ASSALTO ALLA FLOTILLA: CGIL E SINDACATI INDICONO SCIOPERO GENERALE PER DOMANI da IL MANIFESTO
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Assalto alla Flotilla, Cgil e sindacati indicono sciopero generale per domani
Sciopero generale, la Cgil c’è: sindacati uniti per la Flotilla
Assalto nel buio Manca solo la foto di gruppo: Usb, Cobas e Cub con Landini seduti fianco a fianco. «Venerdì 3 fermiamo l’Italia
Luciana Cimino 02/10/2025
Domani l’Italia si bloccherà in solidarietà alla Global Sumud Flotilla e contro il governo Meloni, che ha rinunciato a difendere i volontari italiani (al contrario di quanto fatto da altri paesi coinvolti) per evitare di urtare Israele. Lo sciopero generale era stato annunciato da giorni: «Non appena Netanyahu respingerà la navi umanitarie si asterranno dal lavoro tutte le categorie, sia nel settore pubblico che nel privato», era stata la parola d’ordine.
STAVOLTA, a differenza di quanto successo una settimana fa quando Cgil e sindacati di base avevano manifestato in due giorni diversi, la chiamata è univoca: fatta eccezione per la Cils filo governativa di Daniela Fumarola, la Uil e l’Ugl, alla conferenza stampa indetta ieri dall’equipaggio di terra della gsf alla camera dei deputati (grazia al supporto di Avs, Pd e M5s), i leader di Cgil, Usb, Cobas e Cub e Sgb erano seduti fianco a fianco. Un’immagine non così usuale al servizio, hanno spiegato i protagonisti, «di questa grande mobilitazione umanitaria».
«Siamo di fronte a un diritto internazionale calpestato dal governo di Israele e non di certo da chi è sulle barche, che stanno semplicemente esercitando dei valori e diritti sanciti dalla nostra Costituzione e dalle convenzioni internazionali – ha detto Maurizio Landini, segretario generale della Cgil – Dialogando e confrontandoci anche con altre organizzazioni sindacali abbiamo ritenuto di proclamare, in modo tempestivo, uno sciopero generale e decideremo insieme le modalità, mettendo in campo tutto quello che è possibile in termini di mobilitazione e di azione». Messa da parte la competizione tra sigle, del tutto irrilevante per la marea di persone che si sentono coinvolte dallo sterminio in atto nella Striscia, i sindacati si sono trovati d’accordo sulle motivazioni dello sciopero politico che è «fondamentale per fare quello che il governo non fa: produrre un embargo nei confronti di Israele, per fermare il genocidio ma anche per ridare dignità a tutto il nostro aese, calpestata dalla dal governo – ha detto Guido Lutrario dell’Usb – l’assenza di un suo intervento nei confronti di un genocidio si configura come una complicità, significa che abbiamo un esecutivo che viola il dettato costituzionale».
L’AMBIZIONE è quella di replicare e superare il successo della mobilitazione dello scorso 22 settembre, che ha visto mezzo milione di persone manifestare in tutta Italia. «Per questo lo sciopero dovrà trovare un’adeguata rappresentazione nelle piazze del paese che da un lato deve essere adeguata alla gravità del comportamento criminale dello stato sionista e dall’altro deve essere in continuità con le parole d’ordine del 22 settembre: Blocchiamo Tutto», spiegano dai sindacati di base. Anche perché. è il ragionamento, «è il blocco delle attività a impedisce, in primis, l’invio di materiale bellico e di ogni altro traffico verso lo stato di Israele mentre compie il genocidio in Palestina: è successo nei porti e succederà ancora».
ALLA MAGGIORANZA di governo che paventa l’illegittimità dello sciopero, i rappresentanti hanno spiegato che le fondamenta dell’astensione senza preavviso «è pienamente riconosciuto dalla legge 146, invtiamo tutti i lavoratori a unirsi alla protesta». «Cosa è legale e cosa è illegale? – ha chiesto Riccardo Noury di Amensty Intarnational, durante il punto stampa – É legale portare aiuti umanitari a una persona che intenzionalmente è ridotta alla fame nell’ambito di un piano genocidario da parte di Israele ed è illegale un blocco navale, come ogni altro aspetto del blocco israeliano nei confronti della Striscia di Gaza occupata».
Quanto alla possibilità di scontri con le forze dell’ordine i sindacatri hanno le idee chiare: «Non si capisce perché in più di 80 città le manifestazioni si sono svolte in un certo modo, mentre a Milano succedono certe cose – ha replicato l’Usb – la responsabilità è della questura di Milano e credo che il questore dovrebbe dimettersi».
GIÀ DA OGGI partirà la protesta di medici e infermieri negli ospedali, mentre domani è confermato lo sciopero dei ferrovieri aderenti alla Sì Cobas. Alla presidente del Consiglio che, mentre era in corso il punto stampa, parlava di «irresponsabilità» dell’azione umanitaria, ha risposto Landini: «È Meloni a commettere un atto di grave irresponsabilità politica, perché è suo dovere difendere quegli italiani che stanno agendo per difendere i diritti costituzionali. Questo significa essere patrioti oggi, non subire le politiche di Netanyahu». «Le persone sulle barche meritano rispetto – ha aggiunto Maria Elena Delia, portavoce italiana della Csf- siamo noi a chiedere alle istituzioni responsabilità»
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