DISUGUAGLIANZE: ALL1% DEL MONDO IL 45,6% DEI PATRIMONI PRIVATI da IL SOLE e AGI
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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DISUGUAGLIANZE: ALL1% DEL MONDO IL 45,6% DEI PATRIMONI PRIVATI da IL SOLE e AGI

Paperoni sempre più ricchi: all’1% del mondo il 45,6% dei patrimoni privati

Nel 2022 inflazione e crisi metteranno un freno alla ricchezza: secondo Credit Suisse Research dopo un’annata record ora il quadro è decisamente avverso. Ma entro cinque anni i patrimoni torneranno a salire

 Lucilla Incorvati  20 settembre 2022

Davos: pandemia raddoppia le ricchezze dei Paperoni

L’1% di popolazione più ricca del mondo ha aumentato per il secondo anno la propria quota di ricchezza fino a raggiungere il 45,6% nel 2021 rispetto al 43,9% registrato nel 2019. Ora inflazione, tensioni geopolitiche e volatilità sui mercati nel 2022/2023 arresteranno la crescita della ricchezza realizzatasi nel 2021, visto che diversi Paesi affrontano una crescita più lenta o una recessione.

Ma nei prossimi cinque anni la ricchezza tornerà a galoppare. Tanto che si prevede che nel 2024 in media la ricchezza per adulto dovrebbe raggiungere nel mondo i 100mila dollari Usa e il numero di milionari superare quota 87 milioni di individui. Sono queste le indicazioni che arrivano dal Wealth Report 2022 di Credit Suisse Research.

Una crescita mai vista prima grazie a corsi azionari e…

Difficilmente per alcuni anni assisteremo alla crescita della ricchezza che si è vista nel 2021, spinta quasi ovunque nel mondo grazie all’apprezzamento delle azioni. L’lndia è il paese che ha registrato il maggiore incremento pari al 31%, Francia (28%), USA (23%), Italia (23%) e Canada (22%); in Austria, Svezia, Arabia Saudita, Vietnam e Israele le azioni si sono rivalutate di oltre il 30%, mentre in Romania, Repubblica Ceca e negli Emirati Arabi Uniti di oltre il 40%.

… favorevoli politiche monetarie

Il contesto è stato favorevole per effetto delle politiche delle banche centrali nel 2020 con tassi di interesse bassi, pur se a costo di pressioni inflazionistiche. L’aumento dei tassi di interesse nel 2022 ha già avuto un effetto negativo sui prezzi delle obbligazioni e delle azioni e probabilmente condizionerà gli investimenti in attività non finanziarie. L’inflazione e i tassi di interesse più elevati potrebbero rallentare la crescita della ricchezza delle famiglie nel breve periodo, anche se il prodotto interno lordo (PIL) aumentasse al ritmo piuttosto rapido atteso per il 2022. E’ la previsione di Credit Suisse Research secondo cui nel 2021 la ricchezza privata ha raggiunto i 463 600 miliardi di dollari Usa, con un incremento del 9,8% rispetto al 2020. La ricchezza per adulto è aumentata dell’8,4% fino ad arrivare a 87.489 dollari Usa. Se si escludono le oscillazioni dei tassi di cambio, nel 2021 la ricchezza globale aggregata è cresciuta del 12,7%, un tasso di crescita annuo mai registrato prima.

Quanti sono e dove vivono i paperoni

L’1% di popolazione più ricca del mondo ha aumentato per il secondo anno la propria quota di ricchezza fino a raggiungere il 45,6% nel 2021 rispetto al 43,9% registrato nel 2019. Nel 2021 ai milionari in dollari statunitensi si sono aggiunti 5,2 milioni di membri extra, per un totale a fine anno di 62,5 milioni di membri (milionari) in tutto il mondo. Il numero di individui “Ultra High” (Ultra High Net Worth Individuals chi ha solo ricchezze finanziarie sopra i 30milioni di dollari) è aumentato a un ritmo molto più rapido, con il 21% nuovi membri in più nel 2021. Gli Stati Uniti (30.470) sono stati il Paese che ha guadagnato il maggior numero di membri UNHW, seguiti dalla Cina (5.200). Il numero di individui UHNW è aumentato di oltre un migliaio anche in Germania (1.750), Canada (1.610) e Australia (1.350). I paperoni sono invece diminuiti in Svizzera (-120), RAS di Hong Kong (-130), Turchia (-330) e Regno Unito (- 1.130).

Il peso delle Nazioni

Nel mondo tutte le aree hanno contribuito all’aumento della ricchezza globale, con il dominio di Nord America e Cina; il Nord America rappresenta poco più 50% del totale globale e la Cina aggiunge un altro 25%. Per contro, Africa, Europa, India e America Latina rappresentano insieme appena l’11,1% della crescita della ricchezza globale. Il Nord America e la Cina hanno registrato i tassi di crescita più alti (circa il 15% ciascuno), mentre la crescita dell’1,5% in Europa è stata di gran lunga la più bassa tra le diverse aree geografiche.

Famiglie più indebitate

Il debito totale delle famiglie è aumentato del 4,4% per il mondo intero. Comunque, il valore globale è stato penalizzato dalla crescita zero della regione Asia Pacifico (escluse Cina e India) e dalla riduzione del debito in Europa (dovuta al deprezzamento del tasso di cambio). Altrove, il debito delle famiglie è cresciuto in media del 9%, guidato da un aumento del 12,1% in Cina.

Cresce la ricchezza di Millenials e Generazione X

Negli Stati Uniti e in Canada, i Millennial e la Generazione X hanno visto aumentare maggiormente la loro ricchezza tra il 2019 e il 2022. Negli Stati Uniti le famiglie afroamericane e ispaniche hanno registrato il maggiore aumento percentuale della ricchezza nel 2021, grazie all’aumento della ricchezza non finanziaria, per lo più immobiliare. Per quanto riguarda la ricchezza femminile si stima che dei 26 Paesi che costituiscono il 59% della popolazione adulta globale, 15 (tra cui Cina, Germania e India, ad esempio) mostrano una riduzione della ricchezza delle donne nel corso del 2020 e del 2021. Per gli altri Paesi (inclusi gli Stati Uniti e il Regno Unito, ad esempio), il rapporto medio della ricchezza delle donne rispetto agli uomini è aumentato.

Italia versus Spagna e Grecia

L’Italia è stato il primo Paese dopo la Cina a subire una grave epidemia di COVID-19, iniziata a marzo 2020. La Spagna è stata gravemente colpita poco dopo e la Grecia appena più tardi. In termini di performance macroeconomica, nel 2020 c’è stata una contrazione simile di tutte e tre le economie: il PIL reale è sceso del 9,0% sia in Grecia sia in Italia, e del 10,8% in Spagna. Nel 2021 si è avuta una parziale ripresa, con un PIL cresciuto rispettivamente dell’8,3%, 6,6% e 5,1% in Grecia, Italia e Spagna. Secondo le recenti previsioni, nel 2022 in Italia e Spagna il PIL dovrebbe ritornare circa al livello del 2019. La Grecia dovrebbe fare meglio, con un PIL di circa il 2% superiore a quello del 2019. Nei tre paesi il tasso medio di disoccupazione è stato del 13,8% nel 2019/ 2020, e nel 2021 è sceso al 13,1%.

Il risparmio della famiglie

La pandemia ha avuto inizialmente un effetto positivo sul risparmio delle famiglie di questi Paesi. In Italia nel 2020 il risparmio lordo delle famiglie è stato in media pari al 17,4% del PIL, a fronte del 10,0% del 2019. In Spagna è cresciuto dall’8,3% al 15,0%. La Grecia è passata da un risparmio negativo del 3,8% a un risparmio positivo del 2,8%. Nel 2021 si è registrato solo un lieve calo del risparmio (al 2,0% in Grecia e al 15,2% in Italia). Tendenze, queste, che riflettono la riduzione dei consumi che si è avuta nel 2020 e un rimbalzo del reddito disponibile nel 2021 con crescita del risparmio a fronte di consumi rimasti sotto i livelli pre-pandemici.

Cresce la ricchezza ma anche il debito pubblico

La crescita del risparmio privato è stata accompagnata da un aumento del debito pubblico. In Grecia, Italia e Spagna il rapporto fra debito pubblico e PIL ha registrato incrementi simili, passando da una media del 138,3% nel 2019 al 162,1% nel 2020, un valore superiore rispetto a quanto osservato in Francia, Germania e Regno Unito. Nel 2021 il debito è sceso del 4,5% del PIL in Italia e del 13,0% in Grecia, rimanendo invece pressoché invariato in Spagna. Nel 2020 i corsi azionari in Italia, Grecia e Spagna sono diminuiti in media del 10,6%. Nel 2021 invece: i mercati azionari sono cresciuti dell’8,3% in Spagna, del 10,5% in Grecia e del 22,6% in Italia, a fronte del perdurare dei bassi tassi d’interesse e del ritorno a una crescita significativa.

La ricchezza degli italiani

Alla fine del 2021 la ricchezza per adulto era pari a 108 300 dollari Usa in Grecia, 231 323 dollari Usa in Italia e 222 888 dollari in Spagna. Per quanto riguarda l’Italia il dato riguarda 49,7 milioni di soggetti adulti che presentano in media 115.335 dollari di ricchezza finanziaria, 138.630 dollari di ricchezza reale e 22.641 dollari di indebitamento. Nel periodo 2000-2021 la ricchezza per adulto è aumentata a un tasso medio annuo del 2,0% in Grecia, del 3,1% in Italia e del 5,2% in Spagna. Nel corso di questo secolo non sono stati osservati cambiamenti importanti nella composizione degli asset di questi Paesi. Le attività finanziarie hanno costituito in media il 37,7% delle attività lorde nel 2000 e il 36,7% nel 2021. Va detto che l’importanza relativa delle attività finanziarie è inizialmente diminuita a causa del rapido aumento dei prezzi delle case. Nel 2011 sono scesi a una media del 27,8% in tutti e tre i Paesi, per poi aumentare gradualmente. In Grecia e in Italia il rapporto fra debito e attività lorde è aumentato da una media del 5,3% nel 2000 al 10,5% nel 2001, mentre in Spagna è sceso dall’11,3% al 9,3%. Rispetto agli standard internazionali, tali indici di indebitamento sono da bassi a moderati.

Disuguaglianza della ricchezza più contenuta

La disuguaglianza della ricchezza è leggermente inferiore in questi tre Paesi rispetto a quella nei principali Paesi del Nord Europa. Nel 2021 il loro coefficiente di Gini di ricchezza media era pari a 68,2% e la quota di ricchezza della popolazione era del 23,8%. Le medie corrispondenti erano rispettivamente del 73,2% e del 25,0% per Francia, Germania e Gran Bretagna. Nel complesso, in Italia e Spagna la disuguaglianza di ricchezza espressa dal coefficiente di Gini è aumentata passando da una media del 62,9 nel 2000 al 68,2 nel 2021. Al contrario, il coefficiente di Gini è sceso leggermente in Grecia portandosi da 69,2 a 68,2 nello stesso intervallo di tempo.

Nel mondo muore di fame una persona ogni 4 secondi

La denuncia di 238 Ong di 75 paesi diversi in una lettera aperta recapitata ai leader mondiali riuniti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in corso a New York

Veronique Viriglio 20/09/2022

Nel mondo una persona muore di fame ogni quattro secondi: a denunciarlo sono 238 Ong di 75 Paesi diversi in una lettera aperta recapitata ai leader mondiali riuniti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in corso a New York.

Un dato allarmante e senza appello che spinge la rete di organizzazioni non governative a chiedere con forza ai massimi dirigenti politici di “agire per porre fine alla crisi mondiale della fame”.

La missiva esprime tutto lo “sdegno per l’esplosione del numero di persone che patiscono la fame”: oggi nel mondo 345 milioni di persone si trovano in una condizione di fame acuta, il doppio rispetto al 2019. 

“Non è un Paese o un continente e la fame non ha mai una sola causa. Questa è l’ingiustizia di tutta l’umanità” ha dichiarato Mohanna Ahmed Ali Eljabaly della Yemen Family Care Association, tra i firmatari del testo.

“È inammissibile che con tutta la tecnologia agricola oggi, nel 21 secolo, si parli ancora di carestia” ha deplorato la stessa fonte.

Al di là dei dati, la lettera-appello è anche un duro ‘J’accuse’ ai leader e alla diplomazia mondiale, considerati responsabili di un sistema che, appunto, alimenta “l’ingiustizia dell’intera umanità”.

Viene scritta nel drammatico contesto della guerra tra Ucraina e Russia e dei cambiamenti climatici che si manifestano con sempre maggior violenza e frequenza, colpendo più duramente i Paesi più poveri del Sud del mondo. 

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