APPELLO SULLA GUERRA: LA UE CONSULTI I POPOLI da IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
16237
post-template-default,single,single-post,postid-16237,single-format-standard,cookies-not-set,stockholm-core-2.4,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-9.6.1,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_menu_,wpb-js-composer js-comp-ver-7.1,vc_responsive

APPELLO SULLA GUERRA: LA UE CONSULTI I POPOLI da IL FATTO

Appello sulla guerra: la Ue consulti i popoli

 ELENA BASILE  15 MAGGIO 2024

Stiamo ormai andando verso la guerra contro la Russia, in Medio Oriente e contro la Cina con un pieno coinvolgimento dell’Europa. La progressiva rinuncia alle libertà di espressione, di stampa, di manifestazione, sarebbero l’inevitabile corollario di questa nuova postura bellicista europea.

L’iniziativa, Europei Uniti per la Pace, promossa da alcuni intellettuali italiani, tra i quali Ugo Mattei e Massimo Cacciari, è meritevole in quanto sottolinea l’urgenza del momento e cerca di coagulare il consenso intorno a una proposta concreta. Essa è aperta al Movimento 5 Stelle, alla sinistra del Pd, a verdi e sinistra e a tutta la dissidenza. Si rivolge alle forze politiche nell’Unione europea e mira a ristabilire la centralità dei Parlamenti nazionali. Inoltre, attraverso le consultazioni dirette con i cittadini, tende a ripristinare quel legame tra popoli d’Europa e istituzioni che sembra essersi allentato. Un cardine della democrazia, la cinghia di trasmissione tra Demos e Potere, sta scomparendo. La trasformazione è sotto gli occhi di tutti. L’iniziativa sottolinea come la costruzione europea sia stata innanzitutto una conseguenza delle guerre del Ventesimo secolo che hanno seminato morte e distruzione. L’Europa aveva come obiettivo principale la pace e per decenni ha sancito la fratellanza tra i popoli europei e ha evitato guerre sul proprio territorio.

Dopo la “provocata” invasione russa dell’Ucraina, purtroppo, le forze politiche brussellesi, con poche eccezioni, e la potente burocrazia dell’Ue hanno intrapreso un cammino di guerra che può portarci al conflitto nucleare. Sebbene l’Unione Sovietica sia istituzionalmente morta nel 1991 la mentalità da Guerra fredda non è stata abbandonata. Gli obiettivi geopolitici delle oligarchie delle armi, dell’energia e della finanza sono stati perseguiti a dispetto degli scopi di pace del progetto europeo e del bene dei popoli dell’Europa che vorrebbero realizzare legami economici, commercio e investimenti, comunanza di interessi se non di valori con gli ex rivali della Guerra fredda.

Il complesso militare industriale sta rendendo accettabile la logica di guerra con una propaganda odiosa basata sulla paura e sulle menzogna relativa alla potenziale aggressione da parte russa o cinese. I proponenti dell’iniziativa vogliono quindi rivitalizzare la sovranità popolare. I cittadini europei devono far sentire la loro voce. Consultazioni popolari previste dai trattati europei devono essere attivate ogni qualvolta la burocrazia europea e i suoi vertici politici decidano di allocare fondi al complesso militare industriale e a Paesi in guerra. La Commissione dovrebbe proporre con urgenza forme di consultazione popolare, incluso un referendum consultivo europeo, prima delle decisioni inerenti alla nuova strategia industriale per la difesa europea. L’iniziativa menziona i testi della comunicazione sulla nuova strategia industriale per la difesa europea sulla cui base si stanno riprogrammando le politiche europee e i fondi (di coesione, come “Invest Eu”) verso spese militari in vista della costruzione dell’Europa della difesa. In passato, abbiamo appoggiato la difesa europea come una delle necessarie componenti di un’Europa politica e federalista. L’obiettivo era costruire una autonomia strategica, basata sui reali interessi dei popoli europei, che avrebbe guidato la difesa europea. Lo scopo era perseguire obiettivi tollerati dagli Stati Uniti, ma prioritari per noi europei.

Oggi la difesa europea è concepita quale economia di guerra intesa ad alimentare gli interessi delle oligarchie finanziarie e delle armi, una sorta di braccio operativo degli interessi dei neo-conservatori statunitensi. Ho cercato di dare una visibilità in Italia come in Europa a questa iniziativa che è ancora agli albori in quanto, consapevole del momento cruciale nel quale viviamo, appoggio tutte le proposte suscettibili di sollevare un dibattito tra le forze politiche europee maggiormente sensibili al tema delle guerre e consapevoli che gli obiettivi di pace e prosperità sono stati rinnegati. Appare grave il riorientamento verso il complesso militare industriale dei fondi concepiti per aiuti sociali in questa epoca di transizione verde e digitale e per investimenti in sanità, istruzione, trasporti e altri beni comuni.

I 5 Stelle, che appaiono al momento la forza politica maggiormente consapevole dei rischi che affrontiamo in Ucraina e in Medio Oriente, Avs, la sinistra del Pd se la Schlein ritorna alla strategia che l’ha portata al vertice del partito, i movimenti della dissidenza, dovrebbero unirsi nel chiedere alla Commissione europea consultazioni popolari. Parlare di pace e di guerra oggi è la priorità da cui discendono le preoccupazioni economiche e di qualità di vita dei cittadini.

No Comments

Post a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.