ASSISI DI PACE: “BASTA STRAGI”. “A GAZA VIOLATI TUTTI I DIRITTI” da IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
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ASSISI DI PACE: “BASTA STRAGI”. “A GAZA VIOLATI TUTTI I DIRITTI” da IL FATTO

Assisi di pace: “Basta stragi”. “A Gaza violati tutti i diritti”

LA MARCIA – In versione “ridotta”, sfilano sindacati, Acli, Arpi, Anpi. A sorpresa arriva la segretaria del Pd, Schlein: “Cessate il fuoco”

TOMMASO RODANO  11 DICEMBRE 2023

“Fermiamo le stragi”, è la scritta sullo striscione che apre il corteo della Perugia-Assisi. È La seconda marcia del 2023 ed è in versione “ridotta”: non è il solito cammino dal capoluogo alla città del Santo, ma si svolge tutta in territorio assisano, dalla basilica di Santa Maria degli Angeli fino al Sacro Convento arroccato sulla collina che domina la valle umbra. Quando parte il corteo, alle tre in punto, in cammino ci sono due o tremila persone. Una cifra inferiore alle edizioni “ordinarie”, ma comunque incoraggiante. Si marcia per chiedere il cessate il fuoco in Palestina e la fine del massacro a Gaza, perché sia riconosciuto il primato del diritto internazionale a 75 anni esatti dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, adottata dall’Onu il 10 dicembre 1948.

I tre sindacati confederali e le principali realtà associative del Paese hanno affiancato gli storici organizzatori della Perugia-Assisi. Ci sono, tra gli altri, Maurizio Landini (Cgil), Andrea Cuccello (Cisl) e Maurizio Molinari (Uil); Walter Massa (Arci), Emiliano Manfredonia (Acli), Gianfranco Pagliarulo (Anpi), Marco Tarquinio (ex direttore di Avvenire, da tempo indicato come possibile candidato dei 5Stelle alle Europee), don Luigi Ciotti e padre Alex Zanotelli. La politica nazionale è come sempre defilata (tra i leader di partito, l’unico che non manca mai è Nicola Fratoianni), ma c’è una significativa novità: alla partenza del corteo, a sorpresa, arriva Elly Schlein. “Per noi è importante aver raccolto l’invito della Tavola della Pace – dichiara la segretaria del Pd –. Siamo qui per ribadire la richiesta di un immediato cessate il fuoco umanitario. La comunità internazionale in questi anni ha colpevolmente abbandonato la causa palestinese”. Martedì Schlein (con Giuseppe Conte) era in Piazza del Popolo, a Roma, per partecipare a un sit-in pro Israele, dove era stato rivendicato il diritto di Tel Aviv a difendersi senza se e senza ma. Per la segretaria “non c’è alcuna contraddizione tra la richiesta di cessate il fuoco, la critica che abbiamo espresso sulla violenza inaccettabile da parte dei coloni israeliani in Cisgiordania e il fatto che siamo contrari a ogni rigurgito di antisemitismo”.

Prima di mettersi in cammino, il corteo si era incontrato all’hotel Domus Pacis. La tavola rotonda si apre alle 9 e 30 e riempie la sala convegni per quasi 5 ore. Flavio Lotti, organizzatore e punto di riferimento della Perugia-Assisi, mostra la prima pagina del Manifesto del 25 novembre 2000 e legge l’editoriale di Feisal Husseini, leader palestinese che sarebbe scomparso pochi mesi dopo. L’articolo è un appello ad europei e occidentale, s’intitola “Dopo di noi”. “Se come palestinesi non saremo in grado di ripristinare il diritto e di avere un nostro Stato indipendente con Gerusalemme capitale – scriveva Husseini – e se non si risolve questione palestinese… l’Europa deve sapere che la nostra leadership sarà l’ultima laica e secolare del popolo palestinese, perché verremo spazzati via dalle forza più estremiste del mondo islamico”.

Le dimensioni del dramma umanitario in corso a Gaza sono al centro degli interventi di Andrea De Domenico e Francesca Albanese, che lavorano e hanno lavorato per l’Onu in terra palestinese. Albanese è durissima: “Gaza non esiste più, è tabula rasa. Il 60% delle infrastrutture civili è distrutto. Sono stati bombardati ospedali sostenendo che fossero basi militari, senza alcuna prova. È stata demolita la chiesa più antica del mondo. Non c’è più niente. È gravissimo accusare di antisemitismo chiunque provi a divulgare conoscenza, fatti e nomi. L’antisemitismo esiste ancora e come qualsiasi forma di discriminazione è pericolosissima, ma esiste anche una forma di razzismo che non viene ancora riconosciuta, quello antipalestinese”. Nella mattinata di Assisi si confrontano i “costruttori di pace” su entrambi i versanti del conflitto: l’attivista palestinese Ghassan Khatib e quello israeliano (progressista) Alon Liel. Raccontano la loro esperienza di vita tre donne (due ebree e una musulmana), Karen Kisos, Amal Rihan e Marwa Hammad, esempi di come si possa sopravvivere all’odio e lavorare per la pace. Don Ciotti cita l’ex presidente israeliano Shimon Peres: “I palestinesi sono il nostro peccato originale. Su quella terra un popolo c’era già, per mondarsi dal peccato originale Israele ha una sola strada, dare loro uno Stato”. Padre Zanotelli chiede ai pacifisti un radicale cambio di passo: “Bisogna avere il coraggio di fare ciò che fanno i ragazzi di Ultima Generazione: anche rischiare di andare in prigione. Dobbiamo abituarci alla disobbedienza civile”.

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