TAV LIONE TORINO: PER LA FRANCIA È SCADUTA LA “PUBBLICA UTILITÀ” da IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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TAV LIONE TORINO: PER LA FRANCIA È SCADUTA LA “PUBBLICA UTILITÀ” da IL FATTO

Tav Torino-Lione: ora la dichiarazione francese di “pubblica utilità” è scaduta

 G. B. 22 GENNAIO 2023

La prima ministra francese, Élisabeth Borne, dichiari la nullità del decreto che nel 2007 dichiarava il “pubblico interesse” e “l’urgenza” dei lavori necessari alla realizzazione del Tav Lione-Torino, il collegamento ferroviario tra Saint-Jean-de-Maurienne e la frontiera franco-italiana. È quanto chiedono i firmatari di una lettera inviata alla prima ministra e firmata da un folto gruppo di parlamentari, intellettuali, sindacalisti e responsabili di associazioni ambientaliste francesi. Il decreto del 18 dicembre 2007 fu poi prorogato l’8 dicembre 2017 fino al 20 dicembre 2022. Oltre quella data non è più prorogabile e la sua validità è dunque scaduta. I firmatari della lettera al capo del governo francese (tra i quali alcuni deputati dell’Assemblea nazionale) segnalano alla prima ministra che finora sono stati svolti soltanto lavori di scavo preparatori e di ricognizione geologica. E il progetto di scavo “non tiene conto delle disposizioni della legge sull’acqua” e può procurare “allarme ambientale e di salute pubblica”. Infatti “le risorse idriche sotterranee sono minacciate e le previsioni di siccità sono una modifica sostanziale della valutazione ambientale del progetto. Le analisi idrogeologiche, sconosciute al fascicolo dell’inchiesta pubblica, dimostrano che le acque sotterranee che sarebbero drenate da questo progetto non possono essere ricostituite dalla natura, oggi ancor meno che in passato, vista la situazione che è peggiorata rispetto al decreto iniziale. Il perseguimento di questo progetto presenta dunque un rischio economico, ambientale e sociale importante”. I firmatari ricordano che “le previsioni socio-economiche annunciate nel 2006 (…) sono tutte sovrastimate, come quelle del traffico merci previsto tra Francia e Italia attraverso le Alpi, che è meno della metà di quello che giustifica il progetto. Ne risulta un valore attuale netto incompatibile con i criteri di pubblica utilità”. D’altra parte, “niente ci permette di ipotizzare che le previsioni iniziali di traffico possano essere raggiunte a breve, medio o lungo termine”. Nella lettera si legge che “dal 1998, tutte le Amministrazioni statali hanno dichiarato che il progetto non è economicamente sostenibile, come sottolineato ancora una volta nel rapporto del primo febbraio 2018 del Conseil d’Orientation des Infrastructures”. In conclusione: “Tutti questi elementi dovrebbero indurre la prima ministra a considerare che le condizioni del decreto non sono state soddisfatte fino a oggi e che questa dichiarazione non è più valida”.

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