G7, I MILIARDI USA PER CONTENDERE L’AFRICA A PECHINO da IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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G7, I MILIARDI USA PER CONTENDERE L’AFRICA A PECHINO da IL FATTO

G7, i miliardi Usa per contendere l’Africa a Pechino

IL RUOLO DELL’ITALIA – Il governo italiano si è inserito in questo contesto di grandi affari internazionali, con i suoi 320 milioni di dollari, finanziando il “corridoio di Lobito”

SALVATORE CANNAVÒ   28 GIUGNO 2024

Giorgia Meloni ha magnificato i risultati del G7 di Fasano, in Puglia, presentato come la prova del grande ruolo dell’Italia nel mondo. Leggendo con attenzione i documenti conclusivi, vengono evidenziate le ragioni più concrete, ed economiche, di tali vertici. A cominciare dal rapporto con l’Africa che, come si evince dalla mappa in pagina, rappresenta uno dei territori di frontiera tra le potenze occidentali da un lato e Cina e Russia dall’altro: gli investimenti in quel continente hanno quindi una valenza geopolitica. A questo schema, quindi, ha dato un contributo l’Italia con il “piano Mattei”, bandiera d’orgoglio della presidente del Consiglio, che ha contribuito con 320 milioni di euro a uno dei progetti della Partnership for Global Infrastructure and Investment per la realizzazione del “corridoio di Lobito”.
Sembrano parole astratte ma rappresentano uno dei punti qualificanti del G7, non a caso molto ben evidenziati sul sito della Casa Bianca dove viene chiaramente spiegato come il Pgii rappresenti uno dei progetti centrali degli Usa in Africa. L’espansione russa e cinese spiegano il perché di tanta attività così come la crisi in Kenya di questi giorni fa capire quanto la situazione sia esplosiva.

A Fasano, come anche lo scorso anno a Hiroshima, si è così deciso che la Pgii vada accelerata. Gli Stati Uniti ci hanno messo sopra finora 60 miliardi di dollari “attraverso finanziamenti federali, sovvenzioni e investimenti a leva nel settore privato negli ultimi tre anni, raddoppiando i contributi annunciati al vertice del G7 dello scorso anno”. E puntano a raggiungere un investimento complessivo di 200 miliardi entro il 2027 contribuendo così per un terzo all’obiettivo del G7 di 600 miliardi di dollari. Primo particolare dell’operazione Pgii è il ruolo centrale del settore privato. Al G7 sono stati infatti invitati alcuni fondi miliardari come Global Infrastructure Partners e la stessa BlackRock che ha da poco acquisito la prima per 12,5 miliardi di dollari. Insieme a un altro fondo, Brookfield, hanno annunciato l’intenzione di investire almeno 4 miliardi di dollari di capitale in progetti infrastrutturali interessati anche dalle nuove garanzie offerte dalla Banca Mondiale che ha ampliato, con ben sei aggiornamenti concreti, la gamma di assicurazioni contri i rischi politici. Ma anche Microsoft ha investito “circa 5 miliardi di dollari in infrastrutture digitali, sicurezza informatica, competenze e altre capacità in Kenya, Indonesia e Malesia” e BlackRock ha rilanciato il proprio impegno nel Climate Finance Partnership (Cfp) che ha già effettuato investimenti per 350 milioni di dollari in Kenya, Filippine, Thailandia, Brasile, Malesia, Indonesia e Bangladesh, “e continuerà a impiegare centinaia di milioni di dollari di capitale privato nelle infrastrutture climatiche dei mercati emergenti”.

Il governo italiano si è inserito in questo contesto di grandi affari internazionali, con i suoi 320 milioni di dollari, finanziando il “corridoio di Lobito” che, per le caratteristiche geografiche sembra un progetto interessante soprattutto per gli Stati Uniti. Collegherà infatti l’Angola allo Zambia, attraverso la Repubblica Democratica del Congo per migliorare l’accesso ai porti sull’Atlantico e rendere più efficiente il trasporto globale. Ma anche, come scrive il Centro studi internazionale, “di incentivare gli investimenti stranieri nel settore minerario” e tra i soggetti più interessati “ci sarebbero l’americana KoBold Metals, il gruppo Emr Capitals e la svizzera Glencore”. Il piano Mattei investirà anche in Kenya, dove si è verificata una rivolta contro la legge finanziaria, ritirata ieri, in due progetti piloti in quel paese nel settore dell’energia rinnovabile.

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