GIORNATA MONDIALE DEGLI INSEGNANTI da IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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GIORNATA MONDIALE DEGLI INSEGNANTI da IL FATTO

Giornata mondiale degli insegnanti: il quadro desolante dell’Italia, dagli stipendi al precariato (mentre in Francia si scende in piazza). La campagna del Fatto per ridare dignità alla scuola

Alex Corlazzoli  5 Ottobre 2026

5 OTTOBRE – La fotografia della scuola in Italia: la situazione è sempre più grave. Strutture fatiscenti? Continuità didattica assente? Libertà limitata e censura? Se sei un insegnante, uno studente o un genitore raccontaci la tua storia scrivendo a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it

 Lunedì 5 ottobre si celebra la 32esima Giornata mondiale degli insegnanti, istituita dall’Unesco nel 1994 con l’obiettivo di mobilitare il sostegno ai docenti e garantire che i bisogni delle future generazioni continuino ad essere soddisfatti. Il tema di quest’anno è “Schierati con gli insegnanti: 60 anni di protezione della professione, miglioramento della condizione e definizione del nostro futuro”. Uno slogan che sembra richiamare la campagna “Il futuro non si arma si insegna. Ridiamo dignità alla scuola” lanciata dal Fatto Quotidiano in queste settimane (firma QUI la petizione). Una battaglia che in Francia gli studenti e i loro insegnanti stanno sostenendo dal 21 settembre scorso scendendo in piazza. Dietro le proteste dei ragazzi d’oltralpe ci sono rivendicazioni comuni a quelle che chiedono i giovani e i docenti italiani: la cronica assenza di insegnanti, la cattiva gestione del calendario delle lezioni, il sovraffollamento delle classi, edifici ristrutturati, più personale, infermieri e assistenti sociali, materiale didattico.

Il movimento studentesco è partito il 21 settembre scorso da un liceo di Crèteil, nella periferia di Parigi, dove gli studenti protestano soprattutto per la carenza di professori. Altri 330 licei dopo pochi giorni hanno aderito alle manifestazioni per denunciare classi sovraffollate ed edifici vecchi. I ragazzi stanno alzando la voce in solidarietà con gli insegnanti a loro volta in sciopero in particolare contro i tagli previsti dal nuovo progetto di Legge di Bilancio per il 2027, che include il gelo degli stipendi dei dipendenti pubblici per il quarto anno consecutivo. Secondo gli ultimi dati disponibili di Eurydice, infatti, gli emolumenti della Francia sono poco più alti di quelli italiani: la media annua in Francia si attesta oltre i 34.000 euro lordi mentre gli insegnanti italiani a inizio carriera guadagnano circa 25.000-27.000 euro lordi.

Una situazione di cui il nostro giornale si sta facendo carico lanciando appunto una petizione online per chiedere “un adeguamento strutturale degli stipendi dei docenti italiani, finalizzato a ridurre concretamente il divario retributivo esistente con i principali Paesi europei”. Ma non basta. Il Fatto Quotidiano chiede anche “una valorizzazione non solo economica della professionalità docente, che riconosca concretamente formazione, esperienza, responsabilità e fornisca gli strumenti adeguati, per ridare prestigio sociale a questa professione cruciale per la salute della democrazia”. In una sola parola: dignità.

Per questo da oggi, vogliamo raccogliere le vostre storie: strutture fatiscenti? Laboratori mancanti? Continuità didattica assente? Libertà limitata e censura? Se sei un insegnante, uno studente o il genitore di un alunno raccontaci la tua scuola scrivendo a redazioneweb@ilfattoquotidiano.it.

La situazione anche in Italia è sempre più grave

Stipendi – Nel 2024 l’Italia ha destinato all’istruzione 88,95 miliardi, il 4% del Pil contro il 4,8% medio dell’Ue a 27 (Istat, Rapporto annuale 2026). Sul fronte opposto, il rapporto annuale Nato 2025 attribuisce all’Italia una spesa per la Difesa del 2,01% del Pil, circa 45,3 miliardi, contro 33,4 miliardi e l’1,52% del 2024. Gli insegnanti guadagnano molto meno rispetto ad altri lavoratori in possesso di un titolo di studio universitario. Quelli della scuola dell’infanzia il 36% in meno e quelli della secondaria di primo grado il 33%.

Edifici – Resta ancora molto elevato il numero delle scuole non in possesso dell’agibilità (23.218; 59%) né della prevenzione incendi (22.968; 58,36%). Nel caso del collaudo statico la percentuale è inferiore, 42,09%, ma riguarda un numero considerevole di unità strutturali, cioè di corpi dei diversi edifici (32.808). Riguardo agli interventi di adeguamento e miglioramento sismici, la situazione è ancora molto critica, in quanto questi interessano rispettivamente solo il 4% e il 3,8% degli edifici scolastici.

Precariato – Per quanto riguarda l’insegnamento di sostegno: ogni anno vengono conferite circa 100mila supplenze. Il posto esiste, serve alla scuola, ma continua ad essere coperto con personale precario, con conseguenze negative anche sulla continuità didattica degli alunni con disabilità. Docenti di posto comune: più di 240mila contratti, la maggior parte al 30 giugno, più della metà assegnati su posti in deroga per diversi anni dati alla stessa scuola. Ata: quest’anno solo 12.284 assunzioni a tempo indeterminato a fronte di circa 34mila posti vacanti complessivi.

Istituti tecnici – Sono stati chiamati licei ma la “rivoluzione culturale” passa da un aumento delle risorse, non certo da un cambio di nome (in stile Gattopardo). Con strutture inadeguate o fatiscenti, “liceo” o “istituto” non fa differenza.

Caro vita – Con uno stipendio di 1.480 euro al mese e 500-700 euro di affitto da pagare, gli insegnanti non ce la fanno. La denuncia arriva dai sindacati che in questi giorni si sono ritrovati a registrare dei dati stupefacenti: 300 docenti hanno rinunciato al posto fisso in Toscana, altri 383 in Friuli Venezia Giulia; in Liguria solo 562 nominati su 1.407 immissioni in ruolo, più migliaia di cattedre scoperte in Lombardia.

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