“BIDEN SI AFFIDA AI NEOCON”. LO SCENARIO È INQUIETANTE da IL FATTO e RAINEWS
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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“BIDEN SI AFFIDA AI NEOCON”. LO SCENARIO È INQUIETANTE da IL FATTO e RAINEWS

L’ALLARGAMENTO – La Cina accusa la Nato e gli Stati Uniti, Macron apre all’invio di caccia aerei, Putin celebra bin Salman. Lo scenario è inquietante

SALVATORE CANNAVÒ 31 GENNAIO 2023

“Le guerre non stanno ferme. Si allargano”. La regola ferrea ricordata ieri su La Stampa dall’ambasciatore Stefano Stefanini, sembra affermarsi inevitabilmente anche in Ucraina.

Dopo le bombe con i droni in Iran e le nuove minacce di guerra Usa-Cina che provengono da oltre Atlantico, ieri Pechino ha avallato questa lettura, attaccando a testa bassa Stati Uniti e Nato. E poi è giunta la semi-apertura di Emmanuel Macron all’invio di caccia aerei a rendere ancora più pesante la situazione.

La Cina accusa la Nato di “sfondare aree e campi di difesa tradizionali”, gli Stati Uniti invece sono “quelli che hanno innescato la crisi ucraina”, continuando a vendere armi a Kiev. Intervenuta con la portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, Pechino invita l’Alleanza atlantica ad “abbandonare la mentalità da guerra fredda”. Nelle stesse ore il Segretario della Nato, Jens Stoltenberg, si trovava a Seul, in Corea del Sud, per discutere della “Nato asiatica”. Tutto questo va messo in relazione con alcune notizie che giungono dagli Stati Uniti e che ieri pomeriggio, la newsletter del Washington Post riassumeva nel titolo “La grande idea”.

– I 30 signori delle armi e la mappa della spesa militare nel mondo

La dichiarazione di sabato scorso del generale Michael A. Minihan, capo dell’Air Mobility Command, il cui “istinto” prevede “che combatteremo nel 2025”, viene indicata come un punto di riferimento centrale. Per quanto Minihan non sia rappresentativo del Pentagono, altri funzionari militari hanno ipotizzato lo scoppio di un conflitto con la Cina nel 2027 o addirittura nel 2023. Il Wp ricorda poi che la Camera dei Rappresentanti ha appena votato un “nuovo comitato speciale” che lavorerà a tempo pieno sulle relazioni Usa-Cina e il suo presidente, il repubblicano Mike Gallagher, ha affermato che l’obiettivo del comitato è “vincere questa nuova guerra fredda con la Cina comunista”. E poi c’è la notizia, che circola ormai diffusamente a Washington, circa il prossimo viaggio che il nuovo speaker della Camera, Kevin McCarthy, sulla scia della sua predecessora Nancy Pelosi, terrà a Taiwan.

L’allargamento della tensione emerge anche dall’attacco in Iran compiuto da Israele, che si riflette sul conflitto ucraino dopo le parole del consigliere presidenziale Mikhailo Podolyak che ha collegato l’attacco di Isfahan con il coinvolgimento di Teheran nel conflitto ucraino: “La logica della guerra è inesorabile e omicida. Presenta il conto rigorosamente agli autori e ai complici”. Così ieri Teheran ha convocato l’incaricato di affari di Kiev per esprimere la propria irritazione. Allo stesso tempo Israele non ha affatto smentito il collegamento tra l’attacco e il conflitto ucraino e il premier Benjamin Netanyahu, ha rivelato il colloquio con Macron in cui entrambi hanno “condannato con forza la partecipazione attiva dell’Iran nel ferimento di civili innocenti in Ucraina”.

E se Kiev ha ampliato di nuovo il novero delle richieste di armamenti chiedendo un sottomarino a Berlino, che ha respinto, il presidente francese ha lasciato intravedere un’apertura sulla fornitura di aerei dicendo che “in linea di principio nulla è escluso”. Vladimir Putin dal canto suo ha compiuto una nuova mossa politica chiamando al telefono l’imbarazzante principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, utile probabilmente a lasciar intendere un dialogo con uno dei più fidati alleati degli Stati Uniti che però sta osservando con sospetto le manovre dell’area dopo gli accordi di Abramo del 2020 che hanno ripristinato le relazioni tra Emirati Arabi e Bahrein con gli Stati Uniti.

Movimenti continui e sovrapposti, che delineano uno scenario inquietante sapendo, appunto, che le guerre non stanno ferme. Si allargano.

Jeffrey Sachs: “Biden si affida ai ‘neocon’: per questo sceglie la guerra”

L’ACCADEMICO DELLA COLUMBIA – “Il grande fallimento dell’Occidente è la riluttanza a negoziare con la Russia. Il pericolo che il conflitto si allarghi è concreto, la Nato punta all’Asia”

SALVATORE CANNAVÒ  1 FEBBRAIO 2023Jeffrey Sachs è direttore del Centro per lo sviluppo sostenibile presso la Columbia University, dove ricopre il grado di professore universitario, ed è uno degli accademici statunitensi più critici verso la gestione Usa della guerra. Giovedì 2 febbraio terrà una Lectio magistralis presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dal titolo: “Creatività e ricerca al tempo dello sviluppo sostenibile”.

Cosa pensa della recente decisione occidentale di inviare i carri armati Usa e tedeschi in Ucraina?

Il grande fallimento dell’Occidente è costituito dalla sua riluttanza a impegnarsi in negoziati con la Russia per porre fine alla guerra. L’invio di più carri armati non porrà fine alla guerra, ma aumenterà sicuramente la distruzione. La guerra è stata causata in ultima analisi dall’insistenza degli Stati Uniti per l’allargamento della Nato all’Ucraina e dall’intervento segreto degli Stati Uniti per rovesciare il presidente ucraino Viktor Yanukovich nel 2014. Inoltre, il fallimento dell’Europa ad attuare l’accordo di Minsk II, insieme a massicce spedizioni di armi in Ucraina durante il 2014-2021, ha alimentato la guerra.

L’origine della guerra non va ricondotta solo alla decisione di Putin?

Questa guerra è sicuramente il risultato di uno scontro tra Stati Uniti e Russia dal 1990. In quell’anno, gli Stati Uniti e la Germania hanno promesso a Gorbaciov che non avrebbero allargato la Nato “di un centimetro verso Est”. Gli Stati Uniti hanno infranto la promessa, allargando la Nato a 14 Paesi dal 1990. La promessa di espandere la Nato all’Ucraina e alla Georgia ha oltrepassato le linee rosse della Russia, come ha avvertito Putin e come molti esperti occidentali hanno fortemente sottolineato. L’allargamento Nato è alla radice di questo conflitto, è triste a dirsi. Così come l’intromissione degli Stati Uniti nella politica dell’Ucraina, incluso il ruolo nell’insurrezione di Maidan. La Russia sa tutto questo e ritiene che il ruolo degli Stati Uniti in Ucraina rappresenti una profonda minaccia alla sicurezza. Per questo motivo, Ucraina, Stati Uniti e Russia dovrebbero essere tutti d’accordo sulla fine del conflitto e sulla neutralità dell’Ucraina.

Negli Usa c’è un pieno sostegno al supporto di Biden all’Ucraina?

I media mainstream rilanciano la propaganda, ma l’opinione pubblica è molto divisa. Le persone generalmente vogliono pace, sicurezza e stabilità economica. Invece, i governi di Usa e Ue stanno dando loro guerra, insicurezza e crisi economica.

GUARDA – Che fine ha fatto la sinistra americana?

Crede sia concreto il rischio di un allargamento della guerra?

Se i neoconservatori statunitensi faranno a modo loro, la guerra probabilmente si allargherà. Israele sta già attaccando l’Iran, l’Europa si sta allontanando dall’accordo sul nucleare iraniano e gli Stati Uniti e la Cina sono vicini al conflitto in Asia. La Nato sta pericolosamente espandendo le sue attività in Asia. Dovremmo ricordare che Nato sta per “Nord Atlantico”, non per Cina.

Che possibilità di soluzione diplomatica si intravedono?

Una soluzione diplomatica è certamente possibile. L’Ucraina potrebbe rimanere neutrale, la Russia ritirare le sue truppe e la Nato potrebbe promettere di non allargarsi. La Crimea rimarrebbe sotto il controllo della Russia e si potrebbe avviare un compromesso pragmatico nel Donbass, come previsto dall’accordo di Minsk II. Le sanzioni sarebbero ridotte e infine cessate, e la Russia, gli Stati Uniti e l’Ue potrebbero tutti contribuire alla ricostruzione dell’Ucraina.

Quali sono a suo avviso gli obiettivi strategici degli Usa in questa guerra?

L’obiettivo geopolitico degli Stati Uniti è quello di essere il Paese più potente. È un’idea fantasiosa, basata sull’errata visione che gli Usa dovrebbero davvero “guidare” il mondo. Ma non abbiamo bisogno di un paese per guidare il mondo. Abbiamo bisogno invece della cooperazione tra le nazioni ai sensi della Carta delle Nazioni Unite.

Pensa che con la presidenza Trump saremmo nella stessa situazione?

Trump era completamente imprevedibile, quindi è difficile saperlo. Ed era un politico pericoloso. Biden potrebbe essere molto migliore, ma ha affidato la politica estera ai neoconservatori. Questo è un terribile errore. Dovrebbe scegliere una nuova politica estera a mio avviso, basata sulla cooperazione e sui negoziati, piuttosto che sull’escalation.

Iran: fondato sistema per transazioni finanziare con la Russia

30 Gennaio 2023

Russia e Iran hanno istituito un sistema per effettuare transazioni finanziarie tra i due Paesi denominato System for Financial Electronic Messaging (Sepam). Lo ha fatto sapere il vice governatore della Banca centrale iraniana Mohsen Karimi come riporta l’agenzia Fars. Attraverso il nuovo sistema, 700 banche russe potranno per la prima volta effettuare transazioni finanziare con banche iraniane senza la necessità di utilizzare il sistema Swift, ha fatto sapere Karimi, aggiungendo che 106 banche di altri 13 diversi Paesi hanno stabilito collegamenti con il Sepam e possono quindi effettuare transazioni finanziarie con la banche iraniane.
In seguito alle sanzioni contro l’Iran imposte dall’ex presidente americano Donald Trump nel 2021, Teheran è stata esclusa dal sistema di transazioni finanziarie Swift.

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