OIM: PIÙ 60% DI MORTI NEL MEDITERRANEO CENTRALE. “EMERGENZA UMANITARIA” da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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OIM: PIÙ 60% DI MORTI NEL MEDITERRANEO CENTRALE. “EMERGENZA UMANITARIA” da IL MANIFESTO

Oim: +60% di morti nel Mediterraneo centrale. «Emergenza umanitaria»

Quest’anno nel Mediterraneo centrale sono morte 2.271 persone che tentavano di raggiungere l’Europa. O almeno, queste sono le vittime accertate, una cifra da considerare per difetto a fronte dei tanti […]

redazione sociale  24/12/2023

Quest’anno nel Mediterraneo centrale sono morte 2.271 persone che tentavano di raggiungere l’Europa. O almeno, queste sono le vittime accertate, una cifra da considerare per difetto a fronte dei tanti naufragi fantasma di cui si sa poco e nulla.

In ogni caso si tratta dell’84% del totale dei morti nel Mare Nostrum dall’inizio del 2023 e del 60% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (1.413).

«Ancora una volta ribadiamo che quella degli arrivi via mare non è un’emergenza numerica, ma umanitaria», afferma Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim).

La destra italiana aveva promesso di far diminuire sia gli sbarchi che i morti in mare, anche attraverso i crescenti ostacoli alle Ong rappresentate per anni come «pull factor» (tesi smentita qualche giorno fa persino da Frontex).

È successo il contrario, ma le vittime sono cresciute più rapidamente dei migranti riusciti ad arrivare sulle coste italiane, che da un anno all’altro sono passati da 100mila a 153mila (+53%).
«Di questo aumento del numero di morti dobbiamo innanzitutto ringraziare il disumano cinismo di Meloni e Salvini che hanno imposto norme che ostacolano il soccorso in mare causando tragedie come a Cutro e l’altro giorno altri 86 vittime al largo della Libia che potevano essere salvate», attacca il segretario di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo.

Dei migranti partiti dalle coste nordafricane 48mila sono stati intercettati dalla guardia costiera tunisina e 11mila dalle milizie libiche.

Di quelli arrivati in Italia 18mila sono di origini guineana, 17mila tunisina e 16mila ivoriana. Seguono Bangladesh (12mila), Egitto (11mila) e Siria (9.500).

Nelle strutture di accoglienza si trovano 140mila persone, divise tra i centri governativi (105mila persone) e i progetti della rete Sai (35mila). La Lombardia ospita il 13% di tutti i migranti, è la percentuale regionale più alta.

Rosolini, nel centro per minori stranieri non accompagnati manca pure l’acqua

IMMIGRAZIONE. Aperto ad agosto «in emergenza», ospita 180 ragazzi. Sei associazioni denunciano le condizioni di accoglienza. Servizi assenti, alcuni ragazzi «parcheggiati» lì per mesi invece di pochi giorni

Giansandro Merli   24/12/2023

L’acqua è fredda, quando c’è. Perché scorre solo tre ore al giorno. I servizi igienici sono scarsi e collocati all’esterno. Caldo non fa neanche dentro. I ragazzi dormono sulle brandine, uno accanto all’altro, senza privacy. Mancano perfino i tavoli per mangiare seduti.

Sono queste le condizioni in cui sono costretti a vivere 180 minori stranieri non accompagnati finiti nel campo di primissima accoglienza di Rosolini, provincia di Siracusa. Lo denunciano con una lettera alle istituzioni – tra cui prefetto, tribunale per i minorenni e procuratore – sei associazioni che venerdì 15 dicembre si sono recate all’esterno della tensostruttura per parlare con i ragazzi e capire meglio cosa accade all’interno.

Asgi, Arci, Cnca, Defence for children, Intersos e Oxfam sottolineano anche la quasi totale mancanza di servizi. Non c’è assistenza psicologica, né esistono attività ricreative. I minori non sono stati iscritti a scuola, né ricevono lezioni di italiano. Per loro la spesa pro-capite è 24,5 euro, molto meno dai 60 euro previsti dalla legge. Non sono stati nominati i tutori volontari, un diritto dei ragazzi. Che non hanno potuto chiedere il permesso di soggiorno per minore età o la protezione internazionale.

Il campo di Rosolini ha aperto ad agosto scorso come luogo di primissima accoglienza. Significa che da lì i minori dovrebbero transitare per poco tempo. «Ci risulta che alcuni sarebbero collocati presso tale struttura da più di tre mesi», scrivono invece le associazioni. La cornice è quella della decretazione dello stato di emergenza immigrazione di aprile 2023 «in conseguenza dell’eccezionale incremento dei flussi». Le deroghe che questo prevede, però, non possono valere per i minori.

Nel loro caso l’unica prevista esplicitamente riguarda le comunità per under 14 che possono aumentare la capienza del 25%. A Rosolini, invece, sembra siano state derogate ben altre norme che regolano la prima accoglienza dei ragazzi. La legge stabilisce che bisogna garantire loro mediazione linguistica e culturale, insegnamento dell’italiano, organizzazione del tempo libero, informazione legale, colloqui con lo psicologo, oltre al supporto alle autorità competenti nelle procedure di affidamento e nomina del tutore. Nulla di tutto ciò sembra accadere nella tensostruttura della provincia siciliana, praticamente un parcheggio.

La convenzione per la gestione del centro è stata firmata con la Croce rossa, mentre il sindaco del paese, Giovanni Spadola, ha concesso in comodato d’uso gratuito la struttura ma anche messo nero su bianco che le casse comunali in dissesto finanziario non possono coprire le spese per acqua, rifiuti ed energia.

Intanto i senatori dem Antonio Nicita, Annamaria Furlan e Vincenzo Rando hanno firmato un’interrogazione parlamentare per chiedere al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi cosa intende fare affinché ai minori «siano immediatamente garantite condizioni di accoglienza tali da rispettare i diritti fondamentali loro riconosciuti dalla normativa nazionale e sovranazionale».

«Abbiamo messo al corrente tutte le istituzioni competenti in modo che nessuno possa dirsi all’oscuro di quanto sta accadendo a Rosolini – afferma l’avvocato Riccardo Campochiaro (Asgi) – Se non ci saranno risposte ci muoveremo per tutelare i minori per vie legali. Vedremo se presso un tribunale interno o alla Corte europea per i diritti dell’uomo».

Proprio la Cedu ha condannato ripetutamente l’Italia per le condizioni di accoglienza dei minori stranieri soli, spesso in violazione dell’articolo 3 sui trattamenti inumani e degradanti. In una sentenza del 2022 ha detto esplicitamente che questa previsione, «dato il suo carattere assoluto», non può essere derogata per le «difficoltà derivate dall’accresciuto flusso di migranti e richiedenti asilo». Del resto quest’anno sono arrivati via mare 17mila minori non accompagnati, appena 3mila in più del 2022.

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