bene è scarso, la competizione diventa inevitabile.

La crescita tecnologica potrebbe quindi modificare progressivamente le condizioni materiali sulle quali si fondano alcuni comportamenti economici tradizionali. Più aumenta la capacità di produrre e soddisfare i bisogni, meno la scarsità dovrebbe determinare i rapporti tra gli individui.

In questa prospettiva, la noonomia non concepisce soltanto una diversa organizzazione dell’economia, ma anche un possibile cambiamento del rapporto dell’uomo con la proprietà, con il consumo e con l’accumulazione.

Ma la tecnologia, da sola, non basta, in quanto il progresso tecnologico ha bisogno di un progresso sociale.

Bodrunov insiste infatti sulla necessità di accompagnare il progresso materiale con un’evoluzione delle relazioni sociali. Solidarietà, empatia, volontariato, beneficenza e istituzioni orientate alla cooperazione diventano elementi fondamentali di una società capace di utilizzare positivamente le proprie possibilità tecnologiche, ed è qui che emerge un elemento essenziale della noonomia: l’abbondanza materiale non produce automaticamente una società solidale. Perché il progresso tecnologico possa tradursi in benessere condiviso, deve essere accompagnato da una trasformazione culturale e istituzionale.

Occorre, dunque, educare alla considerazione degli interessi degli altri, sviluppare l’empatia e costruire istituzioni capaci di favorire la cooperazione.

La solidarietà diventa così qualcosa di più di un principio morale: diventa una componente necessaria dell’organizzazione di una società nella quale le capacità tecnologiche aumentano rapidamente.

A questo punto, Bodrunov richiama l’antica concezione del cosmo come unità e armonia, nella quale uomo, società e mondo sono elementi interconnessi. La metafora della bellezza che salverà il mondo diventa così una metafora dell’ordine: la bellezza non è soltanto estetica, è anche equilibrio, proporzione e armonia tra le parti.

Questa prospettiva permette di leggere la noonomia non semplicemente come una teoria economica, ma come parte di una riflessione più ampia sul futuro della civiltà in cui tecnologia, economia, società e filosofia non sono dimensioni separate, ma devono essere pensate insieme, perché insieme determinano la direzione dello sviluppo umano.

È forse questo il punto più interessante della riflessione di Bodrunov. Una civiltà tecnologicamente avanzata non può limitarsi ad aumentare la propria capacità produttiva: deve sviluppare contemporaneamente gli strumenti culturali, sociali e istituzionali necessari per governarla.

La domanda diventa quindi non soltanto quanto possiamo produrre, ma per quale scopo utilizziamo ciò che siamo capaci di produrre.

In questa chiave, la noonomia può essere letta come una ricerca di armonia tra progresso tecnologico, soddisfazione dei bisogni, abbondanza, organizzazione sociale e responsabilità collettiva.

La solidarietà, in un mondo sempre più interdipendente, non viene quindi presentata come una scelta opzionale. È la conseguenza logica della consapevolezza che le nostre azioni producono effetti che oltrepassano sempre più i confini individuali e nazionali.

La sfida della noonomia è, in ultima analisi, quella di trasformare l’enorme potenziale della conoscenza e della tecnologia in una capacità collettiva di costruire una società nella quale il progresso non significhi semplicemente avere di più, ma vivere in un sistema più equilibrato, cooperativo e capace di soddisfare i bisogni di tutti.

 Per approfondire

Per chi desidera approfondire il pensiero di Sergey Bodrunov e le sue teorie sulla noonomia, i suoi libri sono pubblicati in Italia da Teti Editore.

Sara Reginella

Sara Reginella, psicologa e psicoterapeuta, autrice e documentarista, è testimone del conflitto ucraino dalle sue origini, avendo partecipato a quattro spedizioni nell’arco di otto anni. Dal 2015 è stata attiva in campo documentaristico. È autrice del saggio “Le guerre che ti vendono” (Edizioni Dedalo), oltre che dei reportage narrativi “Il fronte degli invisibili” e “Donbass. La guerra fantasma nel cuore d’Europa” (Exorma Edizioni).

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