“PACE IN PALESTINA”: STUDENTI DOMANI IN PIAZZA A PISA E FIRENZE da IL MANIFESTO e IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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“PACE IN PALESTINA”: STUDENTI DOMANI IN PIAZZA A PISA E FIRENZE da IL MANIFESTO e IL FATTO

“Pace in Palestina”, studenti domani in piazza a Pisa e Firenze

IL VIZIETTO. Non si fermano le proteste nelle due città contro le violenze poliziesche e le parole assolutorie del ministro Piantedosi, alla vigilia di nuove manifestazioni che si annunciano molto partecipate “per chiedere il cessate il fuoco, la fine della guerra e dell’occupazione coloniale israeliana” in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.

Riccardo Chiari, FIRENZE  01/03/2024

“Pisa non si piega”. Uno striscione della Curva Nord fotografa al meglio la realtà di questi giorni, in quella buona parte di città che è rimasta ancor più scandalizzata per le parole del ministro Piantedosi in Parlamento. Alle cariche della celere in via San Frediano, studenti e studentesse delle scuole superiori e delle università hanno risposto con tutta una serie di assemblee, in vista di una manifestazione che domani alle 14 partirà da piazza Vittorio Emanuele per poi sfilare nel centro cittadino, chiedendo ancora una volta le dimissioni del questore e di chi ha gestito la piazza venerdì scorso, e al tempo stesso per il cessate il fuoco e la pace nella martoriata Palestina. Situazione analoga a Firenze, dove domani alle 18 nei pressi del consolato Usa in lungarno Vespucci si ritroveranno gli studenti medi e universitari, gruppi di docenti, la comunità palestinese, le realtà del sindacalismo di base e anche la capogruppo di Sinistra progetto comune, Antonella Bundu. Pronti poi a sfilare in corteo per San Frediano. “Chiediamo il cessate il fuoco, la fine della guerra e dell’occupazione coloniale israeliana”, sintetizza Maria, la studentessa che venerdì scorso ha avuto il naso rotto da una manganellata.

“Rischi se violi le regole”: botte da Piantedosi

VERSIONE VIMINALE – L’informativa. Il ministro difende gli agenti nelle piazze toscane degli scontri

VINCENZO BISBIGLIA   1 MARZO 2024

“Il rischio di incidenti e di scontri è pari a zero se i manifestanti non pongono in essere comportamenti pericolosi o violenti, rispettando le regole”. Matteo Piantedosi tiene il punto e non molla la difesa delle forze dell’ordine, dopo le manganellate della polizia agli studenti scesi in piazza il 23 febbraio a Pisa e Firenze per il cessate il fuoco in Medioriente. Ieri il ministro dell’Interno ha riferito in Parlamento, integrando la sua versione dei fatti già rappresentata domenica in una lunga intervista al Corriere della Sera e lunedì in Consiglio dei ministri. Una posizione, la sua, piuttosto cauta nei confronti del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che venerdì scorso aveva parlato di “fallimento” riguardo all’utilizzo “coi ragazzi” dei “manganelli”. “La visione delle immagini degli scontri di Pisa ha turbato anche me”, ha detto Piantedosi in aula, affermando anche di condividere “pienamente” le parole del capo dello Stato sul fatto che “l’autorevolezza delle forze di polizia non si nutre dell’uso della forza”.

La “linea” del governo, però, è quella dettata da Giorgia Meloni. E da lì non ci si può discostare più di tanto. Anche per motivi elettorali. “È molto pericoloso togliere il sostegno delle istituzioni a chi ogni giorno rischia la sua incolumità per garantire la nostra”, ha detto la premier mercoledì sera al Tg2 Post, sfiorando il conflitto istituzionale con il Colle. E allora se a caldo il Viminale, nella sua versione, aveva comunque contemplato possibili errori di gestione, tanto da aprire un’indagine interna, questa autocritica a parole è contemplata, nel concreto non trova spazio nella relazione del ministro. Anzi. Per quanto riguarda i fatti di Pisa, Piantedosi in aula ha sottolineato che per il corteo “non era stato presentato alcun preavviso alla Questura”. “Preavviso” obbligatorio, è vero, che però non prevede alcuna “autorizzazione”, come recita l’articolo 17 della Costituzione. Non solo. Ancora secondo il ministro, i manifestanti “hanno rifiutato di fornire indicazioni” sul percorso che volevano intraprendere e con loro sfilava anche “una nota esponente antagonista”, di cui però il Viminale non ha voluto rivelare l’identità. Così, alla fine, per evitare l’ingresso in piazza dei Miracoli – di cui “il Comitato per l’ordine e la sicurezza aveva valutato l’interdizione alle manifestazioni” – si è provveduto a “una carica di alleggerimento” anche per “proteggere gli agenti”. Azione cChe tanto “leggera” non deve essere stata visto che sono rimasti “contusi” 17 manifestanti, di cui “11 minorenni e 2 funzionari della Polizia”. Ovviamente, le immagini e i video delle “contusioni” sono proprio quelli che hanno spinto Mattarella a pronunciare il suo monito, sabato scorso, e che hanno spinto la Procura di Pisa ad aprire un fascicolo d’indagine.

Giustificazioni all’operato della polizia anche su Firenze. Qui, ha sottolineato il ministro, la Questura “è stata preavvisata solo 24 ore prima” contro i tre giorni stabiliti dalla legge e nel corso del tragitto, tra le altre cose, “scandivano slogan contro Israele e Usa”.

Ed è proprio il tema del conflitto israelo-palestinese a fare capolino nella relazione di Piantedosi. Il ministro ribadisce che nulla è cambiato nella gestione dell’ordine pubblico. Eppure viene sottolineato che si è “riscontrato un crescente fermento tra le componenti studentesche di area antagonista” e “un clima di crescente aggressività proiettata nei confronti” della polizia. Insomma, se non ci sono circolari ufficiali, è impossibile non rilevare come la tensione, anche nelle forze dell’ordine, sia molto più elevata. “Alle prossime manifestazioni dei centri sociali non mettiamo poliziotti e carabinieri e vediamo che cosa succede”, ha detto ieri provocatoriamente il leader della Lega, Matteo Salvini, mostrando pieno appoggio al “suo” ministro. “Dei centri sociali”, specifica Salvini. Proprio mentre ieri ha fatto il giro dei social il video dei saluti romani, nella Capitale, al “presente” in onore del neofascista Mikis Mantakas ucciso nel 1975. Qui, però, nessuna “nota esponente antagonista” avvistata.

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