UNA PROPOSTA PER LA PACE: LA STAFFETTA PER L’ITALIA da IL FATTO
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UNA PROPOSTA PER LA PACE: LA STAFFETTA PER L’ITALIA da IL FATTO

Una proposta per la pace: la staffetta per l’Italia

DUE APPELLI – I contrari alla guerra si mobilitano: il 7 maggio manifestazione itinerante da Aosta a Lampedusa. Invitati i leader politici, ma la segretaria del Partito democratico no

SALVATORE CANNAVÒ  19 APRILE 2023

L’arcipelago di forze contrarie alla guerra si rimette in moto con due appelli. Il primo nasce su iniziativa di Michele Santoro e ha un obiettivo molto ambizioso: creare una staffetta “dell’umanità”, da Aosta a Lampedusa, lungo un percorso di circa 4.000 chilometri che attraverserà l’Italia con lo scopo di contrastare non solo l’invio di armi, ma ogni attività cobelligerante dell’Italia. Una posizione integrale e molto netta. La data prevista è il 7 maggio e i dettagli saranno spiegati oggi in una conferenza stampa che si terrà a Roma.

Il secondo appello raccoglie soprattutto attivisti del movimento contro la guerra e, con lo scopo di “imporre la pace”, mette in risalto le proposte politiche di Cina e Vaticano come basi concrete che dovrebbero essere adottate in Occidente.

Il primo appello “ai cittadini, alla società civile e ai leader politici” entra con i piedi nel piatto della battaglia politica. Tra i leader politici a cui si rivolge, infatti, non c’è per precisa scelta politica la segretaria del Pd, Elly Schlein. Si tratta della constatazione di una precisa iniziativa politica più che una forma di disprezzo.

Il Pd non è qui. “Dopo più di un anno di guerra in Ucraina e centinaia di migliaia di morti – si legge nel testo – mettere fine al massacro, cessare il fuoco e dare inizio a una trattativa restano parole proibite. Si prepara, invece, una resa dei conti dagli esiti imprevedibili con l’uso di proiettili a uranio impoverito e il rischio di utilizzo di armi nucleari tattiche”. “L’intera Ucraina è rasa al suolo, un macigno si abbatte sull’Europa politica, aumentando le disuguaglianze, peggiorando le condizioni di vita dei lavoratori, flagellando le famiglie con l’aumento dei beni alimentari, della benzina, dell’energia e delle rate dei mutui”.

La collocazione politica dei firmatari è chiarita in questo modo: “Putin è il responsabile dell’invasione ma la Nato, con in testa il presidente degli Stati Uniti Biden, non sta operando soltanto per aiutare gli aggrediti a difendersi, contribuisce all’escalation e trasforma un conflitto locale in una guerra mondiale strisciante”. E dunque, di fronte a una maggioranza delle popolazioni contraria alla guerra a cui si contrappone la “stragrande maggioranza dei mezzi d’informazione” che ripete la menzogna “dell’Occidente che si batte per estendere la democrazia al resto del mondo” passa l’idea che l’Italia “non possa far altro che continuare a inviare armi”.

L’appello ribadisce la “solidarietà al popolo ucraino abbandonando, però, qualunque partecipazione alle operazioni belliche” per tornare l’Italia, “il più grande Paese pacifista del mondo”.

Come in Francia. Per farlo occorre seguire “l’esempio del Movimento in Francia” e quindi mobilitarsi usando “il cammino come strumento di pace”. Da qui l’idea della staffetta che, spiega chi sta lavorando al progetto, si svolgerà simultaneamente e prevede un impegno “di almeno 4.000 persone che all’unisono si sposteranno da una base all’altra” – un po’ come nel baseball – e quindi servirà un contributo attivo di comitati e associazioni, di quelli che l’appello chiama “i senza partito, i disorganizzati” anche se si chiede l’aiuto di “leader e organizzazioni che si sono pronunciati contro l’invio di armi”. Quindi non il Pd. Se mancherà questo apporto l’iniziativa difficilmente potrà riuscire, perché tra le intenzioni dei firmatari c’è quella di “certificare” l’avvenuto spostamento lungo il percorso.

L’appello vede la confluenza di iniziative e posizioni anche diverse: l’elenco dei firmatari è ampio, compresa la notorietà di molti di loro. Ci sono, tra gli altri, Alessandro Barbero, gli eurodeputati eletti nel Pd, Pietro Bartolo e Massimiliano Smeriglio, Fausto Bertinotti, Ginevra Bompiani, Massimo Cacciari, Donatella Di Cesare, Luigi de Magistris, Anna Falcone, Elio Germano, Fiorella Mannoia, Ugo Mattei, Tomaso Montanari, la nostra Maddalena Oliva, Moni Ovadia, Davide Riondino, Carlo Rovelli, Riccardo Scamarcio, Vauro, Mimmo Lucano, padre Alex Zanotelli e molti altri.

Imporre la pace. “Sono molti anni che non firmo appelli”, spiega al Fatto Angelo Baracca, fisico critico, antinuclearista e pacifista che ha lavorato al secondo appello, “ma non è possibile vedere che la stragrande maggioranza della popolazione è contraria alla guerra e all’invio di armi e non ha voce”. L’appello “Fermare la guerra, imporre la pace”, che sarà presentato domani in una conferenza stampa a Roma, stavolta non si limita a “chiedere” ai decisori di fare qualcosa, ma vorrebbe che si manifestasse “la volontà comune”. Politicamente conferisce particolare enfasi alle posizioni del Papa e al documento cinese.

“A livello mondiale si sono levate due voci ufficiali nel sostenere che va ricercata la strada del negoziato e il raggiungimento della pace attraverso necessarie mediazioni e la cessazione dei combattimenti: il Pontefice e il governo cinese”. Il primo con tentativi diplomatici “contrastati apertamente all’interno ma soprattutto all’esterno del Vaticano”. Il secondo “con un documento dettagliato e adeguato con lo scopo di mettere fine alla guerra in corso e impedire quelle future”. Della proposta cinese si mettono in risalto i primi due punti, laddove si sostiene che “il diritto internazionale universalmente riconosciuto, compresi gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, deve essere rigorosamente osservato”. È la stessa sottolineatura fatta pochi giorni fa in una trasmissione tv da Romano Prodi. Il documento cinese, continua l’appello, “chiede di rimanere impegnati a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale di tutti i Paesi, ma anche che “la sicurezza di un Paese non deve essere perseguita a spese di altri”.

Serve allora “uno scatto di reni tra tutte le forze che sentono la responsabilità di dover fare di tutto per fermare la guerra e imporre la pace” a partire da un immediato “cessate il fuoco”. Tra i firmatari di questo appello, in rigoroso ordine alfabetico, docenti come ex ambasciatori come Alberto Bradanini ed Enrico Calamai, esponenti di Potere al popolo come Marta Collot e Giorgio Cremaschi, Domenico Gallo, il portavoce di Pax Christi monsignor Ricchiuti, di nuovo Carlo Rovelli e Alex Zanotelli.

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