PACE, NON AUMENTO DELLE SPESE MILITARI da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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PACE, NON AUMENTO DELLE SPESE MILITARI da IL MANIFESTO

Nel 40° anniversario della marcia contro i missili Cruise, manifestazione a Comiso contro la guerra

4 Aprile. Sicilia. Il comitato promotore lancia un appello all’adesione

***  25.03.2022

Di nuovo a Comiso per la pace, a 40 anni dalla marcia contro l’istallazione dei missili Cruise e per la smobilitazione degli SS20 del Patto di Varsavia, per chiedere stavolta la fine immediata della guerra in Ucraina. Il 4 aprile alle 16.30 si terrà nella città del ragusano che fu teatro della grande mobilitazione contro i missili, una manifestazione promossa da uno schieramento della società civile, del mondo del lavoro, delle categorie professionali, delle istituzioni.

Nel quarantesimo anniversario della storica marcia alla quale partecipò anche Pio La Torre, ucciso dalla mafia 26 giorni dopo anche per le sue battaglie pacifiste, si torna a Comiso dunque per rimarcare “l’unanime condanna dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e la solidarietà al popolo Ucraino” e “la richiesta di cessazione immediata della guerra contro l’Ucraina aprendo tavoli negoziali per appianare i contrasti”. “La pace è la condizione per il rispetto dei diritti umani, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, della fratellanza e dell’autodeterminazione dei popoli e degli Stati”.

Lo hanno ricordato in questi giorni il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e papa Francesco, lo prevedono le Carte Costituzionali dei paesi democratici.

“La pace – è scritto nel documento dei promotori- è necessaria per ridurre le spese militari, eliminare le armi nucleari, gestire le risorse nello sviluppo socioeconomico delle nazioni, cancellando così dal futuro del pianeta riscaldamento climatico, mafie, corruzione, disuguaglianze e povertà”.

Il cartello promotore lancia un appello alla partecipazione.

Per le adesioni inviare una email a: 4aprileperlapacesicilia@gmail.com

 Di seguito l’elenco aggiornato delle adesioni:

Acli Palermo

Addiopizzo

Anci Sicilia

Anpi Palermo – Sicilia

Arci Sicilia

Ass. “Il Femminile è Politico”

Centro Impastato

Centro Studi Paolo e Rita Borsellino

Centro Studi Pio La Torre

Cgil Sicilia

Comune di Palermo

Comunità di Sant’Egidio

Comunità Siciliana Islamica

Confcooperative Sicilia

Erripa “Achille Grandi”

Fondazione Costa

Fondazione Giovanni Falcone

Istituto di Formazione Politica “Pedro Arrupe”

Legacoop Sicilia

Libera Sicilia

Uil Sicilia

 

Armamenti, affondo del papa contro l’aumento delle spese militari: «Pazzia»

L’Alleanza atlantica nel mirino di Bergoglio. La «guerra vergognosa in Ucraina è il frutto della vecchia logica di potere»

Luca Kocci  25.03.2022

«Mi sono vergognato quando ho letto che un gruppo di Stati si sono impegnati a spendere il 2% per cento del Pil nell’acquisto di armi, come risposta a questo che sta succedendo adesso. La pazzia!». Papa Francesco torna ancora una volta a denunciare gli investimenti per gli armamenti, rivolgendosi direttamente a quei Paesi europei che fanno parte della Nato e che hanno deciso di aumentare fino al 2% del Pil la spesa militare come la Germania e anche l’Italia (Francia e Regno Unito sono già sopra questa soglia).

La scorsa settimana, infatti, la Camera dei deputati ha approvato a larghissima maggioranza (contrari Alternativa, Europa Verde e Sinistra italiana) un ordine del giorno proposto dalla Lega che impegna il governo a portare dall’1,5% al 2% del Pil le spese militari entro il 2024 (cioè da 25 a 38 miliardi di euro l’anno). E mercoledì il presidente del Consiglio Mario Draghi lo ha ribadito nelle comunicazioni al Parlamento, alla vigilia degli incontri di ieri a Bruxelles con i vertici Nato, G7 e Consiglio europeo, alla presenza del presidente Usa Joe Biden: «Vogliamo adeguarci all’obiettivo che abbiamo promesso alla Nato», ovvero il 2% del Pil, ha detto il premier a Montecitorio.

«LA BUONA POLITICA non può venire dalla cultura del potere inteso come dominio e sopraffazione, ma solo da una cultura della cura della persona e della sua dignità e della nostra casa comune», ha detto ieri papa Francesco ricevendo in Vaticano le partecipanti al 31° congresso del Centro femminile italiano.

LA «GUERRA VERGOGNOSA» che si sta combattendo in Ucraina – ha proseguito «è il frutto della vecchia logica di potere che ancora domina la cosiddetta geopolitica», come «dimostra la storia degli ultimi settant’anni»: ci sono state diverse «guerre regionali» e ora «questa, che ha una dimensione maggiore e minaccia il mondo intero». Ma il problema di base è lo stesso, ha aggiunto il pontefice: «si continua a governare il mondo come uno “scacchiere”, dove i potenti studiano le mosse per estendere il predominio a danno degli altri».

Invece «la vera risposta non sono altre armi, altre sanzioni, altre alleanze politico-militari, ma un’altra impostazione, un modo diverso di governare il mondo ormai globalizzato, non facendo vedere i denti come adesso, un modo diverso di impostare le relazioni internazionali. Il modello della cura è già in atto ma purtroppo è ancora sottomesso a quello del potere economico-tecnocratico-militare».

«PAPA FRANCESCO IERI ha ripetuto quello che ha detto più volte nelle ultime settimane e che ripete da tempo, come per esempio al convegno sul Mediterraneo frontiera di pace organizzato dalla Cei a Bari tre anni fa: «Nelle convenzioni internazionali tanti Stati parlano di pace e poi vendono le armi ai Paesi in guerra, questa è la grande ipocrisia”», spiega al manifesto don Renato Sacco, consigliere nazionale di Pax Christi. E aggiunge: «Quelli che hanno le mani spellate per i troppi applausi che hanno fatto al papa cosa dicono in questi giorni? Nulla! Sulle spese militari e sul commercio delle armi c’è un silenzio tombale. Verrebbe da pensare che la lobby delle armi sia cosi influente da riuscire a portare tutti dalla propria parte, ma non si può dire perché non ci sono le prove».

INTANTO SI PREPARA una «missione di pace» – vera – da parte di alcune organizzazioni nonviolente e pacifiste del mondo cattolico e laico, come Comunità papa Giovanni XXIII, Rete italiana pace e disarmo, Pax Christi, Beati i costruttori di pace, Focsiv e Un ponte per.

«VENGONO MOMENTI in cui “la pace attende i suoi artefici” e noi non possiamo disattenderla, non vogliamo restare spettatori e sentiamo l’obbligo di esporci in prima persona», spiegano le associazioni che il primo aprile partiranno per l’Ucraina, «per testimoniare con la nostra presenza sul campo la volontà di pace e per permettere a persone con fragilità, madri sole e soprattutto bambini, di lasciare il loro Paese in guerra e raggiungere l’Italia».

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