NATO 3.0, IL PIANO DI RUTTE: EUROPA CARNE DA CANNONE E TAGLI AL WELFARE da ANTIDIPLOMATICO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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NATO 3.0, IL PIANO DI RUTTE: EUROPA CARNE DA CANNONE E TAGLI AL WELFARE da ANTIDIPLOMATICO

Nato 3.0, il piano di Rutte: Europa carne da cannone e tagli al welfare

Taglio al welfare, aumento delle spese militari, coinvolgimento nei conflitti Usa: il vero volto della Nato 3.0

La Redazione de l’AntiDiplomatico  24/09/2026

Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha scelto l’Iowa, cuore degli Stati Uniti più profondi, per dire agli europei quello che Washington pensa da tempo ma non aveva ancora messo così esplicitamente nero su bianco, in pieno stile imperialista e neocolonialista: il Medio Oriente è il vostro cortile, arrangiatevi. E per farlo dovete tagliare pensioni e welfare e comprare più armi. Un discorso che suona come la conferma di un asservimento totale dell’Europa agli interessi imperialisti statunitensi, mascherato da un ridicolo appello alla responsabilità.

Parlando a un evento del Chicago Council on Global Affairs, Rutte ha spiegato agli statunitensi cosa possono guadagnare da un’alleanza più forte. Il fedele cane da guardia degli interessi stratergici statunitensi ha descritto il Medio Oriente come “il cortile di casa dell’Europa” e “non il cortile di casa degli Stati Uniti”, sostenendo che la guerra di Washington contro Teheran era “necessaria” ma che gli USA hanno dovuto lanciarla perché “in qualche modo gli europei non avevano abbastanza capacità per farlo da soli”. Da qui la sua conclusione: “In futuro, quello che otterrete da una Nato più forte è che gli europei possano prendersi cura del proprio cortile”.

Tradotto dal linguaggio finto-diplomatico: gli Stati Uniti vogliono che siano gli europei a sporcarsi le mani nelle guerre che Washington decide di scatenare, mentre l’Europa continua a comprare armi USA e a subire le conseguenze economiche e politiche dei conflitti a stelle e strisce. Una sudditanza che Rutte non si è nemmeno sforzato di nascondere.

Le sue parole arrivano in un momento di forte attrito dentro l’alleanza. La guerra statunitense-israeliana contro l’Iran, scatenata a fine febbraio, ha spaccato i membri europei. La Spagna ha rifiutato di consentire agli aerei da guerra statunitensi di usare le proprie basi per la campagna militare, attirandosi l’ira del presidente Donald Trump. Germania e Regno Unito hanno definito il conflitto “non la nostra guerra”, pur evitando di condannare apertamente Washington e Tel Aviv. Trump ha poi più volte accusato gli alleati europei di non rispettare gli impegni Nato, sostenendo che il blocco “non c’era quando avevamo bisogno di loro”. Ad aprile, il segretario alla Guerra Pete Hegseth ha dichiarato che il futuro della Nato è incerto e che Washington non può al momento riaffermare il proprio impegno alla difesa collettiva.

Rutte ha poi toccato il tema più spinoso, quello dei soldi, rivelando senza filtri la vera agenda dell’alleanza bellica occidentale. Ha sostenuto che il peso dentro la Nato è ingiusto perché i membri europei spendono molto “in pensioni e welfare”, mentre Washington deve dedicare più risorse alle armi ma “vorrebbe anche spendere di più in tutte queste altre cose elevate e belle, ma non può perché deve spendere così tanto per la difesa”. Ha descritto l’aumento dell’obiettivo di spesa per la difesa dal 2 al 5 per cento del Pil come “l’elemento di equità” e parte di un processo di “equalizzazione”. Le sue dichiarazioni arrivano mentre Washington spinge per una riorganizzazione battezzata Nato 3.0, in cui i membri europei dovrebbero aumentare drasticamente la spesa e la produzione militare, assumendosi la “responsabilità primaria per la difesa convenzionale dell’Europa”.

Il messaggio è chiaro: smantellare lo stato sociale europeo per finanziare l’apparato militare industriale che serve agli Stati Uniti per mantenere il proprio dominio globale. Rutte ha anche offerto aiuto per “proteggere gli Stati Uniti dalle minacce della Russia” e della Cina e per impedire che l’Artico “venga militarizzato dai russi e dai cinesi”. Il mese scorso, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato che Mosca è interessata soprattutto a “preservare l’Artico come area di pace e cooperazione”, accusando la Nato di “spingere la regione verso la militarizzazione”. Le sue parole seguono la proposta della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di usare l’aumento della spesa militare Ue per “equipaggiamenti pronti per l’Artico”. Anche qui, l’Europa si allinea senza discutere alla narrativa atlantista, trasformando una regione di cooperazione in un nuovo potenziale teatro di scontro.

Da un altro punto di vista, quella della televisione svedese SwebbTV, il giornalista Mikael Willgert ha dipinto un quadro ancora più cupo e, alla luce delle parole di Rutte, profetico. Nel nuovo episodio del programma “Cronaca degli eventi mondiali”, Willgert e la sua ospite Kris Forsne hanno discusso delle elezioni svedesi, del conflitto in Ucraina e di quella che hanno definito l’incitamento alla guerra da parte dei politici europei.

Willgert ha paragonato la situazione attuale alla Seconda guerra mondiale. “Vale la pena riflettere sul fatto che l’Ue in pratica si sta dedicando all’incitamento, aizzando i cristiani in Russia e Ucraina gli uni contro gli altri”, ha detto. “Tutto segue lo stesso copione della Seconda guerra mondiale. Cerchiamo di farci distruggere gli europei a vicenda”. Parole che acquistano un peso diverso se lette insieme alle richieste di Rutte: un’Europa che si arma fino ai denti, che taglia il welfare per comprare armi, che si assume il compito di combattere le guerre USA, è un’Europa che si avvia verso la catastrofe.

Secondo Forsne, però, sempre più cittadini cominciano a capire quanto realmente accade nel vecchio continente. “Sì, e soprattutto le persone diventano sempre più consapevoli che la Nato, creata a suo tempo come alleanza difensiva, è diventata aggressiva e bellicosa”, ha dichiarato. “La Nato si è espansa fino ai confini russi, in pratica puntando all’intero territorio dell’Ucraina. Non è affatto ciò per cui l’alleanza era stata creata originariamente”. Una denuncia che smonta la retorica della “difesa collettiva” usata da Rutte e dai vertici atlantisti per giustificare l’aumento delle spese militari e il coinvolgimento europeo nei conflitti voluti da Washington.

Kris Forsne è una giornalista e scrittrice svedese. Per anni ha lavorato nel settore culturale dei giornali Aftonbladet e Göteborgs-Posten e per l’emittente Sveriges Television. Dal 1980 al 1995 è stata corrispondente a Parigi. La sua voce, come quella di Willgert, rappresenta quella parte di Europa che non si rassegna all’idea di diventare carne da cannone per gli interessi imperiali statunitensi. Mentre Rutte chiede agli europei di combattere le guerre di Washington e di pagare il conto con i loro sistemi di welfare, da Stoccolma arriva un monito che dovrebbe essere raccolto in tutta Europa prima che sia troppo tardi.

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