CIAO NORMA. LA VOCE DELLE LETTRICI E DEI LETTORI da IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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CIAO NORMA. LA VOCE DELLE LETTRICI E DEI LETTORI da IL MANIFESTO

Il saluto di Norma Rangeri. La voce delle lettrici e dei lettori

IL SALUTO ALLA DIRETTRICE. Un gioiello e uno stile che vanno mantenuti Ho letto l’editoriale. Sono un po’ sgomento. Mi dispiace tantissimo, per la stima e l’affetto che ho per te. Capisco senz’altro che […]

***    27/06/2023

Un gioiello e uno stile che vanno mantenuti
Ho letto l’editoriale. Sono un po’ sgomento. Mi dispiace tantissimo, per la stima e l’affetto che ho per te. Capisco senz’altro che c’è un problema di ricambio dopo diversi anni. Ma tu hai garantito una impostazione e uno stile difficilmente riproducibili. Il manifesto, lo scrivi, è un gioiello ma pure un universo complesso. Tu hai trovato un equilibrio e una misura che non è facile riproporre. Ti abbraccio con amarezza.
Vincenzo Vita

Il tempo che passa, finisce e non promette
Grazie davvero, Norma.
Il tuo saluto mi ha fatto piangere e stringere il cuore per il tempo che passa, finisce e non promette. Grazie per la tua pacatezza e la tua determinazione a perseguire obiettivi lucidi, consapevoli e lungimiranti senza farti distogliere da facili polemiche e rabbie inutili. Hai ripercorso emotivamente e sentimentalmente tanti anni di lotta strenua, determinata ma non strillata, non ripiegata sul rancore o basata sulla presunzione di avere ragione a prescindere. La dolce e serena nostalgia del lavoro svolto, dei compagni di vita che hanno dato sostanza a una vita professionale e sentimentale. Mi ha particolarmente emozionato l’accenno ai compagni di vita e di lavoro, con cui si è anche dovuto discutere aspramente per visioni differenti sul ruolo del giornale, da difendere ad ogni costo, anche a scapito di rapporti di reale amore ed amicizia. Grazie la sensibilità, l’onestà intellettuale e il dolore affrontato con serena determinazione nel perseguire l’ideale di una maggiore uguaglianza sociale e civile. Un abbraccio.
Raffaele Ciarapica

La mia stima e il mio dispiacere
E’ con grande dispiacere che apprendo la notizia delle dimissioni da direttrice di Norma Rangeri. Non spetta a me valutare le sue ragioni, ma so che ha condotto il giornale attraverso momenti difficili. Le esprimo tutta la mia stima per il lavoro svolto per tutti noi, collaboratori e lettori.
Enzo Scandurra

Una delle poche voci non allineate
Cari compagni, soprattutto cara Norma, ho letto il tuo bellissimo editoriale in cui annunci le tue dimissioni da direttrice. Mi dispiace molto e spero che tu continuerai a scrivere per questo inimitabile quotidiano, il migliore assieme al Fatto Quotidiano, in questi tristi momenti. Siete una delle poche voci non allineate in questa epoca, e rappresentate degnamente chi ha sempre meno voce. Hasta La Victoria Siempre.
Vanes Dall’Olio

E’ la prima volta che scrivo: W il manifesto
Ho letto l’editoriale di Norma Rangeri e mi ha colpito la sua delicatezza e il ripetuto suggerimento all’importanza del pensiero critico che solo potrebbe spostarci da una deriva “in una fase storica in cui omologazione sudditanza e servilismo dominano in tutti i campi”. Cito dalle sue parole che rappresentano alla perfezione anche il mio pensiero. Rispondo, ed è la prima volta che lo faccio, perché sento di dover dire grazie a chi ha dedicato 14 Anni alla guida di un quotidiano “speciale”. Il suo orgoglio nel guidare Il Manifesto è il mio nel leggere i meravigliosi inserti Alias e le notizie raccolte in pagine piene di fatti commenti giudizi. Quindi Grazie e da “vecchia boomer”.
Iolanda Lippolis

Scommessa vinta, il tuo contributo proseguirà
Cara Norma. La decisione di dimetterti ha risvegliato in me ricordi legati all’esperienza della tua direzione. Nel mio lungo percorso di vita, lavori, impegno sociale, il Manifesto è stato il “partito che non c’era”. Ma anche quello che cercavo. Alla famosa assemblea alla sala Fredda in cui si decise il futuro che tu ricordi partecipai a fianco dei compagni che puntavano al giornale-partito. Ma in quella occasione conobbi anche te, la tua determinazione, la convinzione, la forza della scommessa che proponevi. E decisi, da semplice spettatore quale ero, di dare fiducia al tuo tentativo. Si rafforzò così in me la voglia di dare una mano a tenere in piedi questa anomalia. La scommessa può considerarsi vinta, grazie a tutti, ma lo credo sinceramente, molto grazie a te. Sono convinto non solo che il tuo contributo alla ricerca collettiva proseguirà.
Aldo Carra

Mi dispiace, ma resterai vicinissima
Cara Norma mi spiace che lasci la direzione, ma spero che rimarrai vicina al giornale. vicinissima! un grande abbraccio.
Rossella Guadagnini

Orgoglioso di collaborare a un pensiero critico
Cara direttrice, cara Norma, apprendo che lasci la guida del Manifesto. Voglio ringraziarti come lettore per aver garantito la presenza in edicola di questo quotidiano negli anni in cui la sinistra italiana, mai come prima, è sembrata perdere radicamento sociale, abbandonare la forza delle sue idee, assistere rassegnata al trionfo della peggior destra. Ti ringrazio per averlo diretto con equilibrio assicurando, pur nelle tormentate e rissose vicende della nostra parte politica, uno spazio di riflessione aperta e plurale, senza mai tuttavia rinunciare alle tue ferme opinioni. Voglio, infine, ringraziati come collaboratore, orgoglioso di esserlo ormai da tre anni. Confido che non farai mancare la tua autorevole voce.
Pino Ippolito Armino
PS Condivido l’ipotesi una nuova specificazione, ad esempio “quotidiano del pensiero critico”. Non credo che vi sia nulla da rinnegare del comunismo ideale ma sono convinto che, così facendo, la nostra comunità potrebbe crescere ancora.

Passione e competenza, ora scriverai di più
Cara Norma, ti scrivo dopo aver letto il tuo saluto come direttrice. Sento l’esigenza ed il piacere di farti pervenire il mio più sentito ringraziamento per questi 14 anni di impegno, passione e competenza che hai dedicato al Nostro giornale. Ora che non avrai più questo impegno, che certamente ti portava via molto tempo ed energie, spero vivamente di poterti leggere con più frequenza e regolarità. Spero inoltre non ti dispiaccia se ti abbraccio affettuosamente, ancora grazie. Lunga vita al Manifesto!
Fabio Pigo

Un giornale amico e ospitale
Cara Norma, un riconoscimento da uno che non si è mai pentito di essere stato del Pci, ma che ha anche cercato di evolversi per affrontare sfide politiche attuali senza in verità mai riuscire a trovare, dopo Sinistra Democratica, un riferimento partitico convincente. Ho trovato in particolare nella Costituzione, nel nodo ambiente/lavoro, e nella partecipazione attiva, democratica due riferimenti fondamentali e a questo mi sono dedicato trovando nel Manifesto una sede amica e ospitale, ad esempio contro il nucleare nel 2011 e la devastante proposta di Renzi nel 2016, senza il timore di ricorrere in casi estremi anche ai referendum per fermare derive inaccettabili.
Alfiero Grandi

La mia gratitudine e un aneddoto
Cara Norma, ho appreso che lascerai la direzione del giornale. Hai ringraziato molti, ma ora sono io a volerti e doverti ringraziare. Ho cominciato a collaborare nel 2015 e, in tutti questi anni, scrivere per voi è stato sempre un vero momento “formativo”. Ma, a dimostrazione della qualità del tuo e del vostro lavoro, voglio raccontarti un piccolo episodio: sono andato dal prof. Michele Ciliberto, storico della filosofia alla Normale, oggi presidente dell’Istituto nazionale per gli studi sul Rinascimento. Sul suo tavolo, ho trovato il vostro Alias della domenica. Secondo lui è il migliore inserto culturale sulla piazza, e lo usa sempre per segnalare libri da far prendere alla biblioteca della Normale! Credo e spero che il Manifesto continuerà nella linea intrapresa. Per quanto mi riguarda il Manifesto resterà il “mio” giornale.
Antonio Floridia

La coerenza di credere e praticare la libertà
Buongiorno Norma, ho letto della fine della tua direzione. Anche se non ci siamo mai incrociati, ti volevo ringraziare per l’ospitalità sulle pagine del manifesto anche su temi su cui la linea editoriale e politica del giornale non era necessariamente la stessa. Spero che tu continuerai a scrivere perché c’è un bisogno quasi esistenziale di leggere chi crede nella libertà di parola e la pratica. Belle cose! ciao
Marco Perduca

Si rompe un equilibrio e resto spiazzato
Cara Norma, l’editoriale con cui annunci di lasciare la direzione mi ha colpito e, come dire, sono un po’ stordito e commosso. Penso che l’avvicendamento nei posti di responsabilità sia nelle cose, un fatto normale, ma quando avviene, si rompe sempre un equilibrio, si rimane come spiazzati. In tutto questo periodo ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto conoscerti di persona. Volevo congratularmi per il lavoro, l’impegno e l’energia nella conduzione del giornale e per l’intelligenza che traspare in tutti i tuoi scritti. Lo faccio lo stesso via email e colgo l’occasione per abbracciarti e ringraziarti affettuosamente.
Gaetano Lamanna

Una storia d’amore grazie a Norma e Tommaso
Cara Norma e caro Tommaso, ho cominciato a scrivere sul giornale dai tempi di Galapagos e continuato nonostante la frattura con il gruppo storico. Una bella esperienza, vi ringrazio. Ricordo alcune polemiche fatte anche con ISTAT che sono state in realtà una bella occasione per qualificare il giornale sull’informazione economica. 14 anni sono una vita intera. Non ho idea di cosa accadrà, però è una storia d’amore, cito Vecchioni, che non si può non raccontare. Sempre disponibile e riconoscente, ciao
Roberto Romano

Un quotidiano straordinario, con la tua onestà intellettuale
Cara Norma, ho letto il tuo editoriale non senza sentire il dispiacere di non averti più come direttore. Appartengo alla tradizione critica che tu richiami, e tu per prima hai dato accoglienza ai miei articoli sulla sanità. L’altra sera a un dibattito con Fratoianni, l’ho sentito dire che per capire la sanità per fortuna c’era il Manifesto. Spero che chi ti sostituirà abbia la tua passione e la tua onestà intellettuale.
Ivan Cavicchi

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