PAGLIARULO: “IN CAMMINO PER UN’ALTRA IDEA DI EUROPA” da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
20222
wp-singular,post-template-default,single,single-post,postid-20222,single-format-standard,wp-theme-stockholm,wp-child-theme-stockholm-child,cookies-not-set,stockholm-core-2.4.6,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-9.13,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_menu_,wpb-js-composer js-comp-ver-8.2,vc_responsive

PAGLIARULO: “IN CAMMINO PER UN’ALTRA IDEA DI EUROPA” da IL MANIFESTO

Pagliarulo: «In cammino per un’altra idea di Europa»

Intervista Dal 12 al 28 giugno la staffetta partigiana dell’Anpi nei luoghi della resistenza: «L’Unione europea sta fallendo il suo compito storico, cadendo in un vortice bellicista, in una crisi economica e sociale e in un deficit democratico»

Michele Gambirasi  08/06/2025

«Negli ultimi tre anni, ma in particolar modo nell’ultimo, si è posta con urgenza a tutti i popoli europei la questione di quale Ue vogliamo». A dirlo Gianfranco Pagliarulo, presidente dell’Anpi, che dal 12 al 28 giugno lancia la staffetta partigiana «Muoviamoci!» attraverso luoghi simbolici della storia italiana ed europea, per rilanciare «un’altra Europa» a partire da quattro punti cardine: pace, diritti, lavoro, democrazia.

Perché lanciate ora questa iniziativa?

Per due ragioni: l’attuale Unione sta fallendo il proprio compito storico, naufragando in un vortice bellicista, una crisi economica e sociale e un profondo deficit democratico. La seconda ragione è che da questa crisi non si può uscire con un ritorno agli stati nazionali, che rinfoltiscono i nazionalismi e sono destinati a soccombere davanti alle grandi potenze. Per questo noi diciamo più Europa, ma un’altra Europa.

Qual è il significato dei luoghi che avete scelto per le vostre tappe?

Sono quasi tutti luoghi simbolici: partiremo da Ventotene, che parla da sé, passando tra gli altri. Da Predappio, Acerra e chiuderemo a Trieste, al «Narodni Dom», la casa degli sloveni che fu incendiata dai fascisti nel 1920. La deriva dell’Europa è uno spostamento all’estrema destra, mentre sta smarrendo le proprie radici antifasciste e antinaziste. In molti paesi dell’est Europa si riabilitano i collaborazionisti dei nazisti, e anche nel nostro paese è in corso un tentativo di sminuire la Resistenza.

Il 21 giugno ci sarà anche la manifestazione nazionale contro il riarmo europeo, cui l’Anpi ha aderito.

Non solo, il 15 giugno da Marzabotto a Montesole ci sarà una marcia dedicata a Gaza, che abbiamo co-promosso e che abbiamo inserito nel programma della staffetta. Il 21 giugno poi saremo a Roma, perché il riarmo si inscrive nelle dinamiche di questa nuova Europa bellicista che vogliamo contrastare, la pone davanti a una contraddizione: non c’è più l’Ue, ci sono alcuni stati dell’Ue che si muovono autonomamente rispetto a una linea di comportamento comune confusa e pasticciata.

L’Unione europea sta fallendo il suo compito storico, cadendo in un vortice bellicista, in una crisi economica e sociale e in un deficit democratico Gianfranco Pagliarulo

Pace, democrazia, lavoro e diritti, sono queste le parole su cui l’appello si propone di rilanciare un’altra Europa. Sono temi su cui le destre perdono consensi?

Quando parliamo di diritti intendiamo tutti i tipi: civili, umani, sociali. Li nomino tutti perché i diritti sociali si sono erosi negli ultimi 15 anni, quando al governo non c’erano solo le destre. Mentre i diritti umani attengono alle questioni migratorie, che sono collegate al cuore di tenebra dell’Europa: le guerre in Afghanistan, in Iraq, in Libia, in Siria. Le destre di oggi, di tutti i tipi, da quella europea a quelle americane di Trump e Milei, nascono nella crisi delle democrazie liberali iniziata nel 2008. E sulla pace hanno idee diverse: c’è un pezzo putiniano, e poi ce n’è una parte più realista del re, legata alla Nato, particolarmente guerrafondaia. La tragedia è che popolari e gran parte dei socialisti si comportano nello stesso modo e spingono verso la deriva bellicista: è su questa contraddizione che dobbiamo muoverci e lanciare il grido pacifista.

Lavoro e diritti sono temi anche dei referendum di oggi e domani: con che spirito l’Anpi va al voto?

Noi andiamo per la dignità del lavoro, delle persone e dell’Italia. Dopo tanti anni con questa campagna referendaria si è riusciti a imporre il lavoro come tema principale nel dibattito pubblico. È il fondamento del nostro paese, l’articolo 1 della Costituzione, ma per anni è stato derubricato dall’agenda politica: ora è tornato ad essere al centro.

Il programma completo della staffetta è disponibile su www.anpi.it

No Comments

Post a Comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.