L’OCCIDENTE COMPLESSIVO COMINCIA DAVVERO AD ESSERE “OSCE…NO” da IL SIMPLICISSIMUS
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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L’OCCIDENTE COMPLESSIVO COMINCIA DAVVERO AD ESSERE “OSCE…NO” da IL SIMPLICISSIMUS

15 stati Usa vietano i seggi agli osservatori Osce

11/11/2022

 Abituati da decenni ai cosiddetti  “osservatori dell’Osce” (Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica) che rivelano al mondo se certe elezioni possono essere considerate regolari o meno, naturalmente con tutte le forzature del caso tendenti a preservare gli interessi dell’impero o a esaltare la buona salute della democrazia in occidente, anche quando le cose hanno più di un lato oscuro. Ora però è accaduto qualcosa di nuovo e di inaspettato che denuncia il male oscuro nel quale siamo sprofondati: per le elezioni di medio termine 15 stati Usa hanno negato agli osservatori Osce l’accesso ai seggi elettorali per ragioni ufficialmente legate alle legislazioni locali, anche se queste in precedenza non avevano impedito una sorveglianza, sia pure benevola da parte di un’organizzazione allineata e decisamente obbediente. “Non ci è stato permesso di entrare nei seggi elettorali in 15 Stati, ma negli Stati in cui ci è stato permesso di osservare le elezioni siamo stati gentilmente ricevuti e invitati a osservare senza alcuna restrizione” ha affermato il Coordinatore speciale e Capo della Missione di osservazione dell’Osce Margareta Söderfeldt, senza nemmeno rendersi conto del modo  grottesco con cui ha tentato di superare l’imbarazzo..

Intendiamoci la delegazioni di osservatori che peraltro non hanno mai riscontrati alcun problema negli Usa, fin da quando questo sistema esiste, doveva essere composta da 500 osservatori tra quelli a lungo termine e a breve termine, un numero assolutamente troppo basso per un reale controllo, ma poi in effetti tali osservatori sono stati solo 57 un numero così ridotto che la stessa Osce ha dovuto dichiarare di non aver potuto condurre che un’operazione sistematica e nemmeno  un’osservazione statisticamente valida dell’andamento della giornata elettorale. Certo non si capisce come dai 500 previsti si sia scesi a poco più di un decimo quando in realtà solo un terzo scarso degli stati Usa non ha concesso il permesso, ma questi sono i misteri gaudiosi di organizzazioni che spesso sono poco più di un orpello: l’impressione è che forse temevano di dover controllare cose che poi non avrebbero potuto nascondere a lungo.  La cosa però che vorrei sottolineare è che se in una qualunque tornata elettorale nel resto del mondo si vietasse l’accesso degli osservatori ai seggi o a parte di essi, subito si direbbe non solo che ci sono “irregolarità” non ben specificate, tuttavia  sempre fatalmente presenti nei Paesi che non fanno parte del Washington consensus, ma che le elezioni potrebbero essere invalide. Siamo sicuri che in Usa per le relazioni ufficiali è andato tutto bene, anche se  fosse andato tutto in maniera pessima, ma è chiaro che il sistema Osce diventa totalmente privo di qualsiasi senso quando viene negato il consenso alla sorveglianza e soprattutto quando questo non suscita indignazione o quanto meno perplessità

Ora cosa dovremmo pensare noi delle elezioni americane che in parte vengono sottratte a un minimo controllo sia pure benevolo? Davvero gli Usa stanno perdendo qualsiasi rimasuglio di supposta verginità. E l’occidente complessivo comincia davvero ad essere Osce…no.

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