APPELLO CONTRO IL PROGETTO DEL PORTO DELLE GRANDI NAVI A FIUMICINO da OFFICINA DEI SAPERI e IL MANIFESTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
14638
post-template-default,single,single-post,postid-14638,single-format-standard,stockholm-core-2.4,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-9.6,ajax_fade,page_not_loaded,,qode_menu_,wpb-js-composer js-comp-ver-6.13.0,vc_responsive

APPELLO CONTRO IL PROGETTO DEL PORTO DELLE GRANDI NAVI A FIUMICINO da OFFICINA DEI SAPERI e IL MANIFESTO

Il porto privato va nella legge per il Giubileo

Appello contro il progetto del Porto delle Grandi Navi a Fiumicino

Su una delle aree più preservate e ricca di testimonianze storico-culturali e paesaggistiche di Fiumicino, rischia di abbattersi l’ennesima colata di cemento: un megaporto per grandi navi da turismo e crocieristiche.

Il paesaggio è dei più singolari e affascinanti della costa laziale: il canale che taglia in due la città, il ponte sollevabile oltre il quale una strada, costeggiando il mare, arriva fino al Faro militare in disuso da moltissimi anni. In prossimità del Faro si può assistere all’incontro del Tevere con il mare e allo spettacolo delle bilance (palafitte costruite sugli scogli per la pesca); sulla riva opposta l’Idroscalo  Oltre, il luogo in cui fu ucciso Pasolini il 2 novembre 1975, che lo ricorda attraverso la scultura di Mario Rosati e un piccolo parco con pietre inciampo sulle quali sono leggibili frasi del poeta. Un luogo quasi sacro per chi viene dalla città tumultuosa e violenta.

L’opera (se così si può chiamare) prevista rientra in quelle del Giubileo anche se non si capisce a che titolo, visto che i lavori saranno terminati probabilmente a evento concluso.

Il progetto è della Fiumicino Waterfront srl, società al 100% partecipata dal gruppo Royal Caribbean per un costo complessivo di circa 440milioni di euro. Le criticità del progetto sono moltissime e già denunciate dalle oltre trenta associazioni di residenti che contestano il progetto. Prime tra tutte le infrastrutture inadeguate, i fondali bassi e limacciosi e il vicino aeroporto che non consente un traffico marino con altezze superiori ai 48 metri.

Gli attuali fondali impedirebbero l’attracco di Grandi Navi, per cui si realizzerebbe un dragaggio di sabbia, parte della quale invaderebbe l’area antistante il mare e verrebbe dedicata ad alberghi e mega infrastrutture. Inoltre tale porto entrerebbe in diretta concorrenza con il vicino di Civitavecchia, già attrezzato per l’attracco delle grandi navi.

L’ambiente ne sarebbe definitivamente compromesso, visto che queste grandi navi emettono una quantità di CO2 pari a migliaia di auto col motore sempre acceso. Tra aeroporto e Grandi Navi lo stesso comune di Fiumicino diventerebbe un luogo infernale.

Chiediamo a Gualtieri, Sindaco di Roma ma che  dal 2021 lo è anche dell’Area Metropolitana di Roma (della quale fa parte il comune di Fiumicino), nonché Commissario straordinario di Governo per le opere giubilari del 2025, il ritiro immediato di tale progetto privato lasciando quel sito nel suo stato naturale.

La cultura non può essere isolata, cultura e politica non sono cose separate come ci ha insegnato Gramsci e la politica non può essere espropriata dall’economia delle false illusioni di modelli fantasmagorici di città come nei Paesi Arabi o nel fallimentare “modello Milano”.

Roma non ha bisogno di grandi eventi, quanto piuttosto di interventi nei settori dei trasporti pubblici, dello smaltimento dei rifiuti, dell’accoglienza, del fabbisogno di case, dei servizi e della cura delle periferie e, soprattutto di idee all’altezza del suo ruolo capitale.

Primi firmatari:

E. Scandurra, P. Bevilacqua, R. Musacchio, M. Acerbo, M. Brai, P. Berdini, P. Sentinelli, M. Fabbri, S. Medici,

PER ADERIRE INDRIZZI MAIL:  Enzo Scandurra scandurraenzo@gmail.com  Piero Bevilacqua pierobevi44@gmail.com

«Amarcord» a Fiumicino, sindaco Gualtieri ci pensi bene

Enzo Scandurra  20/12/2023

Fiumicino era, negli anni Sessanta, il battesimo di mare dei borgatari romani, prima della motorizzazione di massa, quando il treno da Roma faceva capolinea in questa cittadina ancora appartenente al Comune di Roma. Pochi interventi hanno modificato quel paesaggio che, passato il ponte levatoio, si snoda fino al Faro militare in disuso attraverso una spiaggia desolata sulla quale i pochi stabilimenti hanno conservato l’aspetto di quei tempi. All’inizio degli anni Sessanta non era raro incontrare Pasolini che ballava sulle piste di cemento che circondavano gli stabilimenti: rock and roll e cha cha cha.

In prossimità del Faro si poteva assistere (e ancora oggi) all’incontro del Tevere con il mare e allo spettacolo delle bilance (baracche costruite sugli scogli per la pesca); sulla riva opposta l’Idroscalo (smantellato qualche anno fa) con le sue baracche di legno colorate di azzurro e bianco con tanto di nanetti e tetti di lamiere. Oltre, il luogo in cui fu ucciso Pasolini il 2 novembre 1975, che lo ricorda attraverso la scultura di Mario Rosati e un piccolo parco con pietre inciampo sulle quali sono leggibili frasi del poeta. Un luogo quasi sacro per chi viene dalla città tumultuosa e violenta.

Ora c’è il progetto, in via di realizzazione, di farne un porto per le grandi navi dei crocieristi; quegli orribili palazzi galleggianti che già hanno profanato la piazza di San Marco a Venezia. L’idro-mostro è collocato a circa 60 km dal porto di Civitavecchia, attrezzato da tempo per l’attracco delle grandi navi. Di certo non c’era alcun bisogno di questa imponente infrastruttura che sconvolgerà per sempre il paesaggio di quel vecchio borgo e, probabilmente, di Roma.

Il progetto è della Fiumicino waterfront srl, società al 100% partecipata dal groppo Royal Caribbean per un costo complessivo di circa 440milioni di euro. L’opera è stata inserita nei Progetti del Giubileo anche se si fa fatica capirne a che titolo; forse che i turisti arriveranno via mare? E per l’anno Giubilare 2025, forse i lavori saranno terminati? Le criticità del progetto sono moltissime e già denunciate dalle oltre trenta associazioni di residenti che contestano il progetto. Prime tra tutte le infrastrutture inadeguate, i fondali bassi e limacciosi e il vicino aeroporto che non consente un traffico marino con altezze superiori ai 48 metri.

Inoltre è previsto un dragaggio fino alla profondità di 12,5 metri così che un lungo tratto di costa sarebbe cementificato per la costruzione, nuove edificazioni costruite in parte sulla fascia costiera originaria e in parte su una fascia costiera creata artificialmente con la colmata prodotta dal dragaggio. L’impatto sulla città di Roma potrebbe essere drammatico considerato che i turisti crocieristici appartengono alla categoria mordi e fuggi che non ha mai apportato alcun benessere alla città, anzi.

C’è della ragionevole follia in questo progetto. Di “ragionevole” c’è la ricerca del solito massimo profitto da parte di società private; di follia c’è quasi tutto, non ultimo la concorrenza con il vicino porto di Civitavecchia con già cinque grandi navi ormeggiate ogni giorno, 820 l’anno e 2,7 milioni di croceristi ogni 12 mesi.

Si continua così con la Roma dei grandi eventi che non porteranno alcun benessere alla città ma anzi ne stravolgeranno ancora di più l’immagine. Come in Amarcord di Fellini, se l’opera si realizzerà, i romani andranno sulla strada che costeggia il mare ad assistere al fantasmagorico spettacolo dei palazzi galleggianti e luminosi che sostituiranno un paesaggio storicamente affascinante che non vedremo mai più.

Caro Gualtieri non è di questo che ha bisogno la città. La presidente Meloni ha dichiarato guerra ai poveri, Salvini è interamente schierato per la costruzione di quell’inutile ponte sullo Stretto e il sindaco della Capitale inserisce tra le opere giubilari il Grande Porto in uno dei luoghi più critici della costa, inutilmente concorrenziale a quello di Civitavecchia, con tanto di megastrutture alberghiere e luminarie. Possibile che a sinistra non ci sia un’idea diversa di città da quelle tanto pubblicizzate dei paesi arabi o del fallimentare Progetto Milano?

No Comments

Post a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.