LA BATTAGLIA PER LIBERTÀ E LE TRAPPOLE da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
22964
wp-singular,post-template-default,single,single-post,postid-22964,single-format-standard,wp-theme-stockholm,wp-child-theme-stockholm-child,cookies-not-set,stockholm-core-2.4.6,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-9.13,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_menu_,wpb-js-composer js-comp-ver-8.2,vc_responsive

LA BATTAGLIA PER LIBERTÀ E LE TRAPPOLE da IL MANIFESTO


La battaglia per libertà e le trappole

Giuliano Santoro  01/02/2026

Movimenti Nei momenti in cui il conflitto si fa più intenso spesso accade che le parole cambino di segno e che possano essere strappate alla controparte che magari se ne era appropriata in forma indebita

azionale in solidarietà al Centro Sociale Askatasuna – foto LaPresse

In mezzo al fumo dei lacrimogeni e le fiamme dello scontro, ci si vede poco. Vedono male, e invocando misure pericolose, quelli della maggioranza ma si lanciano nel buio anche alcuni dei manifestanti. Eppure, non bisogna farsi trarre in inganno dalla inquadratura stretta.

Occorre leggere il contesto. E quel contesto è illuminato da una luce che riguarda la libertà. Nei momenti in cui il conflitto si fa più intenso spesso accade che le parole cambino di segno e che possano essere strappate alla controparte che magari se ne era appropriata in forma indebita. L’altra sera, chiamando sul palco di Minneapolis Bruce Springsteen, Tom Morello lo ha definito «freedom fighter»: combattente per la libertà. È accaduto nel mezzo della battaglia delle città statunitensi contro gli occupanti dell’ICE, le milizie che in nome della sicurezza urbana e del controllo dei confini portano avanti il disegno autoritario di Trump.

Così, una parola come «libertà», usata spesso a sproposito negli anni della controrivoluzione neoliberale, assume un segno nuovo.

La si ascolta con un gusto diverso, risuona in forme inedite. Lo ha sostenuto, in tempi non sospetti, un altro cantautore da battaglia come Billy Bragg, autore di un pamphlet intitolato Le tre dimensioni della libertà: «È l’uguaglianza – equality – a fornire alla libertà una seconda dimensione, invitando gli individui a riconoscere agli altri quei diritti che rivendicano per sé».

Anche le decine di migliaia di persone che ieri si sono riversate su Torino o i tanti che ieri a Milano hanno manifestato contro la presenza dell’ICE alle Olimpiadi invernali avevano la consapevolezza di essere guerrieri per la libertà e l’uguaglianza. Non si tratta più di tenere il punto su una data vertenza o di ritagliarsi qualche spazio. Anche qui è utile allargare lo sguardo. Siamo arrivati al punto in cui ogni singola battaglia nella catena di appuntamenti che prosegue da mesi ha il sapore della difesa della libertà contro l’avanzata dell’autoritarismo e dell’arbitrio.

Ecco, l’arbitrio: nei giorni scorsi sia alcuni parlamentari di opposizione che i legali del centro sociale torinese hanno chiesto conto degli sgomberi rispettivamente di Leoncavallo ed Askatasuna. Hanno ricevuto risposte che non disegnavano teoremi d’altri tempi o congetture fantasmagoriche: si è scoperto semplicemente che non esisteva alcun motivo concreto, neanche a cercarlo nelle pieghe dei codici delle questure e negli archivi sempre riforniti degli agenti della repressione, per chiudere questi spazi di libertà.

Dietro le mosse della destra al governo, anche dietro il prossimo pacchetto sicurezza annunciato ancora in queste ore, c’è questo nulla che avanza. Nasconde un’idea di società silenziosa, altrettanto vuota. Si vorrebbe che una città come Torino, che ha conosciuto una riconversione al postindustriale violenta e inesorabile, non conosca alcuna forma di dissenso, anche se privo di voce e scomposto. Oppure ci si illude che Milano, una città che è stata consegnato ai fondi finanziari che controllano il mattone, assista alla fine degli spazi pubblici senza colpo ferire. Quale sarà la prossima? È importante che lo decidano i combattenti per la libertà, che siano loro a decidere il campo di battaglia. L’agenda di inverno-primavera dei movimenti potrebbe servire a sfuggire alla logica delle emergenze. Perché la reazione che è al potere si muove veloce, punta a sorprendere e impaurire. L’unico modo per sottrarsi alla trappola dei gesti eclatanti e dannosi è costruire un calendario autonomo e alleanze concrete, per difendere la libertà. Bisogna sempre ricordare che dietro le armate della controparte, imponenti e spregiudicate, c’è il vuoto della ragione.

La Pg Musti: «L’upper class con i violenti»

Redazione  01/02/2026

Movimenti in piazza La procuratrice generale di Torino, Lucia Musti, approfitta dell’inaugurazione dell’anno giudiziario per fornire ai cittadina una lezione di morale e sociologismo

«C’è il vuoto cosmico dell’educazione da parte di alcune famiglie, quelle famiglie che dovrebbero dialogare con gli insegnanti, parimenti chiamati a ruolo educativo, nell’armonia dei modelli di formazione e di crescita. Assistiamo invece a genitori infastiditi dall’intervento dell’autorità giudiziaria, ovvero essi stessi modelli negativi per i propri figli, e ad alcuni insegnanti che sono cattivi maestri». La procuratrice generale di Torino, Lucia Musti, approfitta dell’inaugurazione dell’anno giudiziario per fornire ai cittadina una lezione di morale e sociologismo. «Le condotte di turbamento dell’ordine pubblico e di disordini di piazza portano a parlare anche della benevola tolleranza, della lettura compiacente di condotte, che altro non sono che gravi reati, da parte di taluni soggetti appartenenti alla upper class», spiega ancora Musti nella sua orazione, «i quali con il loro scrivere, il loro condurre a normalizzazione, il loro agire in appoggio, vanno a popolare quella che voglio sintetizzare come “area grigia”, di matrice colta e borghese, che dovrebbe per contro svolgere un’illuminata azione di deterrenza, di educazione al vivere sociale e di rispetto delle regole democratiche».

No Comments

Post a Comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.