5 NOVEMBRE: “CESSATE IL FUOCO SUBITO, NEGOZIATO PER LA PACE” da IL MANIFESTO e IL FATTO
Saperi. In assenza di un grande collettore politico prevalgono le specializzazioni, manca il dialogo tra i saperi e la frammentazione blocca le potenzialità del pensiero critico. Una parziale cartografia degli studiosi italiani di varie discipline
Cultura, Saperi, Università, Dialogo
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5 NOVEMBRE: “CESSATE IL FUOCO SUBITO, NEGOZIATO PER LA PACE” da IL MANIFESTO e IL FATTO

Il corteo “Cessate il fuoco subito, negoziato per la pace!”, organizzato dalla Rete italiana per il disarmo, partirà a mezzogiorno da piazza della Repubblica e arriverà a piazza San Giovanni in Laterano, dove dalle 15:00 inizieranno gli interventi dei promotori della giornata e dei testimoni del conflitto. Più di 400 le realtà coinvolte, che stanno predisponendo i trasporti da tutta Italia per i partecipanti alla mobilitazione

Il disarmo nucleare, prima che si apra il «vaso di Pandora»

IL 5 LA PACE IN PIAZZA. Oltre ad aver portato distruzione e morte nelle città ucraine e possibili conseguenze catastrofiche indotte su gran parte del mondo la criminale invasione di Putin ha avuto come effetto il […]

Francesco Vignarca *  04/11/2022

Oltre ad aver portato distruzione e morte nelle città ucraine e possibili conseguenze catastrofiche indotte su gran parte del mondo la criminale invasione di Putin ha avuto come effetto il blocco immediato (o meglio un pesante arretramento) di qualsiasi progresso internazionale su disarmo e politiche di pace. Lo dimostrano le decisioni di aumento robusto della spesa militare, che si vanno a sommare ad un trend già in decisa crescita.

L’unico aspetto sul quale ci si poteva aspettare una ripresa di ipotesi disarmiste, o quantomeno di controllo della proliferazione, era invece quello legato agli arsenali nucleari. Proprio perché, a causa dell’evidente minaccia di escalation, non si potevano più considerare esagerazioni o ipotesi di scuola i continui allarmi della società civile (per troppo tempo snobbate come allarmiste o visionarie). Ma al posto di far crescere il rifiuto a priori di qualsiasi ipotesi di guerra nucleare, con conseguente pressione verso lo smantellamento degli arsenali, le continue minacce e gli annunci retorici degli ultimi mesi hanno invece normalizzato l’idea di utilizzo dell’arma più distruttiva mai costruita dall’uomo. A partire sicuramente da Putin (e forse ancor dai toni accesi di Medvedev), ma con il «rilancio» altrettanto pericoloso – pur più sottile – di coloro che, anche in Occidente, si sono dilungati in analisi militari sulla opportunità e le conseguenze di un utilizzo circoscritto delle testate nucleari. Pericoloso quando si è di fronte ad un «vaso di Pandora» impossibile da richiudere, se davvero qualcuno deciderà di lanciare un ordigno (qualsiasi ne sia la potenza distruttiva o la prospettiva in termini di piani miliari).

Ma il problema vero non è la retorica, quanto alcune scelte politico-militari che nemmeno davanti al baratro hanno avuto il coraggio di scardinare questo sistema di falsa sicurezza. Pensiamo alle esercitazioni strategiche annuali che la Russia ha confermato per queste settimane, così come la simmetrica conferma da parte della Nato delle grandi manovre “Steadfast Noon”: una settimana di “esercitazioni di deterrenza” che ogni anno coinvolge aerei e personale militare degli Stati dell’Alleanza. Denominata «attività di addestramento ricorrente e di routine» per sminuire il fatto che lo scopo della missione è quello di addestrarsi ad uccidere in massa di civili. Attività che potrebbero favorire escalation ed incidenti (non a caso gli Usa hanno cancellato una esercitazione con missili balistici a marzo) legittimando la pericolosa retorica nucleare della Russia e sminuendo gli sforzi per isolare politicamente Putin. Che si è guardato bene dal condannarle, proprio perché consolidano la sua posizione.

Non a caso tutti gli Stati nucleari e i loro alleati (tra i quali, purtroppo, anche l’Italia) hanno votato settimana scorsa contro una Risoluzione nel Primo Comitato Onu a sostegno del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari Tpwn (passata con 124 voti favorevoli). E addirittura votando contro o astenendosi (come l’Italia) su una seconda Risoluzione che ribadiva «la profonda preoccupazione per le conseguenze catastrofiche delle armi nucleari» sottolineando «che è nell’interesse della sopravvivenza stessa dell’umanità che le armi nucleari non vengano mai più utilizzate, in nessuna circostanza». La risoluzione esortava inoltre gli Stati «a compiere ogni sforzo per eliminare totalmente la minaccia di queste armi di distruzione di massa».

Per questi voti i Paesi occidentali, che tanto richiamano criteri ed ideali di pace e giustizia, non si sono fatti alcun problema ad allinearsi alla Russia di Putin, confermando che al momento nessuno vuole abbandonare l’architettura degli arsenali nucleari, che garantisce potere e predominio, nonostante un pericolo di guerra atomica distruttiva mai così vicino. E sono stati probabilmente gli alleati degli Usa ad impedire un cambio positivo della dottrina nucleare statunitense opponendosi ad una posizione di “no first strike” (rinuncia al primo colpo nucleare) ipotizzata da Biden in campagna elettorale. Sarebbe stato un passo avanti positivo ed innovativo (diversamente da quanto scritto da alcuni giornalisti disattenti non era mai stata adottata). Alleati che hanno appoggiato anche il dispiegamento anticipato di qualche mese delle nuove bombe «tattiche» B61-12, che arriveranno anche in Italia per un utilizzo sui nuovi cacciabombardieri F-35.

Prospettive non rosee: per questo che la Piattaforma della grande Manifestazione per la pace di domani, sabato 5 novembre chiede esplicitamente il disarmo nucleare globale. Bisogna mettere le armi nucleari fuori dalla storia prima che distruggano l’umanità, e la strada più concreta e realistiche per arrivarci, soprattutto dopo il varo del “Piano di Azione” di Vienna dello scorso giugno, è quella dell’adesione al Trattato Tpwn, che deve diventare obiettivo politico prioritario.

*Coordinatore Campagne – Rete Italiana Pace e Disarmo

“Il 5 novembre manifesto perché…”, l’iniziativa per la pace dei Sostenitori de ilfattoquotidiano.it: “E’ l’ora della diplomazia, non più delle armi. Il governo scelga questa strada”

In vista dell’evento di Roma, la nostra community ha avviato spontaneamente un dibattito nel Forum riservato. “Non vogliamo altre guerre, non vogliamo inviare armi, non vogliamo foraggiare il mercato delle armi, vogliamo che siano messe in campo unicamente soluzioni diplomatiche”. Pubblichiamo alcuni degli interventi. Vuoi contribuiere con la tua idea? Diventa Sostenitore

 F. Q. | 3 NOVEMBRE 2022

Manifestazione contro la guerra, Zanotelli: “Il 5 novembre ci sarò, nessuno si tiri indietro. Ma niente bandiere, solo quella per la pace”

Manifestazione per la pace – Bettazzi, il decano dei pacifisti cattolici: “La non violenza non è una resa. Se la guerra è una follia, lo è sempre”


Manifestazione per la pace del 5 novembre, le associazioni: “Sarà della società civile. Partiti? Aderiscano alla nostra piattaforma”

“Buongiorno, chiediamo supporto e sostegno alla redazione del FQ in merito ad una iniziativa per promuovere la pace, nata nel forum dei Sostenitori. Promuovere una diffusione più ampia, soprattutto ma non solo nel mondo giovanile che utilizza i social, utilizzando dei video o dei testi che ridestino le coscienze delle persone del grave pericolo che incombe sull’umanità intera”. Inizia così il messaggio che la Sostenitrice de ilfattoquotidiano.it Lillibeth60 ha inviato durante la riunione di redazione in diretta streaming (riservata, appunto, ai Sostenitori: scopri qui come diventarlo) di giovedì 27 ottobre. Un testo breve e diretto, che è stato discusso dai redattori insieme al direttore e ha aperto il dibattito nel Forum riservato alla nostra community. “Ci piacerebbe far partecipi di questa manifestazione altre Nazioni Europee”, proseguiva il messaggio: “Perché ne sono coinvolti come noi italiani. Non vogliamo altre guerre, non vogliamo inviare armi, non vogliamo foraggiare il mercato delle armi, vogliamo che siano messe in campo unicamente soluzioni diplomatiche”. Sulla pagina del Forum sono intervenuti in tanti: contributi con diverse sfumature, tutti accomunati dalla voglia di scendere in piazza il 5 novembre e soprattutto dalle motivazioni per esserci, sottraendosi alla retorica bellicista secondo la quale non può esistere altra strada se non quella delle armi per risolvere il conflitto. Punto di partenza, l’articolo 11 della Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…”. Il Fatto Quotidiano e ilfattoquotidiano.it hanno dedicato molti articoli e interviste all’urgenza della via diplomatica, partendo (esattamente come la manifestazione di sabato) dalle parole di Papa Francesco: “Tacciano le armi e si cerchino le condizioni per avviare negoziati”.

Ecco alcuni degli interventi pubblicati sul Forum. Se vuoi leggerli tutti, commentarli o contribuire con le tue idee, Sostieni ilfattoquotidiano.it.

“Manifesto per non ignorare quel che la storia ci ha insegnato” – milanesesempremoltoa

Manifesto perché sono nata a metà degli anni 50 e fin dalla più tenera età, ero circondata da molte persone adulte ancora traumatizzate dalla guerra, che mi raccontavano gli orrori che avevano vissuto.
Manifesto perché per mia fortuna sono nata in un periodo pacifico in Italia, ma per molti anni la frase che mi son sentita ripetere più spesso era: “sei fortunata perché non hai vissuto come noi durante la guerra”.
Manifesto per la pace perché la storia del secolo scorso mi ha insegnato che per distruggere palazzi e causare milioni di vittime ci vuole un attimo, ma per ricostruire ciò che hai perso non ti basta una vita intera, e rimarrai vincolato fino all’ultimo respiro, al ricordo degli affetti più cari perduti per sempre.
Manifesto per la pace perché ho gli occhi pieni dei fotogrammi raccapriccianti dei lager nazisti, e nelle orecchie i racconti di chi quell’orrore infinito l’ha vissuto sulla propria pelle! E non sopporto più che ci siano altri genocidi di gente innocente!
Manifesto perché desidero lasciare ai miei figli e nipoti un mondo pacifico e meno individualista di quello attuale.
Se possibile avrei voluto fare di più, unendo tutti i popoli dell’Europa da nord a sud e da est ad ovest in un’unica manifestazione per la pace, perché è ciò che la gente comune come me vorrebbe, ma continua a vivere in un mondo capovolto gestito da politici arroganti, che hanno deciso al posto nostro di dichiarare guerra, e ci hanno messo all’angolo senza voce, per continuare a fare i loro giochi perversi da guerrafondai.

Il mio slogan: Gli uomini delle caverne usavano la clava per farsi capire. Poi si sono evoluti, e hanno utilizzato la parola, cominciando a negoziare con quella. Basta guerra da trogloditi, negoziamo per la pace!

“Manifesto perché non si può dire che alla guerra non c’è altra scelta” – Gianluca_Pinto

Manifesto perché ci è stato negato il passato non permettendoci di andare indietro alla ricerca delle radici della guerra analizzata solo nelle categorie del presente di “aggressore e aggredito”. Non voglio che ci venga negato anche il futuro con la categoria del “non abbiamo altra scelta”. Manifesto perché mi basta che la propaganda padronale sia a favore della guerra per essere in piazza. Manifesto perché l’immondezzaio globale in cui siamo costretti a vivere non diventi anche una polveriera

“Manifesto perché non vadano persi gli insegnamenti dei più grandi, da Mandela a Gino Strada” – di Alessio_A

MANIFESTO PERCHE’ non ho altro modo per comunicare al mondo il mio stato d’animo quando penso alla morte, alla sofferenza, alla devastazione e distruzione che provoca la guerra. Non ci sono parole per descrivere la morte, la paura e la sofferenza di un essere umano, di un/a fanciullo/a. Solo il silenzio assordante di migliaia di persone unite nella condanna, unite dall’unico pensiero che esiste un solo nemico: la guerra stessa, può risvegliare le coscienze. Non mi illudo che dal 6 Novembre gli uomini di potere mettano dei fiori nei loro cannoni, ma so per certo, perché la storia dell’umanità è maestra di vita, che quando i popoli sono uniti e animati da un unico intento spesso hanno condizionato le scelte dei governi e questa è una speranza che dobbiamo continuare a coltivare. Manifesto perché i media facciano da cassa di risonanza e altri popoli nel mondo si sollevino assieme a noi perché la pace è un diritto di tutti è “il messaggio” universale che dovrebbe far parte del nostro quotidiano contro l’odio razziale e le comunità Lgbtqia+, a favore della parità di genere, contro ogni forma di violenza o prevaricazione tra esseri umani in ogni ambiente. Ed infine manifesto perché non vadano persi gli insegnamenti, i sacrifici di persone come Gandhi, Martin Luther King, Gino Strada, Mandela e tanti tanti altri. Insegnamenti e valori che negli stati, nelle società moderne e tecnologicamente evolute sono finiti nel più assoluto oblio.

“Manifesto perché l’escalation nucleare non avrà vincitori o vinti” – lillibeth60

Manifesto per la Pace per :

– concludere un accordo tra due parti nemiche in guerra
– non sostenere l’invio delle armi, la guerra non è l’unico modo per resistere
– non sostenere la pletora di personaggi dell’informazione pubblica che tengono viva una guerra che si deve fermare, e si deve fermare con la politica, non con il macabro mito delle armi
– smettere di finanziare le holding delle armi che sono in crescita mente tutto il mondo impoverisce
– ricordare che Hiroshima e Nagasaki non è il nome di un videogioco
– ricordare che non esisteranno vincitori ne vinti in un escalation nucleare, e non vorrei che il genere umano fosse ricordato come un errore della natura
giustizia e responsabilità di TUTTE le parti in causa coinvolte nel conflitto

“Manifesto per fare enorme pressione sul nostro governo” – bluekite

Sarò a Roma a Manifestare per la pace perché insieme ai, spero moltissimi, che condividono questa azione, vorrei fare un’ENORME pressione verso il nostro governo, affinché si adoperi per la Pace che inizia con un cessate il fuoco. Una pressione che induca il governo a smetterla di alimentare l’escalation della violenza con questo Atlantismo incondizionato. Anche una piazza grandissima non sarebbe in grado di influenzare né la Russia di Putin né gli USA di Biden, ma spero che sia abbastanza forte da convincere il NOSTRO governo. La motivazione della Pace nasce dalla ricerca del benessere di tutte le parti in causa e dal riconoscimento che la distruzione e la violenza non portano frutti buoni per nessuno. In sostanza dal riconoscimento che tutti i contendenti alla fine saranno perdenti. In un mondo ideale la pace presuppone la GIUSTIZIA ma questa dovrebbe tener conto di tutte le azioni che sono avvenute negli ultimi 50 anni e non solo quelle degli ultimi mesi. Poiché questo, nel momento attuale è impossibile, dobbiamo necessariamente pensare che la PACE oggi può arrivare solo da un compromesso in cui ogni contendente deve rinunciare ad una parte delle sue ragioni per addivenire ad una GIUSTIZIA IMPERFETTA ma portatrice di concordia e nuove relazioni di rispetto reciproco. Chi non vuole cedere niente è un finto pacifista che con il suo oltranzismo può solo spingerci verso l’olocausto universale (purtroppo non così lontano).

“Manifesto perché ne sento il bisogno” – Remo_Benedetti

Ne sento il bisogno e l’utilità…

“Manifesto per chiedere ai politici europei di non agire per interesse” – Giovanni_Corsi

ll mantenimento della pace e i conflitti fra le nazioni vanno risolti in modo pacifico, con interventi diplomatici e con la partecipazione delle organizzazioni internazionali (ONU, OCSE, FAO …) senza fomentare con la NATO le parti per avvantaggiarsi in modo scorretto economicamente o strategicamente. La guerra Russo-Ucraina va fermata a tutti i costi e non stimolata con inutili aiuti che aumentano il numero delle vittime! La guerra atomica incombe sul mondo ma l’umanità è contraria all’uso della forza nella soluzione dei conflitti fra i popoli. A livello globale tutti ne pagano le conseguenze: crisi alimentari; inflazione; influenze nefaste sul clima; aspettative per le generazioni future …
Le guerre e le armi puntano alla vittoria sul nemico ma non portano alla pace, alla sicurezza collettiva. La pace è un obiettivo primario che gli esseri umani non sono mai riusciti a stabilizzare. La Guerra in Ucraina dimostra quanto sia folle il comportamento umano dove si fa il tifo per l’una o l’altra parte senza cognizione di causa. I politici europei e nostrani operano per simpatia, per interesse, perché colonizzati e anziché prendere iniziative per scongiurare la prossima guerra nucleare la favoriscono.
Ma a questo proposito va evidenziato come l’omologazione del pensiero indotta dal pensiero unico e dalla cancel culture induce le masse ad esprimere giudizi e comportamenti secondo il “codice binario”, non secondo riflessioni complesse derivanti dalla conoscenza storica multifattoriale e da fatti e avvenimenti che tale guerra sconsiderata ha prodotto. Da ciò deriva il giudizio di valore binario: “Putin è l’aggressore” / “l’Ucraina è la vittima”; “gli Ucraini sono martiri” / “i Russi sono tutti brutti e cattivi”. In tutto ciò la stampa cartacea e multimediale, specialmente del servizio pubblico RAI e delle reti Mediaset, asserviti ai poteri forti di sistema nostrani e globali ha la sua responsabilità. Questa situazione di disagio…
(Giovanni Corsi & Elisabetta Romanelli)

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