LUCIO RUSSO, IL FISICO CHE STAVA DALLA PARTE DEI GRECI da IL MANIFESTO
Lucio Russo, il fisico che stava dalla parte dei greci
Addii La scomparsa a 81 anni dello storico della scienza che scrisse su Archimede ma anche sull’abbassamento degli obiettivi formativi scolastici nelle materie scientifiche
Andrea Capocci 15/07/2025
Il 12 luglio è morto a Bologna Lucio Russo, fisico e storico della scienza nato a Napoli ottantuno anni fa. Russo ha svolto ricerche e insegnato nelle università di Modena e di Roma Tor Vergata, dove si è a lungo occupato di meccanica statistica. Accanto alla produzione strettamente accademica Russo ha sviluppato una notevole attività di storico del progresso scientifico che lo ha reso assai più noto al grande pubblico. Il suo saggio più celebre si intitola La rivoluzione dimenticata. Il pensiero scientifico greco e la scienza moderna e fu pubblicato per Feltrinelli nel 1996 con la prefazione di Marcello Cini. Nel saggio, Russo ha sostenuto tra i primi la tesi del notevole livello scientifico raggiunto nella Grecia dell’età ellenistica.
Secondo la sua documentata ricostruzione, tra il quarto e il II secolo a. C., grazie alle scoperte di Archimede, Eratostene, Aristarco, Filone e molti altri filosofi – oggi note solo in maniera frammentaria – i Greci raggiunsero un livello di conoscenze che anticipò le conquiste scientifiche della Rivoluzione scientifica avviata in Occidente con il Rinascimento.
LA FINE di quell’età dell’oro scientifica, secondo Russo, fu segnata dalla conquista romana di Cartagine e dallo stretto controllo anche culturale esercitato sulle province sud-orientali. «La rivoluzione dimenticata» è stato tradotto in molte lingue e ripubblicato nel 2021 sempre da Feltrinelli, rivisto dall’autore. «Quel 10% di novità, sul quale ho lavorato molto, lo rende un libro molto più solido», scrisse all’uscita della nuova versione. Il saggio è stato seguito da altri volumi sugli stessi temi, come Flussi e riflussi (Feltrinelli, 2003), L’America dimenticata (Mondadori, 2013), Archimede (Carocci 2019) e Il tracollo culturale (Carocci, 2022).
Lucio Russo si è anche dedicato approfonditamente alla didattica della scienza. Fu nettamente critico nei confronti dell’approccio all’insegnamento delle scienze introdotto alla fine degli anni ’90 dalla cosiddetta «riforma Berlinguer» della scuola secondaria, realizzata sotto i governi Prodi e D’Alema. Nel saggio Segmenti e bastoncini. Dove sta andando la scuola (Feltrinelli 1999). l’autore sostenne la tesi di un abbassamento degli obiettivi formativi nelle materie scientifiche diretto all’instaurazione di una «scuola di consumatori» con il pretesto, più predicato che praticato, di una maggiore inclusione scolastica. «Il primo bel libro italiano a occuparsi di scuola dopo tanti anni» fu il giudizio di Michelangelo Notarianni che lo recensì su queste pagine.
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