SANTORO&DE MAGISTRIS: PRIMO APPELLO CONTRO IL CONFLITTO da IL FATTO e MACCENTELLIWEB
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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SANTORO&DE MAGISTRIS: PRIMO APPELLO CONTRO IL CONFLITTO da IL FATTO e MACCENTELLIWEB

Santoro chiama De Magistris: primo appello contro il conflitto

VERSILIANA – All’evento anche Bompiani e La Valle

 FQ  19 AGOSTO 2023

A leggere la presentazione che ne fa Michele Santoro, uno dei protagonisti, somiglia all’esordio pubblico di un movimento di forte impronta pacifista. L’appuntamento è per il 26 agosto al Caffè della Versiliana (Marina di Pietrasanta, Lucca), dove alle ore 21:30 Santoro presenterà un appello per dare rappresentanza al popolo pacifista. L’ex giornalista Rai dialogherà con Raniero La Valle, ex parlamentare firma del Fatto, con l’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris e con la scrittrice Ginevra Bompiani, tutti impegnati in questo anno e mezzo di guerra per la sensibilizzazione anti-bellicista. Nel post sui social con cui Santoro annuncia l’evento, si legge che i promotori “presenteranno al pubblico per la prima volta il loro appello per dare una rappresentanza al popolo invisibile del pacifismo italiano”.

Secondo Santoro, “la parola Pace, proibita durante l’assurda escalation della guerra in Ucraina, potrebbe trasformarsi in un programma radicalmente alternativo alla logica delle armi che oggi arriva a minacciare l’esistenza della specie umana, di tutte le creature viventi e della natura”. Per questo “riprende corpo il sogno di un nuovo mondo fondato sull’uguaglianza, la dignità di ogni persona e la salvezza dell’ambiente”. Parole che somigliano a un manifesto politico, anche perché in avvicinamento alle elezioni europee del giugno 2024 non mancano le richieste di una lista che riunisca i protagonisti del pacifismo, con un dialogo trasversale che tocchi le varie anime del centrosinistra (inclusi Sinistra Italiana a Verdi, uniti in Italia ma separati in Ue). La Versiliana è allora una prima occasione per mettere qualche punto fermo, in attesa che la piattaforma pacifista possa definire meglio i propri contorni politici.

CRISI E GUERRA, UN RAGIONAMENTO SULL’ATTUALE SITUAZIONE GEOPOLITICA MONDIALE

 

18 Agosto 2023 di admin

Interessante l’analisi di Fabrizio Casari: Niger, la Francia in un tunnel. Io allargherei però il ragionamento alla situazione internazionale, oltre il focus sul Sahel.

Alla fine i fronti di conflitto per i paesi imperialisti stanno diventando troppi per poterli gestire. A meno di una vasta guerra micidiale che porti sul terreno caschi occidentali (già di per sé in querelle nazionaliste tra le loro frazioni di capitale) in Niger. Ma a quel punto anche in Burkina e Mali, gran parte del Sahel è perso e le potenze punteranno alla diplomazia, proponendo concessioni per non lasciare spazio nell’area all’espansione della Federazione Russa, ma soprattutto della Repubblica Popolare Cinese.

Sono state spese troppe risorse e danari in Ucraina e anche la pressione militarista su Cina e Corea del Nord pesa ai bilanci atlantisti a partire dagli USA. Per non parlare dell’America Latina e del Centro America in sommovimento, con batoste elettorali che vanno affrontate con molti danari investendo in forze golpiste interne e intelligence.

Il problema non è solo francese o statunitense e la crisi economica del blocco atlantista aprirà a ulteriori contraddizioni non solo nelle province dell’impero, ma anche nei centri imperialisti.

A questa si aggiunge la crisi di sovrapproduzione più generale, nella quale (è notizia di queste ore) è entrata a piè pari anche la Cina con la sua debacle del settore immobiliare privato, destinato a dilagare nel piccolo credito e nel pubblico, nonché a creare frizioni sul terreno dell’export soprattutto edile verso i paesi asiatici e oltre. Una crisi che si aggiunge alla crisi di sistema più generale e che può far sorridere solo imbecilli come i neocom e i dem USA, più interessati alle elezioni imminenti che ad affrontare il grande contagio che dagli investimenti produttivi passerà alla finanza mondiale.

Nella tendenza alla guerra imperialista, che storicamente in queste condizioni si apre, c’è da chiedersi dove e come questa scoppierà se, come è possibile, diverrà una strada obbligata: non certo nel Sahel. Mi viene qualche brivido su per la schiena…

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